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Torino, rider di Deliveroo in sciopero. E l’azienda si dilegua

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Due giorni fa i rider di Deliveroo Torino hanno deciso di interrompere il servizio di consegne per protestare contro una serie di misure peggiorative introdotte dall’alto dall’azienda.

La sera del 20 marzo i lavoratori di Deliveroo Torino hanno “incrociato le gambe” in risposta alle modifiche recentemente introdotte dall’azienda nell’organizzazione dei turni di lavoro e dei pagamenti. Deliveroo Italia ha infatti comunicato di voler passare dalla retribuzione oraria a un sistema a cottimo, lo stesso in vigore dentro Foodora: la misura verrà inizialmente applicata solo agli assunti dell’ultimo periodo, ma da dicembre di quest’anno si estenderà all’intera flotta di rider. Eliminando la garanzia di un minimo orario e di fatto spingendo i rider verso ritmi lavorativi ancora più pressanti, il passaggio al pagamento a consegna introduce un peggioramento significativo nelle condizioni di lavoro dei fattorini. Un sistema competitivo e stressante che aumenta contestualmente il rischio di incidenti (considerato anche che gli eventuali danni sono completamente a carico dei fattorini). Deliveroo ha inoltre deciso di stravolgere il metodo di assegnazione dei turni, aumentando il controllo sui lavoratori tramite un sistema di prenotazione differenziato basato sulle prestazioni dei rider (disponibilità, affidabilità) che vengono continuamente monitorate attraverso l’applicazione dell’azienda.

Contro queste misure, introdotte e comunicate da Deliveroo con qualche mail sbrigativa e senza alcun confronto con i fattorini, martedì sera i rider hanno deciso di scioperare interrompendo il servizio di consegne a domicilio dalle 19 alle 23, rifiutandosi di accettare ordini dalla piattaforma.

Ascolta il racconto di uno dei rider in sciopero ai microfoni di Radio Blackout:

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Il giorno successivo un gruppo di rider ha poi deciso di presentarsi nella sede torinese dell’azienda in occasione dello “sportello rider” (l’unica occasione per i lavoratori di interfacciarsi con i responsabili di Deliveroo anziché con un’app) per pretendere un confronto diretto e portare le proprie rivendicazioni contro le nuove misure introdotte. I responsabili torinesi hanno inizialmente cercato di dividere il gruppo, imponendo di incontrare i rider uno alla volta. Di fronte al loro netto rifiuto, i rappresentanti di Deliveroo hanno pensato bene di accampare una scusa e darsela a gambe levate a bordo di un taxi per sfuggire alle rivendicazioni dei loro lavoratori, cancellando persino i colloqui previsti per la giornata.

Insomma, una magra figura che dimostra come – in un contesto lavorativo di ricattabilità, sfruttamento, competitizione e isolamento – ciò che fa davvero paura è la possibilità di rompere questi meccanismi organizzandosi assieme per rivendicare condizioni migliori.

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