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Tutta colpa dello Stato!

Salerno: un disoccupato si suicida… ma la famiglia accusa lo Stato.

Che i tempi cambiano lo si vede anche da piccoli dettagli come questo: in termini di discorso pubblico inizia embrionalmente a venir meno la retorica che introietta interamente nel singolo individuo la responsabilità circa la propria collocazione sociale e lavorativa. La percezione che le responsabilità siano invece di un modello sociale, e quindi di chi in questo sistema occupa posti di direzione (che sono anche postazioni di prestigio e privilegio), si fa senso comune nel tessuto sociale e una parte della popolazione inizia a nominare col linguaggio semplice del buon senso verità sociali che diventa sempre più difficile rimuovere.

Certo siamo ancora lontani dalla consapevolezza che trasforma lo sdegno in rabbia organizzata ma intanto già l’individuazione dei responsabili delle nostre sofferenze è un piccolo passo in avanti che dà almeno alle famiglie delle vittime la certezza che il propri familiari non sono né dei “falliti” né dei “colpevoli” ma vittima appunto di un sistema disumano e crudele che le ha stritolate.

E così accaduto che affissi sui muri di Matinella di Albanella, un piccolo comune del Salernitano, sono apparsi manifesti mortuari (vedi foto) che accusano lo Stato per il suicidio di un operaio disoccupato 62enne, ex operaio in una ditta di calcestruzzo, sucidatosi poco dopo il licenziamento: “Da parte della Famiglia Carrano: tutto questo a causa dello Stato. Grazie”. Poche righe, capaci però di sintetizzare un giudizio di valore ed una visione del mondo, di questo mondo.

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