InfoAut
Immagine di copertina per il post

Udienza per l’aggravamento delle misure a carico di Paolo Divetta

Durante la mattinata centinaia di persone hanno presidiato Piazzale Clodio in solidarietà con Paolo e con tutti i compagni e le compagne soggette a restrizioni. Questa richiesta che parte da un provvedimento amministrativo che attribuisce la “pericolosità sociale” a tanti di quegli attivisti impegnati nelle lotte sociali, è un dispositivo costruito ad hoc per impedire la libertà di dissenso nei confronti delle politiche lacrime e sangue che da tempo attanagliano milioni di persone.

Negli scorsi mesi diversi giuristi, associazioni, movimenti di lotta in difesa dei territori hanno denunciato l’illegittimità di queste misure. Il prossimo 29 maggio è stata fissata la nuova udienza per la revoca della misura di sorveglianza speciale.

Di seguito il comunicato che ha chiamato il presidio a Piazzale Clodio di questa mattina.

Sorvegliare e punire il dissenso:

contro le misure di prevenzione e il decreto Minniti 3 aprile tutt@ a piazzale Clodio!

Il lungo cammino di Minniti è giunto dove voleva arrivare e le azioni che lo Scelba rosso- come qualcuno lo ha definito- sta producendo rivelano con evidenza quanto violento sia lo scontro in atto tra chi vuole conservare privilegi, sicurezze e rendite di posizione e chi lentamente viene escluso socialmente o limitato inesorabilmente nei diritti. Una vera e propria aggressione preventiva contro il dissenso verso politiche europee e nazionali che stanno letteralmente spaccando il paese in due: da una parte coloro che devono sopravvivere alla crisi e dall’altra quelli che non ce la possono fare. Parliamo dei giovani precari o disoccupati, dei migranti, di un ceto medio impoverito e invecchiato, di un mondo del lavoro con sempre minori tutele e maggiori carichi di sfruttamento, di una scuola e un’università svuotate di passioni, opportunità e prospettive.

Da tempo assistiamo ad un incremento esponenziale delle misure di prevenzione e controllo sull’attivismo, nei territori, negli istituti scolastici e nei luoghi di lavoro. Un’attività intensa di pubblica sicurezza e carabinieri, che spesso trova una disponibilità evidente dentro le procure italiane con l’obiettivo, ora sostenuto dai provvedimenti legislativi di Orlando e Minniti, di ridurre e comprimere il dissenso nel nostro paese. Soprattutto il contrasto alle misure economiche e nella gestione del territorio, vedi grandi opere e grandi eventi, diventano oggetto di interesse quasi esasperato.

Anche il formidabile dispositivo militare posto in essere nella gestione- decisamente muscolare e lesiva delle più elementari norme costituzionali che garantiscono il diritto di manifestare- della giornata del 25 marzo, assume la forma più esemplare di un’ammissione di colpa. Sostanzialmente il governo si carica di una nuova responsabilità e funzione nella gestione dell’ordine pubblico, consentendo violazioni provocatorie e intrise di tensioni tali da poter giustificare ogni più audace misura di prevenzione e controllo.

Si percepisce quindi una forte necessità del potere costituito di garantire a chi invoca sicurezza e legalità per gli italiani un’accettabile percezione che lo stato c’è e che è disponibile a dotarsi di tutti gli strumenti necessari per “curare” il disagio sociale con ogni mezzo. Sono proprio i poveri, vecchi o nuovi che siano, e la periferia del paese a divenire il bersaglio di leggi e misure coercitive.

Le cariche decise contro gli attivisti e i sindaci NO TAP, le condanne ai NO TAV per l’iniziativa ai caselli autostradali, il sequestro preventivo di mezzi e persone dirette al corteo del 25 marzo, i fogli di via sulla base della verifica dell’orientamento ideologico, gli arresti e le misure cautelari per chi è sceso in piazza a Roma contro la destra xenofoba e razzistadimostrano come in Italia sia sistematicamente vietata la libertà di pensiero e di dissenso, con prove muscolari e iniziative esemplari e intimidatorie. Si interviene con decisione maniacale non solo per depotenziare le mobilitazioni e avallare allarmi pretestuosi intorno a tutto ciò che viene ritenuto utile nella costruzione del nemico interno, ma anche per indurre le persone coinvolte ad una desistenza, ad una rinuncia, ad un’abiura. L’avvertimento di cambiare il corso della vita in maniera decisiva e definitiva sta esattamente nei dispositivi usati anche dal tribunale delle misure di prevenzione personali nei confronti dell’attivismo sociale a Roma come in altre città e nei territori, così come nella produzione di disposizioni amministrative finalizzate e limitare la libertà di circolazione (vedi il Daspo urbano).

La mobilitazione e le iniziative devono necessariamente produrre uno scarto in avanti e per questo il 3 aprile saremo a piazzale Clodio e in aula per sostenere Paolo Di Vetta, nuovamente sottoposto a processo davanti alla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, con la richiesta di aggravamento della misura di sorveglianza con obbligo di soggiorno a cui è sottoposto insieme a Luca Fagiano.

Giù le mani da Paolo! #iostoconchiresiste

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Riprendiamo il comunicato pubblicato dal Network Antagonista Torinese, solidarietà a tutti e tutte le compagne e i compagni inquisiti!

Immagine di copertina per il post
Contributi

La fine del genocidio è la fine del sionismo

Riportiamo l’intervento introduttivo del convegno svoltosi mercoledì 7 ottobre presso l’Università di Torino, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza, dal titolo “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. In questa introduzione vengono toccati molti nodi politici fondamentali che aiutano a capire quanto sia mistificato il dibattito attorno alla resistenza palestinese da parte di gran parte dei media main stream.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: la popolazione e gli agricoltori si mobilitano contro il carovita e il caro carburante

Da una settimana in Calabria si susseguono blocchi autostradali, pichetti e mobilitazioni: gli agricoltori chiedono certezze da parte del governo per affrontare il caro gasolio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Spagna: morte di Maricarmen, verso lo sciopero generale dell’11 novembre

In Spagna continua la mobilitazione per il diritto all’abitare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Corporazioni criminali e lotte per la vita

Riceviamo e pubblichiamo da Nodo Solidale

In attesa di un nuovo capitolo del Viaje por la Vida che vedrà, nel dicembre 2026, una delegazione di 1111 zapatist* muoversi verso Città del Messico per incontrare chi quotidianamente lotta per cercare i propri cari desaparecidos, pubblichiamo la traduzione dell’ intervento di Raúl Romero Gallardo durante il “Semillero Guerra contra la Humanidad”, incontro politico la Guerra contro l’Umanità (popolazioni e natura sotto assedio), convocato dalla Commissione Sexta dell’Ezln. CIDECI, San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 23 de luglio 2026.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Documentario: Un data center a Pozzaglio, Cremona

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un documentario realizzato dal progetto Sottotensione di Cremona in merito al procedimento relativo al data center che dovrebbe sorgere sul territorio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: la Questura vieta il presidio permanente in difesa del Bosco Ospizio, attiviste e attivisti in consiglio comunale

La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Inceppare la macchina bellica”. I portuali di 40 scali del Mediterraneo si organizzano per una nuova mobilitazione internazionale

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti, lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Maricarmen e la generazione inquilina

Ripubblichiamo questo interessante contributo di Simone Guglielmelli apparso originariamente su Jacobin.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Genova: 3 ottobre assemblea generale operativa

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia). Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marinëz

Nel paese dei miei, Marinëz (Albania), un’intensissima lotta autonoma ha ottenuto una vittoria enorme contro la multinazionale che gestisce i pozzi petroliferi del territorio. Marinëz si trova al centro del più grande giacimento su terraferma d’Europa e i pozzi, a decine e decine, sorgono su terreni di proprietà della gente del posto da generazioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Russia: il voto premia il partito di Putin ma l’analisi deve scavare tra apparenti contraddizioni

“La situazione in sintesi è che abbiamo un partito del potere che dopo oltre 4 anni di guerra migliora sensibilmente il proprio risultato ma sarebbe forse una lettura troppo semplice legare questo 58% di consensi al partito di Putin come il 58% di russi favorevoli alla prosecuzione della guerra, secondo me sarebbe una conclusione che non ci consentirebbe di trarre poi delle analisi più profonde. ”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: Basta carovita, carburante, bollette, spese

Il 1 ottobre alle ore 18 in Piazza XI Settembre a Cosenza è stata indetta una manifestazione contro il carovita. Riprendiamo il testo da La Base.