InfoAut
Immagine di copertina per il post

Una delibera non fa primavera. Verso il corteo del 14 aprile #oralecase

Strategicamente i movimenti per il diritto all’abitare hanno puntato sul nodo di questa emergenza e hanno avuto ragione. La crisi ha letteralmente messo a nudo l’assenza di un welfare abitativo e soprattutto ha smascherato coloro che hanno puntato sul cemento. Sono centinaia di migliaia gli alloggi costruiti e altrettanti restano vuoti perché nessuno si può permettere l’acquisto. Anzi stanno tornando alle banche gli alloggi di chi non sostiene il peso del mutuo acceso e si ritrova con un appartamento pignorato, spesso anche con un valore di mercato inferiore a quello dell’acquisto. Il danno, la beffa e poi la strada. Stessa sorte a chi crolla sotto il gravame dell’affitto (che a Napoli non a caso chiamano “pesone”, termine dal suono decisamente azzeccato) e fa i conti con l’ufficiale giudiziario e la forza pubblica. Per questo l’idea che la riappropriazione e la sottrazione di cubature alla rendita e alla vendita del patrimonio pubblico fosse una strada da perseguire con decisione ha convinto tante realtà territoriali e ha avuto riscontri di massa rilevanti. Purtroppo ha prodotto però anche contromosse di natura legislativa e repressiva molto serie. Con strumenti aggressivi come l’articolo 5 del cosiddetto “piano casa” dell’ex ministro Lupi e reiterate iniziative coercitive della magistratura e delle questure, si è provato ad arginare una crescente e conflittuale iniziativa di larghi settori sociali disponibili alla lotta. Anche i “servizi” si sono occupati della materia, leggendo una sempre più evidente capacità dei movimenti per l’abitare di entrare in forte sintonia con un disagio sociale crescente.

In questo clima la battaglia per la “delibera regionale per l’emergenza abitativa del Lazio” ha assunto un valore dirimente. Il suo impianto d’indirizzo è quanto di più avanzato oggi si può proporre per riaffermare il diritto alla casa, mortificato da anni di regalìe e prebende per la rendita. Sulla base di questa impostazione i movimenti romani hanno tentato di strappare un passaggio attuativo conforme all’indirizzo originario, ma il poco coraggio di una giunta timorosa e le pressioni della Prefettura e del commissario straordinario per Roma hanno generato un dispositivo destinato ad aumentare le tensioni sociali invece che affrontarle e risolverle.

La decisione di destinare 197 milioni e i relativi alloggi all’emergenza rappresentata da chi vive nelle occupazioni e nei centri di assistenza alloggiativa temporanea, oltre a chi attende in graduatoria da anni, rimane una straordinaria realtà che si è potuta avverare solo grazie alla testardaggine dei movimenti, che per arrivare a questo hanno pagato anche un alto prezzo in termini di denunce e misure cautelari. È chiaro che il tentativo di sabotarla, già iniziato dai sindacati confederali e dall’Unione Inquilini, troverà forti sostenitori nelle stanze del dipartimento politiche abitative del comune di Roma e nelle Prefettura di Roma. La logica che questo strumento venga utilizzato per una sorta di resa dei conti con le occupazioni è già trapelata e si sta consolidando. Sempre più numerose le intimidazioni negli spazi abitativi occupati e le operazioni di identificazione che si stanno tramutando in centinaia di denunce, con la sensazione sempre più palpabile che tutto quello che ci siamo presi ce lo vogliono girare contro. Abbiamo generato un conflitto che come un boomerang può colpirci malamente ed è per questo che non si può arretrare o pensare di conservare ciò che abbiamo.

La partita che la controparte intende giocare è dura. La rigenerazione della rendita passa attraverso la sconfitta dei movimenti e lo svilimento della delibera come strumento positivo è uno degli obiettivi perseguiti. L’assegnazione degli alloggi popolari alle occupazioni e alla loro composizione meticcia appare come una resa incondizionata, insopportabile dal punto di vista del possibile allargamento delle pratiche di riappropriazione, giustificate dal risultato raggiunto. In più i movimenti possono dialogare con chi da anni ha atteso un alloggio fermo in graduatoria e che oggi grazie alla lotta delle occupazioni vedrà la sua posizione avvantaggiarsi. Per questo il sindacalismo complice, che tanta parte ha avuto nella distruzione del welfare abitativo, strepita e urla.

Dentro uno scenario nazionale più volte evidenziato dalle realtà territoriali in lotta e ultimamente anche supervisionato da media locali e nazionali, la delibera regionale è un sasso nello stagno, non sarà un macigno ma è in grado di generare onde importanti. Sicuramente in controtendenza con politiche che hanno ridotto al 3% il patrimonio di case popolari disponibili, molte delle quali chiuse (soprattutto a Milano) o in vendita, che hanno lasciato via libera alla speculazione con il risultato di almeno 1 milione di alloggi privati costruiti e in costruzione che verosimilmente rimarranno vuoti, che hanno spinto migliaia di persone ad indebitarsi con un mutuo che oggi non si riesce più a pagare e con affitti troppo alti che stanno generando morosità e sfratti a non finire.

La controtendenza è chiara. Ci sono risorse per realizzare, acquistare o recuperare alloggi. Si valorizza l’uso del costruito piuttosto che nuove cementificazioni. Si individuano i soggetti colpiti dall’emergenza e non si fa distinzione tra autoctoni e migranti. Si afferma il diritto alla residenza anche per chi ha occupato per necessità.

Per questo siamo sotto attacco questa primavera che inizia. Dobbiamo raccogliere le forze consapevoli di quello che ci stiamo giocando sia a livello locale che generale, fare passi indietro e far prevalere l’istinto di conservazione piuttosto che la spinta ad andare avanti potrebbe forse lasciarci qualche briciola in mano, ma ci toglierebbe respiro e spazio. Non possiamo accettare dinamiche in sottrazione e per questo la partita la giochiamo adesso. Ancora una volta sfidiamo il presente e ci vediamo in città!

 

Movimenti per il diritto all’abitare

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Organizzare la lotta contro la guerra sui territori: pratiche, idee e strumenti dall’esperienza del Movimento No Base

Proponiamo un contributo sugli strumenti messi in campo a partire dalla lotta del Movimento No Base, per costruire un movimento popolare antimilitarista e per far fronte alla complessità dei territori investiti dalle infrastrutture di guerra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali

A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Giù le mani dagli Orti Urbani: sulla manifestazione del 5 settembre a Livorno

Lo scorso weekend a Livorno si è tenuto un campeggio e una manifestazione nazionale per difendere l’oasi verde dove sono presenti gli Orti Urbani. Più di 3.000 persone hanno partecipato alla marcia per le vie della città.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Elezioni in Sassonia-Anhalt: una lettura del risultato ottenuto da Afd

Il partito di ultradestra guidato da Alice Weidel ha ottenuto oltre il 44% dei voti nel land della Sassonia-Anhalt alle ultime elezioni.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“Vietato contestare il Salone dell’auto”: la Questura vieta la biciclettata cittadina nel centro di Torino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Extinction Rebellion Torino, Fridays for Future, Fiab Torino Bike Pride, Toroller Collective, Clacsoon.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Run to Gaza. Il 6 settembre Torino corre per Gaza

Il coordinamento cittadino per la Palestina Torino per Gaza insieme ad altre realtà ha organizzato la prima maratona per Gaza. Di seguito il testo di indizione dell’evento e le modalità per partecipare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il popolo salva il popolo: la risposta popolare al terremoto e al fascismo

Abbiamo tradotto un reportage di Colombia Informa, agenzia di stampa alternativa colombiana in merito a quanto sta accadendo a livello sociale e politico in seguito al devastante terremoto avvenuto nel Paese qualche settimana fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Data center: il volto materiale dell’intelligenza artificiale. Dibattito martedì 18 agosto alla festa di Radio Onda d’Urto

Prosegue il ricco programma presso lo Spazio Dibattiti alla Festa di Radio Onda d’Urto. Martedì 18 agosto, alle 19.30, si svolgerà il confronto dal titolo “Data Center: il volto materiale dell’Intelligenza Artificiale“.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La guerra tra poveri non è una soluzione. E’ una scelta politica

Mentre procede lo sgombero di Scordovillo, c’è chi prova ancora una volta a costruire il racconto più semplice: mettere gli ultimi contro gli ultimi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

LA COPPA DEL MONDO IN GUERRA

Riprendiamo dal sito Nodo Solidale la traduzione italiana dell’articolo La Coppa del Mondo in guerra, scritto da David Barrios Rodríguez e pubblicato originariamente su Fuera de Lugar/Desinformémonos. Il testo legge il Mondiale 2026 sullo sfondo delle guerre, dei conflitti armati e dei processi di militarizzazione che attraversano molti dei paesi partecipanti, a partire dal Messico, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.