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ZAM sotto attacco e sgombero. Manganellate “arancioni” a Milano

Questa mattina, mercoledì 23 luglio, verso le 7 – 7.30 poco meno di una trentina di funzionari Digos si sono presentati nei pressi dello spazio libero e liberato in zona piazza XXIV Maggio a Milano, da mesi nel mirino della giunta Pisapia e soprattutto dei voraci appetiti delle varie cricche di Expo. Dietro la Digos almeno un centinaio di poliziotti e carabinieri con blindati.

Il presidio di un centinaio di compagne e compagni si è schierato davanti al cancello, dove si sono presentati in massa poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa.

Alle 8.30 sono partite manganellate violente da parte delle fdo contro i compagn* schierat* davanti a ZAM dietro lo striscione “La forza gentile della giunta arancione –  Tavoli finti e sgomberi a ripetizione”. Diversi i contusi e i feriti (almeno cinque) per le botte ricevute, con compagn* calpestati a  terra.

LA DIRETTA –

Ore 11 – La motivazione formale dello sgombero risiede in un’ordinanza della Procura di Milano a seguito di una perizia sulla staticità dell’edificio,perizia che il Comune ha depositato a inizio giugno in Prefettura, a disposizione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. Secondo quella perizia la parte inagibile e pericolante (non occupata e non accessibile) dell’edificio comprometterebbe la staticità anche della parte agibile (e occupata da Zam). Intanto sul proprio profilo twitter il Comune di Milano se ne lava le mani.

Ore 10 – Tre le richieste dei compagn*, appollaiati su un terrazzino al terzo piano: moratoria immediata degli sgomberi a Milano, intitolazione ufficiale dell’ex scuola a don Andrea Gallo, come già fatto informalmente dagli occupanti e se – come dice il Comune – lo stabile è pericolante, che venga messo subito in sicurezza tutelando il vicinato. Rilanciata intanto un’assemblea pubblica e aperta a Zam stasera alle 18 sugli spazi sociali, mentre dalle 19 mobilitazione in città.

Ore 9.15 – Fdo dentro l’edificio, tre compagn* sul tetto. Il bilancio dei feriti delle manganellate made in Expo&Pisapia sale a cinque. Decine i contusi.

Ore 9 – Il collegamento con Luciano Muhlbauer, coordinatore meneghino del Prc, presente fuori da ZAM. Clicca qui per ascoltare o scaricare.

{mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2014/07/rec0723-085312.mp3http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2014/07/rec0723-085312.mp3 {/mp3remote}

Ore 8.45 – Compagn* ferit*, manganellate violente e persone calpestate a terra. Fdo arrivate ai cancelli di ZAM, mentre i solidali, almeno un centinaio, sono circondati dagli agenti e da digos. {mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2014/07/rec0723-083413.mp3http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2014/07/rec0723-083413.mp3 {/mp3remote} La diretta delle violenze e della resistenza di ZAM con Andrea, nostro collaboratore e di ZAM.

Ore 8.30 – Sgombero iniziato, compagn* all’ingresso di ZAM. Esposto striscione “La forza gentile della giunta arancione – Tavoli finti, sgomberi a ripetizione”. Manganellate contro compagn*.

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Ore 8.10 – Ascolta o scaricare cliccando qui il primo collegamento con Andrea, nostro collaboratore e di ZAM.

 

Di seguito, l’appello di ZAM e altre realtà di movimento a Milano, lanciato questa mattina, mercoledì 23 luglio, nei momenti dello sgombero.

[sgombero zam]
Si sta come d’estate, sui balconi gli occupanti

Stanno sgomberando Zam: tutti in piazza Santa croce adesso, alle 18.30 tavolo sugli spazi sociali davanti ai cancelli di Zam, alle 19.30 mobilitazione!

6, 13 e 20 settembre: paghi due prendi 3, occupiamo tutti i weekend.

Con le prime luci del mattino, giungono i “signori” dell’ordine vestiti di un blu scuro tendente all’arancione.
Zam, un luogo liberato, riconsegnato alla città dopo anni di abbandono, viene di nuovo svuotato dalla “forza gentile” che ormai da anni promuove il suo silenzioso processo di normalizzazione, creando un deserto che chiama cambiamento.

Noi in questo deserto abbiamo imparato a costruire nuclei di resistenza che non accettano nessun tipo di asservimento alle logiche di governo di questa città, spazi di costruzione politica e produzione di cambiamento, che vanno anche al di là di questi muri.

Ci ritroviamo dunque fuori dai cancelli di Largo Don Gallo (ex via santa croce 19), ma non per questo svuotati e senza una meta.

Il primo passo: riconoscere il mandante e responsabile di questo sgombero, il Comune di Milano.

Questa amministrazione, nella sua totale incapacità di costruire dialoghi reali con gli spazi sociali, si nasconde dietro tecnicismi di dubbia valenza, dimostrandosi (per l’ennesima volta) un generatore di sgomberi.

Un’amministrazione che propone un tavolo di dialogo con la città sul tema spazi senza nemmeno renderlo pubblico sin dal suo principio, senza nemmeno avere il coraggio di nominare i “centri sociali” sui comunicati ufficiali, ma soprattutto senza una reale proposta politica in grado di tradurre in fatti i tanto paventati propositi di valorizzazione degli spazi sociali e delle esperienze che in essi vivono come risorsa per la città, scegliendo piuttosto di continuare a dialogare con l’unico vocabolario che tutti già conosciamo: sgomberi e sfratti.

È chiaro che questo vento prepara la metropoli e l’Italia intera a Expo 2015, una macchina ben più grande e pericolosa, portatrice di debito, cemento e precarietà.
E ora torniamo a questi muri che, seppur a noi molto cari, non sono e non saranno mai l’unico spazio politico in cui agire il nostro conflitto.

Crediamo che la forza di un discorso politico significativo e includente possa e debba attraversare la nostra metropoli, sia all’interno che all’esterno dei nostri muri.

Ed è per questo che ribadiamo la necessità di essere generatore continuo di conflitto e della sua materialità, creando nuovi spazi di discussione, lontani dalla pavidità dei tavoli tremendamente traballanti.
Poniamo sin da ora la nostra risposta a questa ennesima creazione di vuoto, invitandovi ad essere qui con noi da subito, per le prossime ore, ma sopratutto nei prossimi due mesi, al fianco del csoa Lambretta e di tutti i luoghi in pericolo.
In tutti i nostri futuri spazi, che saranno piazze, mattoni e sogni.
E sono tutte queste le ricchezze di cui non vi libererete mai.
#crollateprimavoi, anzi siete già crollati.

Sgombero in corso:

invitiamo tutti i solidali a raggiungerci al presidio permanente piazza sant’Eustorgio

ore 18.30: un tavolo dal basso
Convochiamo noi un tavolo dal basso, invitando tutti i soggetti interessati a partecipare per portare la propria idea

sulla questione spazi in città. Davanti ai cancelli di Zam.

ore 19.30: mobilitazione in città
stay tuned.

Settembre:

6/7 settembre 2014

reclaim the space

abbiamo bisogno di spazi, occupiamoli.

13/14 settembre 2014

reclaim the dreams

abbiamo bisogno di sogni, occupiamoli.

20/21 settembre 2014

reclaim the base

abbiamo bisogno di basi, occupiamole.

27/28 settembre 2014

reclaim the voice

 

da radioondadurto

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