InfoAut
Immagine di copertina per il post

Baltimora, dopo 12 giorni di proteste arrestati gli agenti che uccisero Freddie Gray

A sostenere l’accusa è l’avvocato di Stato Marilyn Mosby, il quale ieri mattina ha annunciato di avere formulato le accuse penali in relazione al caso Gray. Tutti i sei ufficiali coinvolti nell’omicidio sono accusati di crimini multipli e Mosby ha annunciato una serie di accuse che riguardano sia la messa in custodia che il trasporto sul mezzo della polizia durante la mattina del 12 aprile scorso. Le accuse variano per ogni agente, ma comprendono aggressione, omicidio colposo, cattiva condotta e arresto ingiustificato. L’accusa più grave è l’omicidio di secondo grado, per il quale è stato rilasciato un mandato d’arresto a carico dell’ufficiale di polizia Cesare Goodson.

La notizia è stata accolta con gioia da tutta la comunità afroamericana di Baltimora – che non si aspettava un risultato così rapido e deciso, visti i numerosi precedenti –  e in particolare modo dai famigliari di Freddie Gray, che nel pomeriggio hanno tenuto una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Sybrina Fulton, la madre di Trayvon Martin, il 17enne ucciso da una guardia giurata nel 2012. Nelle stesse ore, Donta Allen, il giovane che si trovava in stato di arresto sullo stesso furgone in cui venne trasportato Freddie Gray il giorno dell’omicidio, ha dichiarato a diversi quotidiani di essere stato minacciato dalla polizia affinché dichiarasse il falso. Secondo il rapporto degli agenti, infatti, Allen avrebbe detto che Gray “sbatteva la testa contro il muro”, e credeva che stesse “volutamente cercando di danneggiare se stesso”; ieri però ha rigettato la ricostruzione delle forze dell’ordine sostenendo di avere agito così “cercando soltanto di sopravvivere” mentre veniva interrogato dagli investigatori della omicidi.

Nel corso della giornata oltre mille persone si sono quindi riversate in strada per festeggiare, mentre la città rimaneva militarizzata e il sindaco di Baltimora decideva di mantenere ugualmente il coprifuoco per le giornate di ieri e di oggi. Dopo avere bloccato il centro cittadino per oltre tre ore, il corteo si è diretto verso il municipio per poi passare davanti al carcere, dove diversi detenuti hanno incitato i manifestanti e risposto ai cori che venivano cantati.

Nel corso della serata almeno 53 persone sono state arrestate per avere violato il coprifuoco dopo che la polizia – evidentemente nervosa in seguito ai provvedimenti presi nei confronti dei sei agenti – aveva negato anche le autorizzazioni notturne ai consulenti legali dei manifestanti e agli attivisti per i diritti umani presenti per monitorare l’andamento delle proteste. I fermati si sommano ai 235 degli scorsi giorni, con cauzioni che in media si aggirano intorno ai 100.000$ a testa: in questo senso molta polemica sta suscitando il caso dei manifestanti accusati di avere danneggiato le volanti della polizia negli scorsi giorni, le cui cauzioni ammontano a mezzo milione di dollari a fronte della cauzioni degli agenti arrestati per l’omicidio di Gray che si attestano intorno ai 250.000$.

Un caso raro quello di Baltimora, che dimostra però come una lotta prolungata e conflittuale riesca a mettere in estrema difficoltà gli establishment locali e nazionali degli USA nei confronti di un movimento che da otto mesi a questa parte non accenna a scemare ma, al contrario, si radicalizza sempre di più costringendo la controparte a cedere di fronte alle sue rivendicazioni.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

#BlackLivesMatterbaltimoraBaltimore RiotsFreddie GrayUsa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

War on war: we do not enlist! 8 Maggio: mobilitazione internazionale contro la leva obbligatoria e la guerra

Comunicato delle organizzazioni politiche e sociali della campagna internazionale “We do not enlist!”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lotta continua. A fianco della Palestina, a fianco della Flottilla

Riprendiamo il comunicato del Gap di Livorno che annuncia il ritorno di Simone dalla Flottilla e che rilancia la mobilitazione generale in sostegno della spedizione e per la Palestina! CONVOCHIAMO UNA CONFERENZA STAMPA, martedì 12, alle 12 in Piazza del Comune, insieme alle realtà Livornesi con il quale abbiamo condiviso le mobilitazioni da settembre ad […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump alle prese con Hormuz e papa Leone

La guerra di Trump all’Iran ha tutta l’aria di essere un fallimento per gli Stati Uniti: l’ultimo passo indietro rispetto al Project Freedom per sbloccare Hormuz ha dimostrato l’ennesima debolezza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla: emergono gravi violenze contro attivisti e attiviste rapiti, due di loro traferiti nelle carceri israeliane

73 attivisti e attiviste sono in Grecia in attesa di essere rimpatriati nei rispettivi paesi. In realtà “quelli con passaporto dei paesi Schengen potranno anche decidere di restare in Grecia”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottiglia sotto attacco! Mobilitiamoci insieme!

Questa notte la Global Sumud Flottiglia è stata attaccata dalla marina israeliana a più di 900 Km dalle coste di Gaza. Le barche sono state assaltate dai motoscafi dell’IDF e le persone a bordo arrestate.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Opec (-) 1

In uno dei momenti più delicati dall’inizio dell’aggressione imperialista all’Iran, cominciano a sorgere delle fratture in seno alla principale alleanza politico-strategica ed economica del Medio Oriente.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Make America Great Again”: il sogno è diventato un incubo

Trump sembra sia riuscito a trasformare il sogno Maga in un pantano, e molti dei sostenitori di quel progetto iniziano a prendere le distanze seriamente messi di fronte al fallimento e all’incoerenza del presidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“Cuba non è una minaccia”: a Roma manifestazione nazionale contro il bloqueo Usa

Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Iran: intervista a Rassa Ghaffari

L’intervista svolta a Rassa Ghaffari, sociologa all’università di Genova di origine iraniana, Paese in cui ha vissuto e lavorato e dove continua a mantenere uno stretto contatto, ci parla di una situazione complessa e che lascia intravvedere delle rigidità significative che sostanziano quella che sta venendo definita da più parti una fase di “resistenza esistenziale” per i Paesi che rappresentano un freno all’avanzata sionista e un’opzione per chi resiste in Palestina.