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“Cuba non è una minaccia”: a Roma manifestazione nazionale contro il bloqueo Usa

Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60.

da Radio Onda d’Urto

L’appuntamento, con l’associazione di amicizia Italia – Cuba è dal Colosseo fino Porta San Paolo, con decine di adesioni di sindacati, partiti, realtà politiche, sociali e singole persone, solidali con l’isola socialista, piegata ma non spezzata da oltre 65 anni di bloqueo e in particolare da 2 mesi e mezzo senza carburante.

Per cercare di ovviare alla crisi, intanto, a Cuba il commercio dei prodotti agricoli sarà aperto parzialmente al settore privato. Il nuovo regolamento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di L’Avana oggi, autorizza agricoltori indipendenti, cooperative, piccole e medie imprese private e lavoratori autonomi a commercializzare i loro prodotti direttamente. Le autorità dell’Avana continueranno comunque a controllare prezzi ed esportazioni.

Cercando strade nuove, Cuba quindi resiste, nonostante lo strangolamento imposto dagli Usa, sostenuta anche 5mila persone arrivate a Roma oggi per il corteo “Cuba non è sola. Contro il bloqueo, Cuba non è una minaccia”.

Dal corteo di Roma per Cuba la corrispondenza con Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione per il Partito della Rifondazione Comunista, tra le realtà in piazza nella Capitale a fianco dell’isola socialista

Qui il lancio della manifestazione e le parole d’ordine dell’appello

“Da oltre 65 anni Cuba vive sotto uno dei più lunghi e duri regimi di sanzioni economiche della storia contemporanea. Oggi questa pressione si è ulteriormente aggravata: nuove misure e restrizioni cercano di strangolare l’economia dell’isola, colpendo la vita quotidiana di milioni di persone”.

Inizia così l’appello dell’Associazione nazionale di Amicizia Italia – Cuba, che sabato 11 aprile organizza a Roma una manifestazione nazionale in solidarietà con l’isola e contro l’infame bloqueo Usa Partenza dal Colosseo e arrivo a Porta San Paolo.

Parole d’ordine: “Cuba non è una minaccia. Se cade Cuba, cade l’umanità intera”.

Il bloqueo Usa, in corso ufficialmente dal 7 febbraio 1962 (ma in realtà già dall’ottobre 1960) è stato ulteriormente e drammaticamente aggravato a fine gennaio 2026, dopo l’aggressione militare di Trump al Venezuela, con il blocco totale alle importazioni energetiche.

Il risultato, come denuncia Marco Papacci di Italia – Cuba a Radio Onda d’Urto, è pesantissimo per l’isola socialista: “Trasporti paralizzati, energia ridotta, difficoltà nella produzione e nella distribuzione di beni essenziali: a pagare il prezzo di questo assedio economico non sono i governi, ma il popolo cubano. Il blocco imposto dagli Stati Uniti non è un semplice divieto commerciale. È un sistema di sanzioni economiche e finanziarie che limita il commercio, i pagamenti internazionali, i trasporti e gli investimenti con Cuba.  Inoltre può colpire con pesanti sanzioni anche aziende e banche di altri paesi che intrattengono rapporti economici con l’isola, rendendo estremamente difficile per Cuba commerciare e accedere al sistema finanziario globale.

Eppure, nonostante tutto, Cuba non ha mai smesso di dimostrare solidarietà internazionale. Lo abbiamo visto anche in Italia durante la pandemia, quando le brigate mediche cubane sono arrivate a Crema e a Torino per aiutare il nostro Paese nel momento più difficile, e adesso in Calabria consente ai residenti di avere cure adeguate.

Per questo, la nostra Associazione si è fatta portavoce e insieme ad altre organizzazioni e partiti ha indetto una manifestazione nazionale per Cuba”, con decine e decine di adesioni (clicca qui per l’elenco completo di realtà organizzate e singole persone)

Oggi – aggiunge Papacci – è il momento di restituire quella solidarietà”.

L’intervista di Radio Onda d’Urto a Marco Papacci, segretario nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia – Cuba.

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