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Brasile: violento intervento della polizia contro la manifestazione dei Sem Terra

L’altro ieri un corteo di 15 mila persone del Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST) hanno attraversato le vie di Brasilia. Da martedì è iniziato il congresso nazionale del MST, un appuntamento molto partecipato che si è prefissato di discutere come uscire dalla paralisi causata dalla riforma agricola del governo.

Mercoledì migliaia di agricoltori hanno attraversato le arterie principali della città bloccando il traffico per poi giungere piazza Tres Poderes, la quale ospita il Congresso nazionale, il Supremo Tribunale Federale e gli uffici presidenziali nel Palazzo di Planalto. I manifestanti hanno forzato le transenne che circondavano il Congresso, un’azione che ha scaturito una sproporzionata reazione della polizia, la quale ha lanciato lacrimogeni, spruzzato spray al peperoncino e ha caricato brutalmente. Diverse testimonianze raccontano di un poliziotto che ha puntato la pistola contro la folla. Quest’esibizione di muscoli ha fatto esplodere la rabbia dei lavoratori, i quali hanno resistito con fermezza alle cariche. Molte persone sono rimaste ferite, tra cui anche 30 agenti della polizia.

Il Movimento Sem Terra è sceso in piazza ed è andato proprio sotto ai palazzi del potere per ricordare ancora una volta che la riforma agraria è una vergogna, visto l’immobilismo del governo. Nell’ultimo anno il governo di Dilma ha fatto poco o niente: soltanto a 13 mila famiglie sono stati assegnati dei terreni rispetto al totale di 150 mila famiglie, molte delle quali sono in attesa dell’insediamento da più di 10 anni.

La rabbia e alla determinazione dei lavoratori hanno obbligato la presidente Dilma di inserire all’ultimo minuto una seduta di discussione con un gruppo di delegati per ieri mattina. Il MST ha presentato un elenco composto da 10 rivendicazioni e in seguito si è presa la decisione di istituire un tavolo di lavoro con le istituzioni. Il ministro dell’agricoltura, tentando di nascondersi dietro alla “serietà e responsabilità politica” per non prendere impegni, ha affermato che “le richieste avanzate sono molteplici, dunque procedendo in modo corretto e non demagogico non possiamo dare una risposta facile per accontentare il movimento.” Per il 2014 il governo Dilma si è prefissato di insediare circa 30 mila persone, mentre il Movimento Sem Terra ha chiesto l’insediamento per circa 100 mila famiglie. L’attivista Alexandre Conceição ha evidenziato che se il governo non rispetterà gli impegni presi, l’anno a venire sarà un anno di lotta con frequenti manifestazioni per conquistare dei terreni per le famiglie in difficoltà.

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