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Cile. La polizia carica i manifestanti che solidarizzano con il machi Celestino Córdova

I manifestanti sono stati subito circondati da elementi armati della Gendarmeria del Cile e della polizia militare, che hanno caricato il gruppo con i loro veicoli e hanno sparato con proiettili e pallini di piombo sui civili, tra i quali si trovavano famiglie con bambini e bebè.

Durante l’attacco, la polizia con accanimento si è impegnata a colpire il portavoce del machi, Sergio Painemil, oltre ad arrestare di nuovo il werken Pascual Curamil, che è stato torturato dalla polizia dopo che era stato arrestato pochi giorni prima in una simile situazione.

Almeno 16 persone, tra loro tre donne e un minorenne, sono state trasferite dal luogo alle celle di sicurezza statali, mediante l’uso della “violenza legale” dello stato.

Nel frattempo, a 2 chilometri dal luogo, quelli che distraggono le masse facevano il proprio lavoro, finanziati dalla municipalità di Temuco, il gruppo musicale Los Jaivas, in altri tempi solidale, si presentava nella rappresentativa celebrazione dell’occupazione militare del Wallmapu (fondazione di Temuco), suonando ritmi mapuche mentre i veri membri di questo popolo erano colpiti e incarcerati.

Secondo quanto informato dagli avvocati dei DDUU, dopo una notte di cella i detenuti sono passati alla verifica dell’arresto, e sono stati rimessi in libertà dopo che la detenzione era stata dichiarata “legale” dal tribunale. Secondo le informazioni del werken Pascual Curamil, sono stati citati in giudizio per una nuova udienza, il prossimo 21 aprile, con le accuse di “violenza e aggressione a Carabinieri in servizio”.

da Comitato Carlos Fonseca

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