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Cina, violenti scontri tra residenti e polizia nella contea di Linshui

Gli scontri sono scoppiati in seguito alla decisione di migliaia di persone della contea di marciare circa 3km per protestare contro la decisione governativa locale di non fare passare per la contea una linea ferroviaria che dovrebbe collegare Dazhou e Chongqing.

Una decisione vista come rovinosa per l’economia locale, dato che taglierebbe fuori gli abitanti della contea dai flussi economici che stanno sempre più interessando la Cina sud e centro occidentale modificando radicalmente il paesaggio scio-economico locale. Le autorità locali hanno invece deciso di far passare la linea ferroviaria nelle vicinanze della città di Guang’An, ad ovest di Linshui e famosa soprattutto per aver dato i natali a Deng Xiaoping, il principale artefice della svolta verso l’economia di mercato e del “socialismo con caratteri cinesi” attuata dalla R.P.C negli ultimi 35 anni.

Lo stesso sindaco di Guang’An ha confermato che la linea non sarebbe passata per la contea di Linshui, scatenando immediatamente la risposta soprattutto sui social networks, nei post di diversi cittadini: “Ci sono già due linee ferroviarie che passano attraverso Guang’An. Siamo l’ unica contea della regione che non ha nulla.” “Le autorità di Guang’An stanno monopolizzando le risorse disponibili solo perchè rappresentano la città natale di Deng.”

I manifestanti sono poi passati alle vie di fatto. Foto e video della protesta sono stati caricati a decine sui social networks, permettendo così la narrazione degli scontri dovuti alla decisione delle forze speciali di polizia di Guang’An di caricare violentemente i manifestanti nel tardo pomeriggio. I manifestanti hanno risposto lanciando pietre e mattoni, e aggredendo i poliziotti con bastoni e dando alle fiamme diverse auto delle forze dell’ordine.

Per un’ottima serie di foto e video su quanto successo vedi qui.

Secondo China News Service le autorità dopo gli scontri hanno deciso di riconsiderare la decisione, in quella che potrebbe essere percepita come una prima vittoria, sebbene pagata col sangue, della popolazione. I fatti mostrano in tutta la loro durezza la molteplicità dei livelli nella struttura dell’economia cinese: se nelle zone più sviluppate spesso le proteste si danno in opposizione a progetti come costruzione di ferrovie, o di impianti chimici e siderurgici, ci troviamo nell’analizzare i fatti di Linshui di fronte al caso diametralmente opposto, capace di mostrare la difficoltà di analizzare con unico schema l’enorme eterogeneità della realtà della Cina attuale e dei suoi processi di transizione economica.

 

 

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