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Combatte l’ISIS ma viene indagato per terrorismo: grottesca operazione di polizia in Sardegna

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Un compagno sardo sospettato di aver combattuto in Siria per le Ypg è stato fermato all’alba di questa mattina con l’accusa di associazione per finalità terroristiche, articolo 270 bis.

Diverse perquisizioni personali e domiciliari sono state eseguite in mattinata dalla Digos di Nùoro nell’ambito di un’operazione disposta dalla Direzione Distrettuale Anti Terrorismo di Cagliari.
Nel mirino degli agenti sono finiti tre compagni residenti nell’Isola, due a Cagliari e uno a Nùoro, coinvolti in “attività di combattimento all’estero, in particolare nello scenario bellico siriano-iracheno. Uno dei tre indagati è sardo e a lui viene contestato di aver combattuto con le milizie curde come foreign fighter, una dizione giornalistica che non restituisce l’impegno volontario delle migliaia di persone da tutto il mondo che si sono uniti alla lotta contro l’ISIS e per la difesa della rivoluzione confederale confondendo l’impegno di questi uomini e queste donne con il mestiere di mercenario.

Nei suoi confronti è scattato anche il sequestro preventivo del passaporto per impedire all’uomo di tornare in Iraq e poi spostarsi in Siria. L’indagine, condotta insieme agli agenti del Servizio per il contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, è partita dalla diffusione in rete di una foto scattata in Siria con la bandiera dei quattro mori accanto a un vessillo della Bretagna antifascista.

Si tratta di un’operazione inedita nel contesto di polizia italiano. Per la prima volta un presunto combattente nell’esercito popolare della confederazione della Siria del Nord viene perseguito dalle autorità con l’accusa di terrorismo. Un paradosso se si pensa che YPG e YPJ rappresentano le forze che effettivamente hanno contrastato la presenza dello Stato Islamico nei territori della Siria del Nord e che questa operazione scatta a pochi giorni dalla notizia secondo la quale un ufficiale di ISIS, catturato proprio dalle YPG, avrebbe confermato la complicità dei servizi segreti turchi nella direzione degli attentati terroristici in Europa.

Mentre scriviamo arriva la notizia che il compagno dovrebbe essere rilasciato a momenti dagli uffici di polizia. Con il passare delle ore si è moltiplicata in rete la solidarietà nei confronti dell’indagato.

 

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