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Elezioni in Germania: un’analisi del voto

Gli esiti delle elezioni europee in Germania si iscrivono in una tendenza generale di un’Europa belligerante in crisi, aprono la via alle destre più estreme, cancellano le poche illusioni rimaste rispetto alla rappresentanza.

E’ interessante analizzare quanto sta accadendo negli Stati europei per comprendere quali saranno i trend dei prossimi anni in merito a possibilità e a margini di azione per i movimenti, i soggetti che occupano i posti più in basso della scala sociale e quali scenari di messa a profitto dei territori, sia su un piano di estrattivismo energetico sia su un piano militare, si apriranno.

In Germania il cancelliere socialdem Sholz, rimasto azzoppato dagli esiti elettorali, non ha nessuna intenzione di tornare alle urne seguendo le orme del francese Macron, pressoché nella stessa situazione. Da destra, la leader di Afd Alice Weidel, forte dei risultati affonda il governo federale che non rappresenta più i tedeschi dichiarando di volere nuove elezioni.

Ma quali sono le questioni profonde sotto queste dinamiche? Innanzitutto, occorre analizzare la composizione sia generazionale che geografica del voto, per poi approfondire le questioni che hanno portato a questi risultati e che si iscrivono in un terreno devastato da una sinistra inesistente e incapace di sintonizzarsi con il sentimento popolare. Il tema della guerra, e della pace, nel cuore dell’Europa, del finanziamento all’industria bellica, della crisi dei diritti sociali e delle garanzie basilari, la crisi del lavoro e la contraddizione energetica ed ecologica sono sicuramente al centro di questa fase.

Commentiamo insieme a Karin, di Mera25, a Berlino gli eventi degli ultimi giorni descrivendo il contesto tedesco.

da Radio Blackout

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