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Francia: lo sciopero delle raffinerie

Si avvia verso la fine lo sciopero dei lavoratori delle raffinerie in Francia Dopo tre settimane, soltanto due siti di TotalEnergies restano ancora bloccati per la protesta, quelli di Feyzin, vicino Lione, e quello di Gonfreville, in Normandia.

Lo sciopero, che ha creato penuria e disagi nella distribuzione di carburante in tutto il paese, era rivolto a ottenere aumenti salariali, in un contesto di alta inflazione e di superprofitti realizzati da TotalEnergies. Ad infiammare lo scontro anche le polemiche per i 6 milioni di retribuzione annuale del presidente della compagnia petrolifera, Patrick Pouyanné. Un operaio precario in questi impianti prende circa 1200 euro, un lavoratore specializzato a tempo indeterminato arriva a malapena a 2000.

Durante lo sciopero la decisione del governo di precettare alcuni lavoratori ha letteralmente gettato benzina sul fuoco. Le piazze più signoficative sono state quelle lanciate dalla France Insumise il 16 ottobre e da alcuni sindacati combattivi ma minoritari il 18. Alla manifestazione di domenica 16 hanno partecipato almeno 70.000 persone, a quella del martedì successivo tra le 50 e le 40 mila.
L’accordo che chiude la vertenza, non firmato dalla CGT, prevede un aumento salariale del 5 per cento (i lavoratori chiedevano il 10), e un bonus una tantum tra i 3000 e i 6000 euro.
Lo sciopero delle raffinerie e nei depositi di carburante di Total ed Esso ha rappresentato un primo segnale di sommovimento sociale in questo tiepido autunno d’oltralpe, in cui tuttavia emergono segnali di un possibile crescita della temperatura sociale.
Ne abbiamo parlato con Gianni Carrozza che conduce “Vive la sociale!” su radio Paris plurielle

Ascolta la diretta:

Da Radio Blackout

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