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Grecia, scontri al corteo che commemora la rivolta del Politecnico

Il corteo previsto è partito nel primo pomeriggio proprio dal politecnico, dove il movimento studentesco ha impedito al Rettore di deporre una corona di fiori presso la tomba dell’Università, imponendo che fossero gli studenti stessi e non le istituzioni filogovernative a commemorare l’anniversario. La manifestazione, che sarebbe dovuta giungere presso la sede dell’ambasciata americana, è stata “scortata” da un impressionante spiegamento di 7000 poliziotti in antisommossa (MAT), dando l’impressione che i tristi anni dei colonnelli non fossero poi così lontani.

La stessa polizia, che già negli scorsi giorni aveva dato prova di nervosismo malmenando gli studenti delle scuole superiori e tentando di bloccare l’ingresso al Politecnico, ha attaccato il corteo in Viale Regina Sofia spezzandolo in due tronconi ed impedendo de facto l’arrivo all’ambasciata. La risposta dei manifestanti non si è fatta attendere e i MAT hanno cominciato un fitto lancio di lacrimogeni e bombe stordenti nel tentativo di disperdere la folla. Poco dopo, verso le 20,20 circa, squadre di poliziotti in moto (DELTA) e plotoni di MAT, schierati sin dalla mattina intorno a Exarchia, hanno attaccato il centro sociale occupato VOX nella piazza centrale del quartiere. Barricate improvvisate sono comparse nelle vie che portano alla piazza e sono proseguiti gli scontri che hanno portato al fermo di almeno 30 manifestanti.

Numerose le aggressioni e i pestaggi gratuiti da parte della polizia, che non ha esitato nemmeno a fare irruzione in diversi esercizi commerciali devastandoli e malmenando i titolari. Tra i feriti anche uno studente Erasmus tedesco, che ha dichiarato: “Ero fermo in una strada vicino alla manifestazione. Non avevo armi e il mio volto era scoperto. Ero semplicemente fermo da solo, in un angolo, con le mani alzate per mostrare che non ero armato. Mi hanno preso a manganellate. Non ho fatto niente. Non ho detto niente. Sono caduto a terra e mentre urlavo sono venuti ancora più poliziotti a picchiarmi”.

Una commemorazione che si è dunque trasformata in un’importante giornata di lotta, in una fase politica che in Grecia può essere considerata “di stallo” dopo che oramai si è giunti al terzo anno di rigore imposto al governo greco dalla troika (Fmi, Bce, Ue). Una giornata che comunque non esaurisce le mobilitazioni dell’autunno, quest’anno ulteriormente potenziate da un vasto movimento studentesco che ormai da diverse settimane scende in piazza contro la mancanza di fondi e di personale docente e amministrativo.

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