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Intervista a Besma Khalfaoui, compagna di Belaid: “accuso Ennahdha!”

Il segno della vittoria di Besma, già in strada dopo poche ore dall’assassinio di Belaid, che sia da monito alla transizione democratica degli islamisti a stelle e strisce, e dei fascisti verdi delle petrol-monarchie.

 

DOMANDA: vostro marito Chokri Belaid, segretario generale del Partito dei Patrioti Democratici Uniti, è stato assassinato questa mattina mentre usciva dalla vostra abitazione. Si sentiva minacciato in questo periodo?

RISPOSTA: certo, era sempre minacciato, riceveva minacce da ben quattro mesi:su face book, al telefono. Alcuni responsabili politici lo avevano avvisato avvertendolo della gravità della situazione.

D: secondo lei perché è stato preso di mira?

R: perché divulgava informazioni per far sapere le verità del suo paese; non voleva che tali informazioni venissero nascoste al popolo tunisino. In questo paese ci sono alcune persone messe in sicurezza e altre, come mio marito, uccise alle 8 di mattina in mezzo alla strada, davanti a tutti con quattro colpi sparati alla testa e al cuore in modo che non si potesse più muovere.

D: quando parla di “alcune persone”, si riferisce al partito islamista al potere?

R: si esattamente, parlo proprio del partito islamista Ennahdha che è al potere. Ci sono due correnti all’interno del partito, quella fuori dal potere che continuava a dichiarare pubblicamente, dentro le moschee, la morte di mio marito e l’altra, costituita dal ministero degli interni che avrebbe dovuto garantire la sicurezza ad un leader politico. Accuso Ennahdha di essere responsabile dell’omicidio.

D:come vi spiegate che malgrado le minacce esplicite il governo non abbia protetto vostro marito?

R: non sono io che devo rispondere a queste domande!

D:quindi lei sta affermando che al governo andava bene che suo marito non fosse protetto?

R: certo. Andava bene al partito Ennahdha. Loro vogliono uccidere chi dice la verità, vogliono uccidere la democrazia, vogliono affondare la popolazione nella violenza.

D: domani è stato chiesto uno sciopero nazionale da quattro partiti dell’opposizione, questa sera lei chiederà la fine del governo?

R: io lo spero, io spero nella fine del governo.

D: oggi, a due anni dall’inizio della primavera araba, lei può dire di rimpiangere Ben Ali?

R: ah no, io non rimpiango assolutamente Ben Ali perché è a causa sua che ora ci troviamo in questa situazione, io ora aspetto, chiedo solo la democrazia. Ora siamo qui(siamo contro questo governo) perché questo potere è lontano dalla democrazia, è un potere che non conosce il dialogo.

D: potete affermare che vostro marito è morto per la democrazia?

R:certo, mio marito è morto per il paese. E’ morto per la democrazia, lui stava instaurando la democrazia.

D: stiamo assistendo ad un ritorno della violenza nelle strade in Tunisia, volete mandare un messaggio agli oppositori che stasera scenderanno a manifestare per la morte di suo marito?

R: voglio dire a tutti di essere uniti per evitare che il potere vinca. Uniti contro questa espressione di violenza.

D:domani andrete a manifestare signora Khalfaoui?

R: oggi sono scesa a manifestare, perche mio marito avrebbe fatto la stessa cosa. Domani farò lo stesso, scenderò di nuovo nelle strade. Io e i suoi compagni continueremo in nostro percorso. Non smetteremo mai di parlare. Ci saranno 1000 Chokri Belaid.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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