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La censura in Turchia impone di rimuovere i contenuti sulla strage di Suruç

Si susseguono in queste ore gli appelli in rete e in particolare su Twitter ad aggirare la censura, che ha colpito – come successo in altri momenti di alta tensione nella penisola anatolica – la libertà di utilizzo del servizio di networking creato da Jack Dorsey nel 2006, che conta peraltro oltre mezzo miliardo di utenti attivi. 

Tutto ciò avviene dopo la notte di agitazione nelle strade di Istanbul e non solo: la Corte Suprema turca ritiene di fatto che la viralizzazione delle immagini della strage di lunedì, con oltre 32 morti e più di 100 feriti, non debba assolutamente fare il salto dalla rete ai media tradizionali che si stavano servendo delle centinaia di contributi video e fotografici postati per l’appunto nei principali social networks.

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