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Russia tra elezioni, proteste ed arresti

Spicca a livello di analisi dei risultati elettorali la forte crescita dei comunisti di Gennadi Zyuganov, e la perdita da parte di Russia Unita della maggioranza necessaria ad effettuare modifiche costituzionali (che comunque potranno essere realizzate con accordi invero non troppo difficili da realizzare con i partiti Russia Giusta e con il lib-dem di estrema destra di Zhirinovski). Il focus ora è puntato verso le elezioni presidenziali di marzo.

Alcuni analisti politici vedono nelle prime mosse di Putin nel post-elezioni la volontà di rispondere ai problemi avuti nell’ultimo periodo nel mantenere il consenso, di cui i fischi all’Olimpiski di qualche giorno fa sono stati la manifestazione più evidente. Putin starebbe infatti cercando di scaricare su Russia Unita il tracollo di domenica, in modo da scaricare da sè stesso le colpe della debacle e di rilanciarsi, probabilmente fondando un partito nuovo tutto incentrato sulla sua figura e scaricando tutti i problemi sulla figura di Medvedev.

Eppure l’opposizione sociale sembra sempre più aprire crepe nell’apparente monolitico blocco di potere putiniano. Merito anche dell’attivismo molecolare di bloggers ed utilizzatori di social network che sono riusciti prima a narrare in termini di “farsa” questo appuntamento elettorale e poi a far risuonare nella rete gli appelli a scendere immediatamente in piazza nel post-voto. Numerosi sono stati anche gli attacchi hacker nei giorni immediatamente intorno al voto.

Motivo degli arresti di Mosca il tentativo di un corteo di migliaia di persone di puntare verso il Cremlino in forma non autorizzata. Tra gli arrestati anche Andrea Navalni, uno dei più popolari blogger russi e l’attivista Ilya Yashin ( che dovrà scontare 15 giorni di carcere). 5000 le persone scese in piazza nella capitale per protestare contro la manipolazione dei risultati elettorali (rilevata anche dalle principali organizzazioni internazionali del settore)

Questa situazione in fermento ha convinto il ministero dell’Interno a spedire ulteriori truppe (tra cui quelle d’èlite Dzerzhinski) e ad aumentare il livello di allerta, mentre si parla già di squadracce in giro per la capitale al fine di provocare i manifestanti anti-Putin. 120 arresti sono stati registrati anche a San Pietroburgo, mentre a Mosca oggi è prevista una nuova manifestazione di protesta che dovrebbe partire da piazza Trunfalnaia anche se la polizia moscovita ha annunciato che fermerà tutti i partecipanti all’evento di piazza al fine di garantire l’ordine pubblico.

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