InfoAut
Immagine di copertina per il post

Napolitano alla guerra col tricolore

Il Presidente ha così degnamente coronato i festeggiamenti per il centocinquantesimo della repubblica. Il paese può essere orgoglioso e sereno (forse). Quale migliore ricorrenza per ribadire gli alti ideali di pace e di liberazione scritti nella carta costituzionale che non mettersi a disposizione con le “proprie” basi e mezzi militari per un attacco voluto e guidato da altri contro, guarda un po’, un paese sul quale giusto cento anni fa iniziammo un’impresa coloniale. Già, ma questa volta si tratta di “liberarli” i libici – parole pronunciate, udite, in quel dell’Arsenale della Pace (mai nome fu più adeguato per questa fucina torinese di ipocrisia e pseudopacifismo guerrafondaio). Anzi, magari avrebbe anche voluto dire che c’è qui l’occasione per una compensazione che salderà definitivamente i conti con i peccatucci dell’Italia coloniale, ma ha avuto ritegno…

Sarà interessante seguire gli umori di quanti sono accorsi in questi giorni ai festeggiamenti nazionali, in buona parte probabilmente quel “popolo di sinistra” che pensa in buona fede di cauzionare in questo modo quel po’ di welfare e dignità che residuano a fronte della fogna in cui sta sprofondando l’Italietta berlusconiana. Si arruolerà, come fu per la ex Jugoslavia, nelle schiere dell’interventismo umanitario sventolando un ritrovato tricolore o l’esperienza no war non sarà passata invano?

Per intanto, l’Italia si conferma un paese di paradossi politici, ma soprattutto di scompaginamento totale. I “nazionalisti”, trasversalmente ai due fronti istituzionali, sono rimbeccati da… Bossi il padano per aver perso la bussola degli interessi reali dell’Italia. “Il mondo è pieno di famosi democratici, li conosciamo, che sono abilissimi a fare i loro interessi… Noi siamo invece abilissimi a prenderlo in quel posto”, così le sue dichiarazioni. Ha perfettamente compreso come dietro l’attivismo di Sarkozy, Cameron e Obama ci sia nient’altro che l’interesse a rispartirsi la torta degli idrocarburi libici, a danno anche dell’Italia, oltreché -soprattutto Obama- a rientrare nel gioco geopolitico mediorientale scosso profondamente dalla primavera araba. L’hanno compreso Berlino, Mosca, Pechino… Strani “alleati” per i padani (ma non dimentichiamo che anche nella vicenda della ex Jugo la Lega svelò una vena antimperialista-reazionaria) che si ritrovano unici veri supporter dell’italianissima Eni di Scaroni, mentre il sodale Tremonti cerca di rintuzzare l’offensiva francese sui residui grandi gruppi italiani. In più, la Lega sembra l’unico partito ancora in grado di ascoltare la pancia della gente, e non solo della “propria”, ovviamente in senso forcaiolo, rispetto al boomerang che potrebbe investire in primo luogo la penisola. Berlusconi ha subodorato tutto ciò ma ha trovato chi gli dà la linea (e non sono certo i giudici).

Nei fatti, al di là dei mal di pancia padani, l’Italia è oggettivamente fuori dal gioco principale. Se, come prevedibile, Gheddafi sarà scalzato via dall’aggressione occidentale, i prossimi padrini della Libia saranno Francia e anglosassoni, con tanto di supporter locali già “contattati”, e l’Italia dovrà accontentarsi delle briciole perché comunque aggregatasi in ritardo e con scarsa convinzione al regime change. La ragione principale dell’attivismo di surroga di Napolitano&C. sta proprio qui, nell’arrangiare quel poco che resterà. Se poi dovesse permanere per qualche fortunoso caso, magari su parte di una Libia frantumata, il vecchio establishment, Roma avrebbe comunque “tradito”. In entrambi i casi, un duro e meritato colpo alla politica mediterranea dell’Italietta. Che potrebbe mettere in seria difficoltà il cavaliere più di mille altre
Ruby…

Infine, il ruolo dell’”opposizione”. Non è una sorpresa: più realista del re, guerrafondaia per la “pace”, oramai filoanglosassone per vocazione, completamente cieca al paese reale, non vedeva l’ora di rispolverare l’interventismo umanitario. C’è poco da dire se non registrare nuove iscrizioni al club del ma anche veltroniano: Niki Vendola vuole (giustamente) evitare i massacri di civili ma invita anche a ”vigilare” sull’opzione militare (dunque accettata) con… infinita saggezza. L’opa dei radicali sulla “sinistra” italiana prosegue indisturbata…

19 marzo ‘11

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

guerraimperialismo umanitarionapolitano

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Manifestanti circondano la capitale chiedendo la rinuncia del presidente

Indigeni, contadini e sindacalisti hanno cercato di entare in Plaza Murillo, dove si trova la sede del governo, ma sono stati repressi, quattro morti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottilla: Israele dopo aver torturato gli attivisti e le attiviste li espelle, presidi e conferenze stampa

Rilasciati tutti gli attivisti delle flottiglie detenuti a Ktziot, della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition, nella tarda mattinata di giovedì.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Attacco in Mali e venti di guerra nel Sahel

Dedichiamo questa puntata di Black In ad analizzare ciò che sta succedendo in Mali nelle ultime settimane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump a Pechino da Xi Jinping

MercoledìTrump è volato in Cina per un vertice di alto profilo con il leader cinese Xi Jinping, accompagnato da diversi amministratori delegati: una delegazione di imprenditori di spicco provenienti da diversi settori, tra cui agricoltura, aviazione, veicoli elettrici e chip per l’intelligenza artificiale. Dopo due giorni, il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato Pechino affermando di aver concluso “accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i paesi”, ma sono emersi pochi dettagli su ciò che le due superpotenze hanno concordato dal punto di vista commerciale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Milano: oltre 5 mila in corteo nazionale Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo

Il 16 maggio si è tenuto a Milano il corteo nazionale “Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo”, in ricordo di quella giornata del 1948 – letteralmente “la catastrofe” – che ha visto più di 700.000 palestinesi cacciati dalla proprie terre per la fondazione dello Stato coloniale e genocida di Israele.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kyriakos X é salpata verso Gaza

Con il nome dell’anarchico internazionalista Kyriakos Xymitiris, “Kyriakos X”, naviga con Freedom Flotilla Coalition per rompere il blocco genocida che lo stato sionista impone su Gaza da decenni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La  Valsesia e i “nuovi insediamenti” israeliani

Nessuno sembra chiedersi cosa significhi politicamente e simbolicamente che una delle prime comunità straniere a “rilanciare” una zona montana italiana sia composta da cittadini di uno Stato che in questo momento sta perpetrando un genocidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dichiarazione politica del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina in occasione del 78° anniversario della Nakba palestinese

Dichiarazione politica del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina in occasione del 78° anniversario della Nakba palestinese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dalla Nakba a Gaza, i palestinesi continuano a portare con sé le chiavi delle case che sono stati costretti ad abbandonare

I palestinesi di Gaza portano con sé le chiavi delle loro case distrutte da Israele, un legame tra la guerra genocida e gli sfollamenti odierni e l’eredità ancora viva della Nakba

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hondurasgate: i tentacoli d’Israele e Stati Uniti sull’America latina

Con il giornalista Giorgio Trucchi, collaboratore per Pagine Esteri dal Centro America, abbiamo analizzato il contenuto dei 37 audio pubblicati da Hondurasgate che svelano la trama ordita da USA, Israele ed Argentina per fare dell’Honduras un polo strategico per mettere le mani sull’America Latina.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sull’abbassamento dell’età della violenza di genere: guerra, nuove destre e manosfera

Leggiamo ancora una volta con dolore e rabbia di un episodio di violenza avvenuto nella nostra città: stavolta una violenza agita da tre ragazzi di 19, 21, 22 anni nei confronti di una ragazza di 13. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dentro il nuovo spirito etico-politico

Genocidio, guerra, crisi. È dentro un contesto internazionale sempre più pesante, segnato dallo stravolgimento degli equilibri politici degli ultimi anni, che questo autunno si sono riaperte anche possibilità di mobilitazione di massa. Piazze attraversate da soggettività spesso disorganizzate, non sempre politicizzate in senso tradizionale, ma capaci di rompere la passività di fronte alla guerra e alla complicità occidentale nel genocidio in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Cosa pensano l3 giovan3 della guerra: un’inchiesta radiofonica a cura della trasmissione “I saperi maledetti”

Ripubblichiamo le tre puntate-inchiesta svolta dalle redattrici e redattori del programma “I sapere maledetti” in onda gli ultimi due lunedì del mese su Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Fifa e la guerra

Tra l’estate del 2025 e la primavera del 2026 alla Casa Bianca sono passati, nell’ordine, la rosa della Juventus e i due pluripremiati Pallone D’Oro Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, che negli ultimi venti anni hanno dominato la scena del calcio globale.

Immagine di copertina per il post
Traduzioni

Offensiva in Mali: una guerra di portata senza precedenti dal 2013. Intervento di Said Bouamama

Pubblichiamo la traduzione e trascrizione di un’interessante intervento di Said Bouamama sui recenti attacchi in Mali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Utili monstre per banche e aziende energetiche, pagano i consumatori. Schettino: “un’economia che si basa sull’antagonismo di classe”

Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Opuscolo: strumenti e piste di inchiesta a partire dal convegno di Livorno

Qui la prima parte del report della due giorni di Livorno, un lavoro che intende porsi come strumento utile all’orientarsi per sviluppare piste di inchiesta e conricerca negli ambiti trattati e individuati come centrali per intervenire nella “fabbrica della guerra”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.