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“Né Zelenski né Putin”: L’EZLN fa appello a manifestare contro la guerra in Ucraina

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Città del Messico / “Né Zelenski né Putin”, ha dichiarato l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) in un comunicato, nel quale ha puntualizzato che non appoggiano “l’uno né l’altro stato, ma coloro che lottano per la vita contro il sistema” e ha chiamato la Sexta nazionale e internazionale a manifestare contro l’invasione militare della Russia in Ucraina, dichiarata il passato 24 febbraio.

Nel suo pronunciamento, l’EZLN ha criticato l’allineamento dei governi da una parte e dall’altra, mossi da calcoli economici più che per valutazioni umanitarie e ha ricordato che coloro che traggono vantaggio dalla guerra “sono i grandi consorzi degli armamenti e i grandi capitali che vedono l’opportunità di conquistare, distruggere/ricostruire territori, come dire, creare nuovi mercati di merci e di consumatori, di persone”.

Ha avvertito che l’approvazione della giustificazione che la Russia ha dato per invadere l’Ucraina potrebbe ripetersi per attaccare altri popoli in nome della “loro salvezza”. “L’applauso al criminale argomento di Putin per giustificare l’invasione militare dell’Ucraina si trasformerà in un lamento quando, con le medesime parole, si giustificherà l’invasione di altri popoli i cui processi non siano di gradimento al grande capitale”, ha avvertito il Subcomandante Galeano.

“Invaderanno altre geografie per salvarle dalla ‘tirannia neonazi’ o per mettere fine a ‘narco-stati’ vicini. Ripeteranno allora le medesime parole di Putin: ‘denazificheremo’ (o il suo equivalente) e abbonderanno in ‘ragionamenti’ di ‘pericolo per i propri popoli’”, ha aggiunto.

Di fronte alla diffusione mediatica della guerra, l’EZLN ha spiegato che si è messa in comunicazione con le resistenze e le organizzazioni che lottano per la vita in Ucraina e Russia e che, in sintesi, tanto nell’uno come nell’altro paese “si mantengono fermi: in resistenza quelli che stanno nel Donbass, in Ucraina; e in ribellione quelli che camminano e lavorano nelle strade e nei campi della Russia”.

Per questo, ha fatto appello a tutti gli aderenti alla Sexta nazionale e internazionale a pronunciarsi contro la guerra e a manifestare a sostegno degli ucraini e dei russi “che lottano nelle loro geografie per un mondo in libertà”, così come ad appoggiare economicamente la resistenza in Ucraina attraverso un fondo e dei conti che saranno diffusi più avanti.

Di seguito il comunicato completo:

COMMISSIONE SEXTA ZAPATISTA

Messico

NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA BATTAGLIA

(Sull’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo)

2 marzo 2022

Ai firmatari della Declaración por la Vida:

Alla Sexta nazionale e internazionale:

Compañer@s y herman@s:

Esprimiamo il nostro pensiero e parole su quanto sta accadendo attualmente nella geografia che chiamano Europa:

PRIMO.- C’è un aggressore, l’esercito russo. Ci sono interessi dei grandi capitali in gioco, da entrambe le parti. Coloro che ora patiscono i deliri di alcuni ed i subdoli calcoli economici di altri, sono i popoli di Russia e Ucraina (e, forse presto, quelli di altre geografie vicine o lontane). Da zapatisti quali siamo, non sosteniamo l’uno o l’altro Stato, ma piuttosto coloro che lottano per la vita contro il sistema.

Durante l’invasione multinazionale dell’Iraq (quasi 19 anni fa) guidata dall’esercito americano, ci furono mobilitazioni in tutto il mondo contro quella guerra. Nessuno sano di mente allora pensava che opporsi all’invasione fosse mettersi dalla parte di Saddam Hussein. Ora è una situazione simile, anche se non la stessa. Né Zelensky né Putin. Fermate la guerra.

SECONDO.- Diversi governi si sono allineati da una parte o dall’altra, facendolo su calcoli economici. Non vi è alcun valore umanistico in loro. Per questi governi e i loro “ideologi” ci sono interventi-invasioni-distruzioni buone e ce ne sono di cattive. Le buone sono quelle portate avanti dai loro affini, e le cattive sono quelle perpetrate dai loro opposti. Il plauso all’argomento criminale di Putin per giustificare l’invasione militare dell’Ucraina, si trasformerà in lamento quando, con le stesse parole, si giustificherà l’invasione di altri popoli i cui processi non sono di gradimento al grande capitale.

Invaderanno altre geografie per salvarli dalla “tirannia neonazista” o per porre fine ai “narco-stati” vicini. Ripeteranno quindi le stesse parole di Putin: “dobbiamo denazificare” (o il suo equivalente) ed abbonderanno di “ragionamenti” di “pericoli per i propri paesi”. E poi, come ci dicono le nostre compagne in Russia: “Le bombe russe, i razzi, le pallottole volano verso gli ucraini senza chiedere le loro opinioni politiche e la lingua che parlano”, ma cambierà la “nazionalità” delle une e delle altre.

TERZO.- I grandi capitali e i loro governi “occidentali” sono rimasti in poltrona a contemplare – e persino incoraggiare – la situazione che si stava deteriorando. Poi, una volta iniziata l’invasione, hanno aspettato di vedere vedere se l’Ucraina avrebbe resistito, calcolando ciò che si poteva trarre da un risultato o dall’altro. Poiché l’Ucraina resiste, si cominciano ad emettere fatture per “aiuti” che verranno riscosse in seguito. Putin non è l’unico ad essere sorpreso dalla resistenza ucraina

I vincitori di questa guerra sono le grandi industrie degli armamenti e i grandi capitali che vedono l’opportunità di conquistare, distruggere/ricostruire territori, ovvero, creare nuovi mercati di merci e di consumatori, di persone.

QUARTO.- Invece di rivolgerci a quello che diffondono i media e i social network delle rispettive parti – che entrambe presentano come “notizie” – o alle “analisi” nell’improvvisa proliferazione di esperti di geopolitica e nostalgici del Patto di Varsavia e della NATO, abbiamo cercato e chiesto a coloro che, come noi, sono impegnati nella lotta per la vita in Ucraina e in Russia.

Dopo diversi tentativi la Commissione Sexta Zapatista è riuscita a mettersi in contatto con i nostri parenti di resistenza e ribellione nelle geografie che chiamano Russia e Ucraina.

QUINTO.- In breve, questi nostri parenti, che oltretutto sventolano la bandiera della @ libertaria, sono decisi: in resistenza quelli che sono nel Donbass, in Ucraina; e in ribellione coloro che percorrono e lavorano per le strade e i campi della Russia. In Russia ci sono arrestati e pestati per aver protestato contro la guerra. In Ucraina ci sono assassinati dall’esercito russo.

Li unisce tra loro, e loro con noi, non solo il NO alla guerra, ma anche il rifiuto di “allinearsi” con i governi che opprimono la loro gente.

In mezzo alla confusione e al caos da entrambe le parti, le loro convinzioni restano salde: la loro lotta per la libertà, il loro ripudio dei confini e dei loro Stati Nazione e le rispettive oppressioni che cambiano solo bandiera.

Il nostro dovere è sostenerli al meglio delle nostre possibilità. Una parola, un’immagine, una melodia, una danza, un pugno alzato, un abbraccio – anche da geografie lontane – sono un sostegno che animerà i loro cuori.

Resistere è persistere ed è prevalere. Sosteniamo questi parenti nella loro resistenza, cioè nella loro lotta per la vita. Lo dobbiamo a loro e lo dobbiamo a noi stessi.

SESTO.- Per quanto sopra, invitiamo la Sexta nazionale e internazionale che non l’ha ancora fatto, secondo i propri calendari, geografie e modi, a manifestare contro la guerra e a sostegno di ucraine e ucraini e di russe e russi che lottano nelle loro geografie per un mondo con libertà.

Nello stesso tempo, invitiamo ad appoggiare economicamente la resistenza in Ucraina attraverso i numeri di conto corrente che ci indicheranno a suo tempo.

Da parte sua, la Commissione Sexta dell’EZLN sta inviando un piccolo aiuto a quanti, in Russia e Ucraina, combattono la guerra. Sono stati inoltre avviati contatti con i nostri parenti in SLUMIL K´AJXEMK´OP per creare un fondo economico comune per sostenere coloro che resistono in Ucraina.

Senza doppiezze, gridiamo e invitiamo a gridare ed esigere: Fuori l’Esercito Russo dall’Ucraina.

-*-

[Bisogna fermare ora la guerra.] Se continua e, come prevedibile, cresce, forse poi non ci sarà nessuno a rendere conto del paesaggio che resterà dopo la battaglia.

Dalle montagne del Sudest Messicano.

Subcomandante Insurgente Moisés SupGaleano

Commissione Sexta dell’EZLN

Marzo 2022

4 marzo 2022

Desinformémonos

Testo originale del Comunicato dell’EZLN: https://enlacezapatista.ezln.org.mx/2022/03/03/no-habra-paisaje-despues-de-la-batalla/

Traduzione del “Comunicato dell’EZLN” di “Maribel” – Bergamo

https://chiapasbg.com/2022/03/04/ezln-non-ci-sara-paesaggio-dopo-la-battaglia/

Traduzione del “Comunicato dell’EZLN” di “Maribel” – Bergamo.

Traduzione dell’articolo di Desinformémonos del Comitato Carlos Fonseca

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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