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Nuovi scioperi in Sudafrica: scontri tra braccianti e polizia

Ad entrare in sciopero, questa volta, sono stati gli agricoltori impegnati nella raccolta della frutta, in particolare gli addetti ai vigneti della zona del Western Cape, che chiedono un raddoppio del pagamento giornaliero (quello attuale equivale a circa 6 euro).

A migliaia hanno deciso ieri di incrociare le braccia e bloccare la produzione nelle campagne; gli scontri più violenti sono avvenuti nella città di De Doorns, dove i manifestanti hanno cercato di rimuovere le barriere poste dalla polizia per ostacolare l’ingresso nel centro abitato.

Al lancio di pietre e alle barricate erette dai lavoratori in sciopero la polizia ha risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma, causando diversi feriti e arrestando almeno 50 persone.

Non è la prima esplosione di rabbia che vede protagonista i braccianti di questa zona: già l’anno scorso, nei mesi di agosto e dicembre, c’erano stati scioperi che avevano causato due morti tra i manifestanti e diversi danni alla produzione. Ora la protesta è tornata a farsi sentire.

In questo caso il sindacato nazionale, memore forse delle spaccature interne venutesi a creare sulla lotta dei minatori, ha deciso di appoggiare apertamente lo sciopero delle campagne del Western Cape, invitando a boicottare le negoziazioni col governo e con l’organizzazione Agri-SA che riunisce i grandi agricoltori del paese.

I sindacati hanno inoltre chiesto che si lavori concretamente ad una riforma sulla proprietà delle terre, che attualmente sono concentrate nelle mani di pochi e grandi proprietari, che possono così impiegare migliaia di braccianti con le paghe da fame contro cui i lavoratori si sono ribellati.

Anche in questo caso la battaglia esplosa nelle campagne, se duratura, metterebbe a serio rischio i profitti delle aziende vinicole presenti sul territorio e il braccio di ferro tra queste e le rivendicazioni salariali dei lavoratori potrebbe preannunciarsi lungo e tutt’altro che scontato.

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