InfoAut
Immagine di copertina per il post

Paesi Baschi. La solidarietà fa andata e ritorno

 

Pubblichiamo l’appello che il Comitato un caso basco a Roma e la Rete EHL Italia – Amici e amiche di Euskal Herria hanno scritto in previsione del mese di novembre, dove in tutta Italia si terranno iniziative in solidarietà con i Paesi Baschi. A partire da sabato 9 novembre dove in diverse città si terranno iniziative in solidarietà con Lander e Angeru, che nella giornata di lunedì affronteranno l’ultima udienza del loro processo. A Torino, è stato indetto un presidio sabato 9 novembre alle ore 17 in piazza Castello, sotto il Consolato spagnolo. Oggi a Roma, per lanciare questa nuova campagna in solidarietà con i Paesi Baschi, uno striscione (Amnistia e libertà per i Paesi Baschi. Tanti popoli, un’unica lotta.) è stato appeso nei pressi del Colosseo per richiamare l’attenzione sulla situazione delle centinaia di prigionieri e prigioniere politiche e per chiederne la loro liberazione. Amnistia e libertà per i Paesi Baschi. Tanti popoli, un’unica lotta.

AMNISTIA E LIBERTA’ IN EUSKAL HERRIA. Hamaika herri borroka bakarra -Tanti popoli un’ unica lotta

Parlare di Paesi Baschi vuol dire parlare di noi. Questo è vero da sempre e appare ancora di più con il passare degli eventi e delle fasi politiche. Il paese negato si trova al centro di quella Europa dove la dittatura della finanza impone controllo e crisi senza risparmiare nessuno. In particolare i baschi devono subire le politiche di attacco ai diritti sociali e nazionali da parte di due governi, spagnolo e francese. Anomalia che si aggiunge al fatto che questi stati e le loro forze di polizia occupano e militarizzano gran parte del territorio in questione.  La richiesta di autodeterminazione è un’urgenza democratica, che non solo affonda le proprie radici in una diversità culturale e politica storica, ma che oggi appare anche come l’unica possibile uscita dalla crisi, attraverso la costruzione di un modello sociale e politico altro, di ispirazione socialista  che nel contesto basco ha da tempo creato le condizioni strutturali e di massa per concretizzarsi.

L’attualità del Paese basco è data anche dal fervente dibattito che lì si sta sviluppando circa la fase politica in corso. Abbandonata la lotta armata, il movimento indipendentista basco sta ridefinendo l’assetto interno di una composizione complessa ed unica nel quadro della sinistra europea. Fanno parte del movimento in modo organico l’organizzazione giovanile Ernai, il sindacato di classe LAB e un partito politico come SORTU. A questi si devono aggiungere le associazioni di massa, le occupazioni,i collettivi contro lo sfruttamente del territorio, i movimenti sociali, collettivi e associazioni culturali per la difesa della lingua e della culutra basca, le organizzazioni che si occupano di internazionalismo e dei pres@s politici, e i pres@s stessi, organizzati in collettivo politico,l’ EPPK, che vuole partecipare attivamente alla vita politica e sociale di Euskal Herria.

La solidarietà con i Paesi Baschi si alimenta e si rinnova nella connessione delle lotte di oggi. Una discussione sulla repressione o la militarizzazione dei territori, ovunque si faccia, deve tenere in considerazione anche quello che accade quotidianamente nei Paesi Baschi I comitati contro il TAV che si sono determinati in Val di Susa e in Euskal Herria si conoscono, si parlano, si scambiano conoscenza, strumenti ed esperienze di lotta, perché più intensi e simili tra loro di quelli sviluppati altrove contro l’alta velocità. Il dibattito che sta nascendo sulla tortura e sull’amnistia nel contesto italiano, può attingere dalla triste esperienza fatta dai movimenti baschi in questi lunghi decenni.

Insomma parlare di Paesi Baschi vuol dire parlare di noi.

Ad ottobre si è scatenata la macchina repressiva dello Stato spagnolo, senza che questo rappresenti una novità con il passato, nonostante il nuovo scenario di superamento della lotta armata iniziato ormai da ben due anni. Sono stati arrestati 18 compagn@ di Herrira, l’organizzazione basca che lotta per i diritti e la liberazione dei pres@s politici, con l’accusa di sostegno alla lotta armata. In particolare gli viene contestato l’organizzazione di ONGI ETORRI, atti  politici di benvenuto che si celebrano in occasione della scarcerazione dei\delle prigionier@. Sono stati rilasciati una settimana dopo in libertà condizionale in attesa del processo. La notte di domenica 13 ottobre dopo un intervento violento e diverse cariche è stato rotto il muro del popolo (HERRI HARRESIA) a Iruna. La città si era stretta, infatti, intorno a Luis Goñi, giovane condannato a sei anni di detenzione per appartenenza all’organizzazione giovanile della sinistra indipendentista, SEGI. Tutto ciò non ha purtroppo impedito l’arresto, anzi ha dato il via alla settimana dei grandi processi contro il movimento indipendentista basco: quasi 200 compagn@, giovani, responsabili di partiti, di associazioni, di herriko taberna sono coinvolt@ nell’operazione, basata sul solito copione accusatorio del “tutto è ETA”. In questo caso l’accusa richiede più di 400 anni di carcere complessivo.

La Spagna ha però subito da poco un duro colpo. La Corte  Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha condannato definitivamente la “dottrina Parot”, che prevede l’allungamento arbitrario delle condanne, creando delle situazioni di ergastolo di fatto, pur essendo questo formalmente vietato dall’ordinamento spagnolo. In seguito alla sentenza di Strasburgo è stata scarcerata Ines del Rio, dopo 26 anni di prigionia, e si delinea la possibilità di liberare in questo modo quasi 60 pres@s politic@ considerati “storici”. Non si è fatta attendere la risposta di Madrid, dove hanno manifestato contro questa decisione la destra estrema e parte del governo, per ribadire la loro contrarietà alla liberazione dei\delle prigionier@ ma soprattutto ad ogni progetto di autodeterminazione e liberazione sociale; la loro soluzione continua ad essere “giustizia per una fine con vincitori e vinti”. Il mese si è chiuso con la decisioni dei\delle prigionier@ politic@ baschi detenuti nel carcere di Siviglia II di iniziare uno sciopero della fame per le gravi condizioni di vita a cui sono costretti all’interno della prigione.

Novembre, dunque, si prevede come un mese particolarmente significativo e vogliamo attraversarlo in modo attivo e solidale.

Il primo appuntamento sarà quello dell’11, in cui saremo a Madrid, dove di fronte ai giudici dell’Audiencia Nacional saranno processati Lander e Aingeru. Questo processo si basa su una finta testimonianza estorta sotto tortura, come ha potuto documentare nel suo ultimo rapporto sulla Spagna, anche il Relatore Speciale dell’ONU contro la Tortura, Theo Van Boven. La Spagna è stata più volte condannata per aver violato i diritti dell’uomo ma continua noncurante a torturare e a proseguire con i processi politici contro la dissidenza sociale e politica basca. Saremo a Madrid e in diverse piazze in Italia per denunciare le politiche repressive spagnole e francesi e chiedere la liberazione dei nostri compagni, rilanciando una soluzione collettiva per il ritorno a casa di tutte e tutti i priginier@ e gli esiliat@. Entrambi sono già detenuti, Lander in particolare ha vissuto negli ultimi due anni a Roma, in modo attivo e militante, contribuendo all’inizio di un percorso che ha rimesso in agenda la questione basca nella città.  Ad aprile è stato estradato, con la complicità delle autorità italiane, dopo 10 mesi di arresti domiciliari. Anche in questa occasione non li lasceremo soli.

A metà novembre saranno in Italia delle/i compagn@ di SEGI. Hanno ottenuto un permesso speciale per questo viaggio, sono infatti parte del maxi-processo 26\11, un vero e proprio processo politico che coinvolge circa quaranta giovani baschi senza accusa di reati specifici. Parte di loro ha già scontato complessivamente 50 anni di detenzione preventiva, ma rischiano altri 240 anni solo per aver fatto parte di un organizzazione giovanile indipendentista che la Spagna ha dichiarato illegale. In questi giorni stiamo organizzando delle iniziative pubbliche per incontrali e confrontarci con loro su temi comuni come le lotte sociali e la repressione. Con loro organizzeremo dibattiti e incontri

Altra data sulla quale si concentreranno iniziative sarà quella del 18 novembre in cui ci sarà il processo contro quattro militanti del movimento NO TAV basco. Due anni fa durante un incontro della comunità di lavoro dei Pirenei a Tolosa tirarono una torta in faccia alla presidentessa della Navarra, Yolanda Barcina, esponente della destra reazionaria e tra i principali responsabili dell’imposizione del treno ad alta velocità nei Paesi Baschi. Per questo rischiano condanne tra i 5 e i 9 anni, e anche in questo caso faremo sentire la nostra voce e la nostra solidarietà con le/gli accusate/i

Parlare dei Paesi Baschi vuol dire parlare di noi, ne siamo sempre più convint@. Vi invitiamo a partecipare alle prossime iniziative proposte, a contribuire e sostenere i nostri comitati a moltiplicare i momenti di incontro e dibattito ovunque, a promuovere e aderire agli appelli e convocazioni che ci saranno.
La solidarietà non si arresta e, come ci insegna il popolo basco, solo goccia dopo goccia e con l’impegno di tutte e tutti, si forma un mare
.

TANTAZ TANTA, EUSKAL PRESO ETA IHESLARIENEN ESKUBIDEEN ALDE

Un Caso Basco a Roma
Rete EHL Italia – Amici e Amiche del Popolo Basco

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

euskal herrialander fernandezPaesi Baschiromatorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottiglia sotto attacco! Mobilitiamoci insieme!

Questa notte la Global Sumud Flottiglia è stata attaccata dalla marina israeliana a più di 900 Km dalle coste di Gaza. Le barche sono state assaltate dai motoscafi dell’IDF e le persone a bordo arrestate.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Vanchiglia una comunità che non si piega!

Da quasi 5 mesi il quartiere di Vanchiglia a Torino è militarizzato. Dallo sgombero del centro sociale Askatatasuna il 18 dicembre 2025, migliaia membri delle forze dell’ordine si sono dai il cambio a presidiare un palazzo vuoto e murato, chiudendo spesso e volentieri le vie limitrofe.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Morte algoritmica

E’ morto domenica sera mentre lavorava come fattorino per Deliveroo, Adnan Salah Elsayed a 32 anni. L’ennesimo omicidio sul lavoro nella guerra di classe condotta dall’alto verso il basso nel nostro paese in cui la vita dei lavoratori e delle lavoratrici è di fatto la variabile che deve essere sempre più compressa per permettere il profitto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni

L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Futuro senza futuro: nuovo PRG e verde urbano nella Torino della “riqualificazione”

«Torino ha l’ambizione di superare la contrapposizione asfittica tra innovazione competitiva e coesione sociale. E la tutela ambientale sarà la piattaforma orizzontale. Non cerchiamo modelli, saremo il modello»

Immagine di copertina per il post
Culture

Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

A volte ritorniamo, anche in presenza, fuori da questi schermi. Il 18 aprile prossimo, a Roma, si svolgerà Carmillafest 2026. La data non è casuale perché quattro anni fa, proprio in quel giorno, veniva a mancare il fondatore della nostra testata: lo scrittore e militante rivoluzionario Valerio Evangelisti. Questa seconda edizione di Carmillafest – la prima si tenne a Bologna insieme a Valerio nel 2019 – sarà quindi dedicata alla poetica politica del nostro amico e compagno.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Contro i re e le loro guerre: 27 e 28 weekend No Kings a Roma

Da Radio Blackout
l processo autoritario e guerra fondaio si combatte insieme: per questo No Kings Italy, il 27 e il 28 Marzo, raccoglie a Roma una coalizione di più di 700 realtà contro i re e le loro guerre:

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Roma: corteo nazionale contro il ddl Bongiorno. “Senza consenso è stupro”

Prosegue la mobilitazione permanente contro il DDL Bongiorno, lanciata il 27 gennaio scorso dai centri antiviolenza, dalle reti e dai movimenti femministi e trasfemministi di tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.