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Ttip: le giornate di mobilitazione per fermarlo

Nel frattempo, nella giornata di ieri decine di migliaia di persone hanno riempito le strade di Monaco per protestare contro il summit del G7 che si svolgerà a Elmau nel mese di Giugno, portando in particolare in piazza l’opposizione al trattato transatlantico. Più di 34.000 manifestanti hanno partecipato al corteo, rilanciando sulle prossime mobilitazioni che si svolgeranno in questo mese.

Qui, inoltre, un approfondimento su cosa sia il TTIP e quali i suoi effetti.

Al Parlamento Europeo di Strasburgo, il prossimo 10 giugno è prevista la votazione sul via libera al Ttip, il trattato transatlantico concepito su misura delle multinazionali. Un’ondata crescente di pressione politica da parte delle cittadine e dei cittadini europei e italiani per chiedere che i diritti delle persone, dei lavoratori e dell’ambiente non vengano svenduti agli interessi delle lobbies economiche. E’ partita la campagna di Stop TTIP Italia, la coalizione di più di 250 organizzazioni della società civile che si oppone al negoziato commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, verso gli Europarlamentari chiamati al voto.

Gli strumenti per far sentire la propria voce saranno il mail bombing e i tweets di protesta, che giungeranno all’apice nella giornata del 10 giugno, durante la votazione a Strasburgo della Risoluzione sul TTIP, che darà indicazioni alla Commissione Europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato. Oltre a questo decine di iniziative sul territorio nazionale, la mobilitazione degli oltre 40 comitati territoriali, il rilancio della petizione europea ormai vicina ai due milioni di firme serviranno a spingere per un voto contrario al documento di compromesso che dà corpo ai peggiori fantasmi già evocati dalle reti sociali in tempi non sospetti e per sottolineare, ancora una volta, la necessità di un blocco dei negoziati Usa – UE.

La questione dell’arbitrato internazionale, il rischio di un pesante abbattimento degli standard sociali e ambientali, di qualità del cibo e del lavoro, la nascita di organismi tecnici di regolamentazione senza alcun controllo da parte di quelli democraticamente eletti, la privatizzazione dei servizi: tutto questo è sul piatto di una mensa imbandita, i cui unici invitati sono i grandi gruppi di interesse economico.Contro questo attacco senza precedenti ai diritti fondamentali, la mobilitazione dal basso si snoderà attraverso il 5, 6 e 7 giugno con presidi e iniziative di controinformazione, rivolte ad una cittadinanza tenuta sostanzialmente all’oscuro dei negoziati dai grandi organi di stampa.

Milano, Torino, Roma, Firenze, Genova e decine di altre città hanno in programma uno o più eventi nella cornice di questa tre giorni di mobilitazione internazionale. Seguirà, il 9 giugno, la partecipazione al consueto #TTIPTuesday, che vede l’invio di un’ondata di tweets ai parlamentari ogni martedì della settimana, per sensibilizzarli sui rischi del TTIP, e la mobilitazione diffusa il 10 giugno durante il voto a Strasburgo.“

La società civile di entrambe le sponde dell’Atlantico è mobilitata a tutela dei diritti di tutti” sottolinea Monica Di Sisto tra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, “per far presenti le critiche e le argomentazioni che, nonostante il tentativo di delegittimazione da parte del Governo Italiano e della Commissione Europea, stanno trovando comunque spazio nella discussione al Parlamento Europeo come abbiamo dimostrato in un’analisi puntuale sulla Risoluzione Lange.

La tutela dell’agricoltura di qualità italiana e delle economie locali non è un ‘mito’, ma è parte integrante di un’uscita sostenibile dalla crisi”.“Il confronto aspro a Bruxelles della scorsa settimana alla Commissione Commercio Internazionale sull’arbitrato”chiarisce Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna italiana, “mostra come la questione della tutela delle prerogative democratiche dei Paesi non sia un optional. E come la proposta di compromesso della Commissione Europea non sia solo inapplicabile, ma anche insostenibile politicamente: non serve un arbitrato sugli investimenti in un accordo tra Paesi avanzati come Usa e Ue”. “Le recenti rivelazioni di Wikileaks” sottolinea Marco Bersani, tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “mettono in evidenza il tentativo di negoziare questi trattati lontano da occhi indiscreti. La presunta trasparenza del TTIP, ad esempio, ancora largamente insufficiente, è stata ottenuta solo grazie alle forti pressioni della società civile e di alcuni europarlamentari, tenuti lontano dalle stanze che contano: Il TTIP è anche una questione di democrazia”.

Il fine settimana Stop TTIP sarà anche l’occasione per inviare dai territori un chiaro messaggio ai leader del G8 riuniti in Germania, che in cima all’agenda hanno proprio l’accordo TTIP. In particolare, verrà rilanciata la petizione europea tesa a raccogliere adesioni contro il trattato. Obiettivo è raggiungere quanto prima i due milioni di firme.

Campagna Stop TTIP

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