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2 giugno a Cagliari contro l’occupazione militare

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Cagliari – “A foras sa nato e sa gherra dae sa Sardigna e dae su mundu, fuori la nato e la guerra dalla Sardegna e dal mondo”, con quest’augurio cinquecento persone sono partite stamattina da Marina Piccola, spiaggia del Poetto dirette verso il centro cittadino. Non è più solo una speranza, non è più solo uno slogan, da un anno ormai è qualcosa di più. Ce ne siamo accorti stamattina quando i cancelli della caserma Monfenera dove è di stanza la Brigata Sassari, sono rimasti chiusi, con i militari immobili dietro le sbarre a fissare il corteo che proprio il due giugno ha deciso di “rovinare” la festa della Repubblica. A Cagliari il sole fa sbiadire i tricolori e le divise ma sorride a un popolo determinato che ha portato il problema dell’occupazione militare a Cagliari, la città più militarizzata d’Italia. Da viale Poetto a piazza dei Centomila, punto di arrivo della manifestazione odierna contro l’occupazione militare nella giornata delle forze armate, lo scenario non è tanto diverso da quello di un poligono: metri di filo spinato e il solito cartello giallo del “Limite Invalicabile”. Fuori dai poligoni come oggi fuori dalle zone militari del capoluogo sardo, c’eravamo con i colori e le voci dei vari interventi che si sono susseguiti durante tutto il tragitto, dal mondo del lavoro a quello della scuola. È sfilato così il corteo tra le caserme e le immancabili camionette, che non sono state risparmiate neanche in una giornata d’estate. Se ne saranno accorti anche loro, da un anno a questa parte un sassolino sta inceppando la macchina militare e cresce a vista d’occhio: si tratta del movimento popolare contro l’occupazione militare della Sardegna.

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