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Allargamento del cantiere in Clarea, i Mulini resistono (in aggiornamento)

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Dopo il blitz notturno di Telt per procedere con l’allargamento del cantiere, in Clarea si continua a resistere.

Mentre al senato è in corso la commissione sul TAV Torino – Lione in cui ad ogni piè sospinto si parla di leggittime preoccupazioni delle comunità locali e della loro tutela, qui in valle va in scena una militarizzazione senza precedenti per difendere lo spot pubblicitario dei promotori dell’opera. Non possiamo accettare che un’infrastruttura la cui attualità e sostenibilità economica ed ambientale è stata smentita su ogni fronte venga imposta manu militari al nostro territorio tra l’altro in un momento di difficoltà come questo, generato dalla pandemia. Basta sprecare i nostri soldi per opere che servono solo ad arricchire chi le costruisce, è ora di spendere per sanità, scuole e supporto ai più deboli! Ci vediamo alle 17, cuori in alto! #avantinotav

notav mulini allargamento

Ore 11

 

AGGIORNAMENTO DAI MULINI:

Si continua a resistere di fronte all’abbattimento degli alberi ed al vigliacco allargamento del cantiere, mentre la valle subisce una militarizzazione senza precedenti. L’invito per chi può è quello di raggiungere i resistenti e le resistenti ai Mulini, ci ritroveremo poi alle 17 per decidere come muoverci e opporci alla devastazione del nostro territorio, presto comunicazioni sul luogo. #finoallavittoria

 

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Il tentativo di allargamento del cantiere di questa notte è l’ennesimo e ridicolo spot pubblicitario di Telt che, nonostante i cronici ritardi ventennali dell’opera, vorrebbe dimostrare che i lavori stanno andando avanti. Questo atto di forza dei promotori dell’opera avviene infatti a poche ore dalle audizioni in Senato sul dossier Torino – Lione. Alla luce delle valutazioni della Corte dei Conti Europea e del rapporto Crozet che confermano l’inutilità dell’opera e il suo essere antistorica probabilmente TELT e compagnia cantante dormono sonni meno tranquilli: il Re è nudo anche se le lobbies del cemento continuano a tentare di travestire il mostro ecocida da nuova frontiera della green economy.

Che la lobby del TAV tutto sommato sia preoccupata dalle sorti dell’opera e dalla costanza del movimento lo dimostra il modo in cui è stato portata avanti l’operazione. In piena notte, verso l’una, come chi deve fare qualcosa di losco e con un dispiegamento di forze dell’ordine spropositato. L’intero paese di Giaglione è cinto d’assedio con polizia e digos che ne controlla gli ingressi, posti di blocco in giro per la valle e in stazione a Susa. Nonostante ciò però il movimento No Tav non si perde d’animo, i resistenti dei Mulini stanno continuando a frenare il procedere dei lavori e molti abitanti della valle stanno tentando di raggiungere Giaglione.

L’audizione di Telt al Senato dovrebbe avvenire alle 11 e già ce li immaginiamo a sventolare questo farsesco atto di violenza nei confronti della terra e della salute, ma la verità è che degli obbiettivi che i promotori dell’opera avrebbero dovuto portare a casa entro l’anno di fronte alle richieste europee ben poco è stato compiuto. Tra il pantano di Salbertrand e Susa, l’idiota progetto dell’Autoporto di San Didero e la resistenza dei Mulini in Clarea la lobby del TAV ha più di una gatta da pelare.

Nonostante la pandemia imponga un radicale ripensamento di come vengono spese le risorse pubbliche e del rapporto con la natura, questi squallidi devastatori continuano a portare avanti il loro progetto fatto di profitto e di morte, abbattendo decine e decine di alberi e mettendo in serio pericolo la salute degli abitanti della valle.

E’ importante dunque raggiungere e sostenere chi sta resistendo il Clarea e farla trovare lunga alle truppe d’occupazione, gridando sempre più forte il nostro “NO” che a fronte della crisi sanitaria, ecologica e sociale che stiamo vivendo ha ancora più ragioni dalla sua parte. #avantiNoTav

Ore 3

In questo momento le ruspe stanno buttando giù gli alberi senza sosta!
A tutela di questa devastazione ambientale, la polizia è uscita in forze dal cantiere di Chiomonte per accompagnare gli operai nei lavori per l’allargamento.
Mentre ai Mulini i presidianti sono tutti e tutte sui tetti e sulle case sugli alberi, i boschi circostanti sono pieni di forze dell’ordine.
Alcun* notav sono stati fermat* all’ingresso di Giaglione, sulla statale. Ci sono un paio di pattuglie di polizia all’ingresso del paese e un paio di cellulari al campo sportivo, sempre a Giaglione.

Restiamo attenti, in attesa di nuovi aggiornamenti.

Fuori le truppe di occupazione!
Avanti #NoTav!

Da notav.info

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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