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Blocco autostradale contro le trivelle: chieste condanne per i No Tav

Una carica a freddo, mentre il corteo notav partito dal presidio all’autoporto di Susa s’incamminava in autostrada per compiere il giro dell’area.

L’udienza di oggi si inserisce in un processo lungo, con molte testimonianze che ha visto il Pm Ferrando incaponirsi nel tentare di capire come ragiona e come si organizza il movimento, alla continua ricerca di “organizzatori” e capri espriatori che trova nei notav per i quali sono arrivate oggi le richieste di condanna che vanno da un anno e tre mesi a 10 mesi. Il pm ha chiesto anche un’assoluzione.

Val la pena di riportare le giustificazioni addotte dal pm Ferrando, per il quale la richiesta di condanna è giustificata in quanto «il corteo non era autorizzato e aveva bloccato un transito internazionale. È stato – ha aggiunto – una sfida deliberata e programmata alla pubblica autorità». Per il magistrato, «il contatto» tra manifestanti e forze dell’ordine «c’è stato e questo giustifica l’uso della forza» e «la reazione della polizia è stata proporzionata. I manifestanti – ha concluso – avrebbero dovuto allontanarsi e non fronteggiarla».

Qui l’articolo del 2010 che racconta quanto accadde e come le cariche della polizia si verificarono in modo del tutto immotivato e intimidatorio, senza peraltro raggiungere l’obiettivo di fronte ad un movimento No Tav compatto e determinato che seppe resistere e raggiungere comunque il proprio obiettivo di blocco deciso poco prima in assemblea.

 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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