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Protesta di Extinction Rebellion alle Olimpiadi: appesi con imbraghi all’ingresso del Forum di Milano

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Extinction Rebellion sull’iniziativa di contestazione avvenuta a Milano sul tema della critica alle Olimpiadi.

Azione di Extinction Rebellion agli ingressi dell’Forum di Milano prima dell’inizio delle gare di Figure Skating e Short Track, per contestare l’impatto ambientale, economico e sociale delle Olimpiadi. Un gruppo si è incatenato ai tornelli d’ingresso, mentre due persone si sono calate con imbraghi dalla passerella all’entrata per srotolare uno striscione con scritto “Fake Snow, Real Profit”.

Al termine della prima settimana delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Extinction Rebellion è entrata in azione all’Unipol Forum di Milano (Assago), sede delle competizioni olimpiche di Figure Skating e Short Track. Poco prima dell’inizio delle gare, due persone si sono calate con imbragature dalla passerella all’ingresso principale, esponendo un grande striscione con scritto “Fake Snow, Real Profit” (neve finta, profitto reale). Contemporaneamente, un secondo gruppo ha inscenato un sit-in davanti all’entrata, incatendandosi agli ingressi e attirando l’attenzione del pubblico, della sicurezza e delle forze dell’ordine.

L’azione si inserisce nel crescente dibattito intorno alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, presentate come “le più sostenibili di sempre”, ma contestate negli ultimi mesi da ricercatori, associazioni e comitati locali, da cui emergono sempre più contraddizioni. “L’impatto ambientale delle Olimpiadi è spaventoso”, afferma Extinction Rebellion. “Dalle numerose aree naturali distrutte ai miliardi di litri d’acqua necessari per mantenere innevate le piste, abbiamo speso 7 miliardi per un evento del tutto incompatibile con qualsiasi obiettivo climatico”. A causa della crisi climatica, infatti, gli sport invernali fanno sempre più affidamento all’innevamento artificiale per sopravvivere. Nell’ultimo secolo le nevicate sulle Alpi sono diminuite del 34% e oggi circa il 90% delle piste italiane dipende dalla neve artificiale, con un conseguente consumo massiccio di acqua in un Paese già colpito da siccità ricorrenti. Un fenomeno che tra le altre cose sta contribuendo alla scomparsa proprio degli ermellini, mascotte dell’evento di quest’anno.

“Queste Olimpiadi, come tutti i grandi eventi, sono state presentate come un’opportunità di sviluppo economico per i territori, ma è ormai evidente che si tratti di un evento di lusso che comporta enormi costi pubblici, sfruttamento lavorativo e la realizzazione di infrastrutture destinate a restare inutilizzate”, afferma ancora Extinction Rebellion. Il riferimento è ai prezzi elevati dell’evento e al rincaro del costo della vita nei paesi coinvolti, oltre che alla costruzione di opere come la pista da bob di Cortina, costata 118 milioni di euro (quasi interamente pubblici) e realizzata con l’abbattimento di larici secolari, destinata a diventare un’altra cattedrale nel deserto. “Un evento che, in un contesto di conflitti globali, utilizza la retorica della ‘pace olimpica’ mentre partecipano Stati e aziende responsabili di guerre e genocidi”. Il riferimento è alla partecipazione di Israele che, secondo risoluzioni dell’ONU, è responsabile di occupazioni illegittime e massacri nei confronti del popolo palestinese, e alla presenza di sponsor legati all’industria bellica, come Leonardo.

La protesta al Forum di Milano riaccende il confronto pubblico sul modello dei grandi eventi sportivi e sul loro impatto ambientale e sociale. “Comitati cittadini ignorati, consultazioni previste dalla legge mai avvenute, decisioni calate dall’alto: di fronte a tutto questo, le nostre comunità e i nostri territori pagano il prezzo più alto”, afferma ancora Extinction Rebellion. “Crediamo fortemente che lo sport possa unire, ma solo se poniamo fine alla distruzione di popoli e terre per poterlo celebrare”.
 

Extinction Rebellion

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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