InfoAut
Immagine di copertina per il post

Brasile. La Marcia Mondiale per il Clima riunisce 70.000 persone a Belém e chiede giustizia climatica: «Noi siamo la risposta»

Un incontro storico dà voce ai popoli che non sono stati ascoltati negli spazi ufficiali della COP30.

di Mariana Castro, da Resumen Latinoamericano

La marcia fa parte del programma Cumbre de los Pueblos, un evento parallelo che critica i negoziati ufficiali della COP30.

Secondo l’organizzazione, sabato mattina (15) le strade di Belém (PA) sono state occupate da oltre 70 mila persone per la storica Marcia Mondiale per il Clima che, a differenza degli spazi ufficiali della COP30, ha riunito la diversità dei popoli e le richieste della società civile in difesa della giustizia climatica.

Con il potente slogan “Noi siamo la risposta”, persone provenienti dalle foreste, dai campi e dalle acque portavano striscioni con slogan come “L’agroindustria è fuoco”, “Non c’è giustizia climatica senza una riforma agraria popolare” e “Il collasso ambientale è capitalista”.

Il percorso si è snodato per 4,5 chilometri fino all’Aldea Cabana, uno spazio simbolico che rappresenta la lotta e la resistenza nella regione amazzonica, in omaggio alla Rivolta di Cabanagem e nel giorno che commemora anche la Proclamazione della Repubblica.

“I lavoratori di tutto il mondo marciano per le strade di Belém per affermare che la vera repubblica in cui crediamo è quella che garantisce i diritti dei lavoratori, che si prende cura della natura pensando alle generazioni future e che sa difendere la sovranità del nostro Paese. Manifestiamo qui per l’agenda ambientale, ma anche per altre questioni urgenti”, afferma Ayala Ferreira, membro della direzione nazionale del Movimiento de los Trabajadores Sin Tierra (MST) e della commissione politica del Cumbre de los Pueblos.

Unione di popoli indigeni e contadini per un obiettivo comune: giustizia climatica. Foto: Priscila Ramos / MST

La marcia fa parte del programma Cumbre de los Pueblos, un incontro autonomo tenutosi nel periodo precedente alla COP30, organizzato da oltre 1.100 organizzazioni. La mobilitazione ha messo in luce alcune richieste fondamentali della popolazione, come la delimitazione di aree per le comunità tradizionali, la creazione di più unità di conservazione nel Paese, gli investimenti nelle energie rinnovabili, il rafforzamento dell’agricoltura familiare, il ripristino delle mangrovie e il miglioramento dei servizi igienico-sanitari urbani, tra le altre.

Dyneva Kayabi, della direzione del Coordinamento delle Organizzazioni Indigene dell’Amazzonia Brasiliana (Coiab), ha sottolineato l’urgenza di delimitare le terre indigene per garantire la giustizia climatica.

“Senza delimitazione, non c’è vita, né istruzione, né salute. La risposta è nelle nostre mani, perché senza di noi non abbiamo aria pulita, né foreste in piedi, né fiumi vivi, e non abbiamo la Madre Terra pienamente preservata”.

Con grande creatività, i gruppi del movimento popolare hanno presentato performance artistiche come il Funeral dei Combustibili Fossili, che invitava la popolazione a riflettere sulla fine dell’era del petrolio e sull’urgenza di una transizione energetica giusta e democratica.

Oltre ai movimenti popolari, anche la società civile di Belém ha fatto sentire la propria voce. Foto: @kasuvassoler / reocupa

Elane Barros, di Maranhão, in rappresentanza della direzione del Movimento delle Persone Colpite dall’Industria Mineraria, ha invocato un nuovo modello minerario per il Brasile che dia priorità alla sovranità popolare, al controllo sociale e alla gestione sostenibile delle risorse naturali.

“Tutti i popoli del mondo si sono riuniti qui per annunciare che la giustizia climatica sarà possibile solo se includerà e metterà al centro le persone. Abbiamo bisogno di sovranità nell’estrazione mineraria, nell’alimentazione e in tutte le decisioni correlate”, ha affermato.

Durante la manifestazione, ministri e parlamentari hanno partecipato e pronunciato discorsi ufficiali davanti al Mercato di São Brás, tra cui le ministre Marina Silva (Ambiente) e Sônia Guajajara (Popoli Indigeni), e i deputati del PSOL Chico Alencar (RJ), Sâmia Bonfim (SP), Talíria Petrone (RJ) e Tarcísio Motta (RJ).

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il paradosso delle Cer: nate per il territorio, ora nel mirino delle grandi aziende dell’energia

Le Comunità energetiche rinnovabili sono orientate alla democratizzazione della produzione energetica, la legge infatti impedisce alle grandi multiutility di entrare a farne parte. Ma le complicazioni che la loro gestione comporta stanno offrendo alle grandi aziende un’occasione di appropriarsi anche di questo modello energetico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV e A32: le grandi opere come infrastruttura del potere mafioso

L’inchiesta pubblicata da Domani sulle “locali” di ‘ndrangheta nel Nord-Ovest non racconta nulla di nuovo per chi guarda da anni la Valsusa senza voltarsi dall’altra parte: conferma che la ‘ndrangheta in Piemonte non è un corpo estraneo, ma una presenza stabile, organizzata, radicata. Non è una presenza marginale, ma una struttura consolidata che si è inserita stabilmente nei territori e nei settori chiave dell’economia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La frana in Molise e il prezzo della speculazione sui territori

Nonostante le aspettative tragiche del nostro governo, che prevedeva mesi e mesi di lavori per ripristinare la viabilità della costa adriatica, l’autostrada e la ferrovia nei pressi di Petacciato sono state riaperte entro 5 giorni dalla frana. Questo, tuttavia, fa emergere forti contraddizioni circa il monitoraggio e la tutela dei territori a rischio idrogeologico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Torino-Lione, Delmastro: No Tav come la Mafia.

Ai prossimi politicanti di passaggio: continuate pure a parlare e ad accusare, ma fate attenzione, perché poi tutto torna indietro.
Voi passate. Vi bruciate, vi riciclate, sparite. Il movimento No Tav dovrete per sempre metterlo in conto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tratta Avigliana-Orbassano. Il “Comitato di supporto” e il gioco delle tre carte: interramento, illusioni e rimozioni

Mercoledì 18 marzo in Regione Piemonte è partito il “Comitato di supporto” per la tratta nazionale Avigliana-Orbassano.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Herrenknecht: dalla Germania alla Val di Susa, passando per l’occupazione israeliana

L’11 marzo 2026, nello stabilimento Herrenknecht in Germania, è stata “consegnata” la prima delle due gigantesche talpe destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio.

Da Notav.info

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile: Vittoria indigena nell’Amazonas

Quanto successo nell’Amazonas in quest’ultimo mese rappresenta un chiaro e contundente trionfo dell’umanità che resiste, non si arrende e non si vende. Quattordici popoli che abitano le rive del fiume Tapajós sono riusciti a ribaltare la decisione del governo brasiliano di Lula, che privatizzava tre importanti flussi d’acqua: Tocantins, Madera e Tapajós.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?

La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Imperialismo ecologico fase suprema del capitalismo fossile

L’imperialismo nel XXI secolo va configurandosi sempre più come un incessante conflitto per il controllo delle risorse naturali

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Via libera all’accordo di libero scambio UE-Mercosur. Proteste degli agricoltori, anche in Italia

09 gennaio 2026. Milano. Dal serbatoio fuoriescono litri di latte. Siamo davanti al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Come i fondi di investimento “verdi” finanziano le armi

Gli investimenti Esg nelle aziende della difesa hanno subìto un’impennata negli ultimi anni fino a raggiungere i 50 miliardi di euro, sull’onda delle pressioni congiunte dell’industria bellica e della Commissione europea.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’inutilità delle mega opere per i popoli

Quando si svolsero i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, nel 2016, lo stato intraprese la costruzione di varie grandi opere infrastrutturali, tra le quali spiccarono le funivie in alcune favelas, oltre all’ampliamento di aeroporti e autostrade, tutto con fondi pubblici.