InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il TAV e la fine del mondo

||||

Una lettera notav ai ragazzi di Friday for future

Il 15 marzo ci sarà il primo sciopero globale per il clima. Sappiamo che sarete decine di migliaia a scendere in piazza a Torino e in tutta Italia. Anche dalla Val Susa, abbiamo ammirato il coraggio di Greta nel mettersi in gioco in prima persona e rompere il silenzio. Ai più vecchi di noi ha ricordato le prime ricerche che abbiamo iniziato a fare su un progetto che vogliono realizzare da trent’anni nella nostra valle. Proprio come Greta, non ci siamo accontentati di una politica che diceva “è tutto apposto qui, non c’è nulla da vedere”: ci siamo informati e abbiamo scoperto che dietro le lettere TAV si nascondeva una grande opera che avrebbe avuto un impatto terribile sulle nostre vite, ingiustificabile sul piano economico ed ecologico, emblema di un sistema che vive per far andare più veloci le merci invece di far vivere meglio le persone. Anche noi all’inizio eravamo una manciata, poi siamo diventati centinaia, poi migliaia, poi decine di migliaia, dando vita a quello che è forse il più longevo movimento ambientale del nostro paese.

Da quei primi giorni siamo riusciti a fermare diverse varianti dell’opera, progetti che persino i proponenti hanno poi riconosciuto essere sovradimensionati e troppo impattanti. Questo però lo hanno sempre detto dopo, prima non facevano altro che assicurarci che ogni progetto era il migliore, ognuno era indispensabile per la valle e per il paese. Se non ci fossimo messi in mezzo tutti quanti, bambini, ragazzi, adulti e anziani li avrebbero già realizzati.

Negli anni per far ingoiare alla Val Susa la pillola del TAV le hanno provato tutte. Ci hanno detto che eravamo dei montagnari ignoranti, che il TAV serviva per lo sviluppo, per il progresso, per l’export. Ora subdolamente sostengono che opporsi all’alta velocità vuol dire essere a favore del trasporto su gomma, come se già non esistesse un treno che attraversa la Val Susa e che è decisamente sotto utilizzato. L’ultimo disperato tentativo è far passare quel mega-cantiere che ha iniziato a devastare la Val Clarea, una zona bellissima dove passeggiavamo fino a poco tempo fa e dove si trova una rarissima farfalla alpina, la Zerinizia, come un progetto “ecologico”.

Un’eventuale seconda linea tra Torino e Lione avrà in realtà effetti devastanti non solo sulla nostra valle ma su tutto l’ecosistema. Basta dare un’occhiata all’impronta ecologica del TAV. Secondo la ditta che vorrebbe costruire il tunnel, i lavori dovrebbero durare almeno quindici anni. Per tutto il suo periodo di attività il cantiere emetterà 1 milione di tonnellate di CO2 l’anno (e lasciamo da parte gli effetti sulle falde acquifere e sulla presenza di uranio nel massiccio dell’Ambin). Per “recuperare” un tale aumento delle emissioni il super-treno dovrebbe viaggiare a pieno regime per altri 12 anni. Sappiamo che sono stati mesi di propaganda incessante sul TAV che ha nauseato anche noi e sappiamo quanto siete attenti a verificare sempre in maniera scientifica ciò che viene detto, quindi potete controllare voi stessi questi dati, si trovano in uno dei documenti pubblicati dai promotori del TAV, il Quaderno n. 8dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione. Attenzione! Viaggiare a pieno regime non significherebbe solo spostare su ferro i 2.154 mezzi pesanti che passano oggi dal Frejus (lo 0,1% delle emissioni inquinanti in Italia, un’inezia di fronte agli 80.000 TIR che sfrecciano in tangenziale e di cui nessuno vuole occuparsi) e che potrebbero facilmente essere portati sulle ferrovie grazie agli incentivi fiscali. Significa che per essere ecologicamente conveniente il traffico sulla tratta tra Torino e Lione dovrebbe aumentare di 20 volte rispetto ad oggi. Una cosa non solo impossibile ma anche non auspicabile. Una cosa sbagliata, grave e dannosa. Il tutto mentre c’è un altro tunnel, quello del Frejus, che scorre parallelo a poche decine di chilometri.

Insomma, il TAV, facendo aumentare il traffico di 20 volte, avrà un ipotetico impatto positivo sulle emissioni nel 2047. Pensiamo che sapete meglio di noi ciò che dicono gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC): abbiamo solo 12 anni per impedire che la temperatura del pianeta superi i +1,5 °C, arrivando fino a +2 °C, con effetti disastrosi e irreversibili per la vita sulla Terra. Vedremo prima la fine del mondo che la fine del TAV.

Le emissioni non vanno diminuite tra trent’anni costruendo nuovi tunnel e facendo viaggiare ancora più merci su lunghe distanze, vanno diminuite ora investendo nell’economia circolare, sul riassetto idrogeologico, la cura e la manutenzione del territorio cambiando un modello di sviluppo che ci sta portando dritti all’estinzione.

Il cambiamento climatico sembra un tema vasto e molto lontano, su cui possiamo fare poco fatta eccezione per piccoli comportamenti quotidiani. Ciò che bisogna capire è che il climate change deriva da scelte ben precise che hanno effetti molto concreti sulla vita delle popolazioni, dal delta del Niger all’Amazzonia, dalla Terra dei fuochi alla Val di Susa. Non è vero che i politici non stanno facendo nulla per l’ambiente, ve lo possiamo assicurare: stanno facendo anche troppo.

Come noi, come Greta, come tutti i movimenti dal basso anche voi condividete un dilemma. Come assicurarci che le dichiarazioni dei politici non siano solo belle parole ma si traducono in fatti? Se ci pensate, la risposta è in fondo abbastanza semplice. Qualsiasi politico che dica di combattere il cambiamento climatico dovrebbe immediatamente esprimersi non a favore ma contro quei progetti che aumenteranno le emissioni di CO2 nei prossimi cruciali 12 anni. È il solo modo per capire se fanno sul serio.

La Val di Susa ha già pagato un tributo pesantissimo all’ideologia dello sviluppo a ogni costo, tenacemente portata avanti di chi vede il nostro territorio come un semplice corridoio di transito e non un ecosistema dove vivono persone, animali e piante. Siamo una delle valli più cementificate d’Europa, le nostre montagne sono solcate da due strada statali, un’autostrada, una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario. Per questo siamo stanchi e arrabbiati.

Nessuno più di voi può capire meglio questo slogan. La terra non si abusa, per noi non esiste una valle B.

Un in bocca al lupo per la vostra lotta. È anche la nostra.

P.S.

venite a trovarci in Val di Susa!

da notav.info

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

FRIDAYFORFUTUREnotav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“Vietato contestare il Salone dell’auto”: la Questura vieta la biciclettata cittadina nel centro di Torino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Extinction Rebellion Torino, Fridays for Future, Fiab Torino Bike Pride, Toroller Collective, Clacsoon.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’effetto isola di calore dei data center

Ripubblichiamo i risultati di questo lavoro di ricerca utile per approfondire il tema dei data center e analizzarne uno degli impatti quale le isole di calore, il contributo è stato ripreso da la Bottega del Barbieri.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno

A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Culture

10 Anni di Festival Alta Felicità: costruiamoli insieme!

24- 25 E 26 LUGLIO: FESTIVAL ALTA FELICITA’ 2026 – 10 ANNI DI MUSICA, SOCIALITA’, CULTURA E RESISTENZA
Costruiamo insieme la decima edizione del Festival Alta Felicità!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

27 giugno e 3 luglio 2011: 15 anni di lotta e di resistenza

Ci sono date che non appartengono al passato. Date che, ogni anno, tornano a ricordarci non soltanto ciò che è accaduto, ma ciò che siamo ancora chiamati a fare. Il 27 giugno e il 3 luglio 2011 sono due di queste.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

OPERAZIONE SOVRANO: ricominciano le udienze

Lunedì 6 luglio ripartirà il dibattimento nel processo d’appello a carico dell* imputat* del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Ai Mulini una lunga battitura apre l’estate di lotta No Tav

Si è aperta ieri sera al Presidio dei Mulini l’estate di lotta No Tav. Un appuntamento lanciato dalle studentesse e dagli studenti che, a partire dal tardo pomeriggio, ha riportato gli e le attiviste lungo i sentieri della Val Clarea.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Da Zvernec alla Val Susa: stesso modello imposto stessa lotta

Sono immagini familiari a chi vive in Val di Susa quelle che arrivano dall’Albania, dalla spiaggia di Zvërnec e dall’area protetta di Vjosa-Narta.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Alta velocità in Val Susa. Gallerie naturali e gallerie artificiali: l’ossessione per i buchi che conduce a un pozzo senza fondo. / Parte seconda: Rivoli-Rivalta

La passeggiata informativa di Avigliana sul progetto alta velocità di RFI ha passato il testimone a quella svoltasi domenica 19 aprile tra Rivoli e Rivalta, altro tratto ampiamente interessato dall’opera.

Immagine di copertina per il post
Culture

Bussoleno, 16 e 17 Maggio 2026: 15° edizione del Critical Wine

Il Movimento NO TAV ha fatto del motto Terra e libertà coniato da Luigi Veronelli, ispiratore del Critical Wine, un suo slogan, personalizzandolo in Terra è libertà, come sa bene chi ha deciso di opporsi, a costo della vita, contro chi della terra e della libertà lo vorrebbe privare.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dracula all’Avis e altri spettri: il nervosismo di chi difende la Torino-Lione

C’è qualcosa di paradossale e, involontariamente comico, nelle dichiarazioni di Paolo Foietta pubblicate da la Repubblica. Dopo anni passati a presidiare, coordinare, spiegare e soprattutto difendere la Torino-Lione, oggi l’allarme è questo: in Val di Susa c’è un “vuoto politico”. E in questo vuoto, udite udite, “parleranno solo i No Tav”.

Immagine di copertina per il post
Culture

Festival Alta Felicità 2026

Ritorna anche quest’anno il Festival Alta Felicità.