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In difesa della zerynthia polyxena, farfalla No Tav (VIDEO)

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Condividiamo il contributo apparso oggi sulle pagine social degli Studenti No Tav a proposito della questione legata alla conservazione delle biodiversità in Val Clarea.

Dall’estate del 2020, nel bel mezzo della crisi sanitaria, economica e sociale causata dalla pandemia da Covid 19, in Val Clarea sono ripresi i lavori del cantiere della linea ad Alta Velocità Torino-Lione.
Il movimento No Tav da circa trent’anni denuncia l’immane spreco di risorse pubbliche nonché il devastante impatto ambientale che i cantieri della TAV provocano nel territorio della Val di Susa.

Un chiaro esempio di questo grave impatto naturalistico è quello della Zerynthia (o meglio nota come farfalla No Tav), una rara specie di farfalla autoctona della Val Clarea, la cui sopravvivenza è minacciata dai lavori del cantiere dell’Alta Velocità.
La storia della Zerynthia è stata studiata e portata alla luce da ricercatori indipendenti del movimento No Tav, che per primi hanno scoperto la rarità di questa farfalla.
Contro questa ricerca indipendente, che aveva messo alla luce il rischio che i vari allargamenti del cantiere in Val Clarea potessero portare all’estinzione di questa specie di farfalla; si è subito mossa TELT, l’azienda che ha in appalto la costruzione della TAV.
TELT, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, ha cercato di dimostrare quanto il cantiere in Val Clarea, non solo non fosse un rischio per l’esistenza della Zerynthia, ma addirittura quanto in realtà fosse vantaggioso per la sua sopravvivenza.

L’esempio della Zerynthia fa emergere quanto troppo spesso l’università pubblica sia piegata al volere di aziende private come TELT che ne finanziano la ricerca, e ci dimostra che la ricerca universitaria e la ricerca scientifica non sono veramente neutrali, in quanto non hanno lo scopo di perseguire i bisogni e il benessere della collettività, ma hanno il solo obbiettivo di perseguire e portare avanti gli interessi di profitto di aziende private come TELT, che spesso sono in prima linea nella devastazione ambientale dei territori.

Gli accordi di ricerca che legano Unito a TELT, e che rendono la nostra Università complice della devastazione ambientale in Val di Susa, ci dimostrano chiaramente quanto la nauseante retorica della sostenibilità di cui si vanta Unito, non sia in realtà che una mera operazione di Green Washing.

Come Studenti No Tav ci siamo ritrovati al presidio permanente dei mulini, occupato questa estate in Val Clarea dal movimento No Tav, per girare questo video al fine di rendere nota alla componente studentesca e al mondo accademico di Torino la storia della Farfalla Zeynthia, ma soprattutto per denunciare i rapporti criminali che rendono la nostra università complice del sistema TAV.

Non siamo più disposti ad accettare che l’Università di Torino si crogioli in futili discorsi sulla sostenibilità mentre porta avanti, al soldo di aziende private, progetti di ricerca che favoriscono la distruzione dei territori.
Per questo rivendichiamo con forza la fine di ogni accordo di ricerca che lega l’Università di Torino a TELT e alla devastazione della Val Susa.

Studenti No Tav

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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