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Olimpiadi. Cominciato il taglio di 4.500 larici

Il bob è una delle discipline delle olimpiadi invernali. In Italia nessuno, o quasi, pratica questo sport. La pista costruita a Cesana per le Olimpiadi del 2006 è un monumento allo spreco, alla distruzione di risorse per l’interesse di pochi signori del cemento e del tondino.

Potevano utilizzarla per il 2026 oppure usare quella di Saint Moritz, un’ora di distanza da Cortina. Alla fine il comitato d’affari che sta assorbendo enormi risorse pubbliche per fini privatissimi l’ha spuntata. É passato il progetto “light” di Salvini, con assegnazione diretta dell’appalto: si spende un po’ meno, si taglia un po’ meno, ma la sostanza non cambia: un’altra pista per uno sport che in Italia praticano non più di 50 persone.
E al danno potrebbe unirsi la beffa. Se tra un anno il Comitato Olimpico Internazionale dovesse bocciare la pista di Cortina, la scelta cadrebbe su Saint Moritz, cui Cortina dovrebbe ovviamente pagare gli oneri di utilizzo.
Da diversi giorni, nonostante le proteste, è iniziato il taglio di 4.500 larici nell’area in cui verrà costruita la pista da bob.

Secondo Infrastrutture Milano Cortina spa, la società che gestisce l’appalto sarebbero stati tagliati in pochi giorni gli stessi alberi che in media vengono abbattuti in 12 anni. Questa dichiarazione, effettuata per tranquillizzare sull’entità del danno ambientale e paesaggistico, finisce paradossalmente con il dimostrarlo.
Le modalità con cui si attraversano le terre alte, che trasformano le valli alpine in disneyland, baracconi per un turismo che vuole trovare in montagna l’agio della città, ci raccontano di un mondo che corre verso il baratro in un presente eternizzato, per non vedere il domani che non c’è.
Ne abbiamo parlato con Luca di Off Topic e di CIO2026 – Comitato Insostenibili Olimpiadi 2026

Ascolta la diretta:

da Radio Blackout

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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