InfoAut
Immagine di copertina per il post

Perino: “Stiamo pensando di denunciare la magistratura per stalking”

Nell’intervista qui sotto riportata, Alberto Perino del Movimento Notav, partendo da sue alcune considerazioni fatte tramite un suo video ed “erroneamente” riportate dal sito Huffington Post, ci descrive come un clima “incattivito e gonfiato da media e giornalisti” sia diventato strumento per criminalizzare un’intera valle che da 23 anni si oppone con determinazione al Tav.


da Huff Post – Fabio Lepore – “Ma quale minaccia? Quello che ho detto è l’esatto contrario di quanto avete scritto nell’articolo di domenica“. Alberto Perino, uno dei più noti esponenti del Movimento No Tav, contattato dall’HuffPost, vuole fare chiarezza sulle posizioni espresse nel post e nel video pubblicati sul sito di Beppe Grillo. “Il mio intervento è l’espressione della preoccupazione che nutro nei confronti dell’escalation di azioni da parte della Magistratura torinese contro il Movimento No Tav. Non ho detto che avremmo fatto, ma che avremmo subito un autunno caldo, un settembre di fuoco. E tra il fare e il subire c’è una certa differenza. La situazione si è talmente incattivita che stiamo valutando, assieme al nostro team di legali, di denunciare la Magistratura per stalking. Perché di questo si tratta; non è più una situazione normale”.

Una denuncia per stalking nei confronti della Magistratura?
Nelle azioni dei magistrati nei nostri confronti non c’è più una motivazione. Riteniamo che sia un accanimento che va al di là di ogni senso giudiziario. Le faccio subito un esempio: il fatto che abbiano denunciato Mario Cavargna, il presidente di Pro Natura Piemonte, perché ha pubblicato quello che ha scritto il Cipe nella delibera di autorizzazione del cantiere della Maddalena. Il Cipe aveva scritto che c’era il rischio di frana. Bene, Mario Cavargna è stato denunciato per procurato allarme. Ma siamo impazziti? Non ha neanche scritto considerazioni sue: ha riportato dei documenti ufficiali redatti dal Cipe. E lo ha fatto come rappresentante di un’associazione ambientalista. Le associazioni ambientaliste non hanno più diritto di dire che possono esserci dei problemi? Veramente è fuori dal mondo una cosa del genere.

La sua è una preoccupazione condivisa anche da altri attivisti e simpatizzanti. Sono in molti a ripetere, con lei, “mala tempora currunt” e a chiedere che la tensione si stemperi.
C’è un clima incattivito. Se le cose fossero normali, ci sarebbe un normale gioco delle parti. Qui invece si ripetono cattiverie gratuite e atteggiamenti incredibili. Le porto un altro esempio. Tre ragazzi sono stati messi agli arresti domiciliari con l’accusa di aver aggredito una giornalista di Repubblica al termine di una manifestazione. Se si fosse qualificata subito come giornalista nessuno avrebbe avuto niente da dire. Lei invece ha cercato di farsi passare per una manifestante, ma quando i ragazzi hanno capito che non era così (non sapeva neanche distinguere me da un altro storico esponente No Tav, Guido Fissore) le hanno chiesto di vedere cosa stava scrivendo sul suo telefono, pensando fosse della Polizia. Lei comunque dice di essere stata aggredita. E la Magistratura cosa fa? Li arresta. Un provvedimento tanto duro non si prende di solito neanche quando, per un’aggressione, c’è gente che finisce all’ospedale. Non è un clima normale, insomma. Come non è normale che, nel momento in cui questi ragazzi agli arresti domiciliari hanno chiesto di poter andare al lavoro, non viene loro concesso perché potrebbero reiterare il reato. Ma come potrebbero mai reiterarlo? Siamo a un punto di follia incredibile. E tutto questo viene gonfiato dai media e dai giornali.

Ma gli incendi alle attrezzature delle imprese che lavorano al cantiere? Come giustificarli?
Abbiamo fatto due assemblee popolari e nel corso di queste riunioni pubbliche i partecipanti hanno riconosciuto e detto che il sabotaggio, se non colpisce le persone (o meglio, se non colpisce alcun essere vivente), è una pratica assolutamente legittima e non violenta. Sono 23 anni che ci opponiamo a quest’opera. Abbiamo fatto di tutto: marce, digiuni, raccolte firme. Abbiamo fatto tutto quello che di “tranquillo” si poteva fare. Nessuno ci ha dato retta, ma siamo ancora convinti che il Tav è un gigantesco spreco di denaro pubblico, a beneficio esclusivo dei partiti e della mafia. E i proponenti dell’opera non hanno mai accettato un confronto pubblico – e sottolineo pubblico – sulla sua utilità. I nostri sindaci non vengono ascoltati, la Comunità montana neanche, nell’Osservatorio possono entrare soltanto i Comuni che accettano l’opera e che al massimo discutono di compensazioni e come fare qualche miglioria, ammesso che si possa fare. La gente della valle da 23 anni dice “di qui non passerete mai”.

Avete voluto ignorarci? Avete voluto far finta che non esistiamo? Che siamo meno di una colonia? Allora, a questo punto mettiamo in campo altre tecniche di lotta. Nelle due assemblee popolari di cui parlavo, la gente all’unanimità (nessuno si è espresso in modo contrario; e l’ultima assemblea popolare era trasmessa in streaming), ha deciso che l’ultima strada che ci rimaneva era quella del sabotaggio non violento. E non, come sta cercando di dire qualcuno, un tentativo di rovesciare lo Stato oppure un tentativo eversivo nei confronti dello Stato. È un tentativo di fermare un’opera, una grande opera, assolutamente inutile, devastante per le finanze pubbliche e per il territorio. Questo è il nostro obiettivo e il nostro problema. Poi non sappiamo se in questo momento siano stati i No Tav a fare questi assalti o se è stato qualcun altro: nessuno ufficialmente ha rivendicato i sabotaggi, tanto meno il Movimento.

Il fatto però che ci siano stati degli imprenditori, che sono stati portati sul palmo di mano dai media, senza che si andassero a informare su chi erano questi imprenditori, questo lo ritengo grave. Sarebbe bastato fare qualche visura per controllare lo stato di queste imprese. Senza contare che aziende come l’Italcoge, la Geomont e la Martina sono citate nell’informativa che rappresenta l’ossatura principale dell’operazione Minotauro contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte. Adesso, improvvisamente, queste persone diventano degli eroi da citare come poveri imprenditori presi di mira dai No Tav? Qui stiamo veramente stravolgendo tutto.

Come proseguirà la protesta, adesso che la talpa sta iniziando a scavare il tunnel geognostico?
Non è vero. Non ha iniziato proprio niente. È ancora lì ferma, a due metri di distanza dal buco. Questa notizia è un’altra trovata propagandistica. Basta andare a vedere il cantiere. La talpa inizierà a bucare quando avrà attorno a sé tutti i giornalisti, per dare uno spettacolo mediatico tipo il raddrizzamento della Concordia. Raschierà i 50 cm che hanno creato loro all’inizio del tunnel, proprio per far vedere alla gente come lavora. E ci saranno tv, giornali, blog… Non sappiamo ancora come proseguirà la protesta. Stasera ad esempio abbiamo il coordinamento dei comitati, discuteremo la situazione che si è venuta a creare e potremmo anche prendere decisioni in merito. Anche perché non è accettabile una situazione in cui tutti ci stanno dando contro, mentendo in modo spudorato. Il tiro al piccione sui No Tav deve finire.

 

da notav.info

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Alberto Perinonotav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile: Vittoria indigena nell’Amazonas

Quanto successo nell’Amazonas in quest’ultimo mese rappresenta un chiaro e contundente trionfo dell’umanità che resiste, non si arrende e non si vende. Quattordici popoli che abitano le rive del fiume Tapajós sono riusciti a ribaltare la decisione del governo brasiliano di Lula, che privatizzava tre importanti flussi d’acqua: Tocantins, Madera e Tapajós.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’Autorità di Regolazione di Trasporti obbliga RFI all’apertura verso il concorrente francese

Mentre sullo sfondo resta il vero protagonista dell’intera vicenda – la Torino-Lione – con i suoi cantieri che continuano a incidere pesantemente sull’assetto del territorio, ancora una volta il nodo ferroviario torinese si trasforma in terreno di scontro tra grandi gruppi industriali.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: a rischio sgombero il presidio popolare di San Giuliano. Nuove mobilitazioni

A rischio sgombero il presidio popolare di San Giuliano: nato lo scorso dicembre a seguito di espropri, occupazioni abitative e sgomberi forzati degli abitanti, il presidio è l’ennesima risposta concreta della comunità contro i cantieri della grande opera inutile.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion invade il blue carpet di Sanremo per denunciare le politiche ecocide e il greenwashing degli sponsor

Nella serata inaugurale del Festival di Sanremo, Extinction Rebellion ha invaso la passerella davanti al teatro Ariston con cartelli ispirati ai nomi delle canzoni in gara per denunciare le politiche ecocide e l’operazione di greenwashing dei principali sponsor, Eni e Costa Crociere.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Non chiamatela emergenza, è esclusione

Da parte di diverse realtà calabresi è stato redatto questo testo in merito alla catastrofe climatica abbattutasi sulla regione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Protesta di Extinction Rebellion alle Olimpiadi: appesi con imbraghi all’ingresso del Forum di Milano

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Extinction Rebellion sull’iniziativa di contestazione avvenuta a Milano sul tema della critica alle Olimpiadi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion sul nuovo decreto sicurezza: “Deriva autoritaria, è il momento di disobbedire”

Extinction Rebellion si unisce alle voci di dissenso sul nuovo decreto sicurezza, denunciando il restringimento dei diritti costituzionali e la legalizzazione di prassi degradanti che vengono portate avanti sempre più spesso negli ultimi anni. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dopo i danni del ciclone Harry serve organizzazione popolare per la ricostruzione e controllo dal basso

Non ci aspettavamo certo “tutto e subito”, ma è evidente che la somma messa a disposizione è largamente insufficiente se rapportata all’entità dei danni subiti. È una cifra che, anche alla luce di precedenti analoghi come l’alluvione in Emilia-Romagna, appare del tutto sproporzionata rispetto alle reali necessità di messa in sicurezza, ripristino e ricostruzione dei territori colpiti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il PM Padalino, il finanziere magnaccia e le fatture

Ieri abbiamo visto una vecchia conoscenza del movimento No Tav, il Pm Padalino, andare in televisione a piangere miseria per fine della sua infausta carriera, da PM anti-notav al trasferimento di forza come giudice civile all’Aquila.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Tav, I media e I voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto in Italia la capacità di dare una continuità trentennale alle ragioni della propria lotta, e la recente e partecipata manifestazione dell’8 dicembre, ventennale dall’epico sgombero popolare nel 2005 del cantiere nella piana di Venaus, ne è la dimostrazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bentornata Nicoletta!

Nella giornata di ieri è stata scarcerata Nicoletta Dosio, dopo più un anno di detenzione domiciliare scontato presso la propria abitazione di Bussoleno finalmente è libera!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia in marcia per salvare la piana di Susa

Ripubblichiamo di seguito il comunicato uscito in occasione della marcia popolare No Tav tenutasi ieri, 10 maggio, a tutela della piana di Susa.