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Poco eco, molte balle

 

Mercoledì 11 settembre, in una gremita piazza Matteotti a Giugliano, si è tenuta una assemblea pubblica sulla triste vicenda del nuovo inceneritore che la Regione Campania vorrebbe impiantare nella celeberrima contrada ‘Taverna del Re’. Come in molti sanno, la vergognosa storia del sito di stoccaggio delle cosiddette ‘eco-balle’ di Taverna del Re viene da lontano e risale agli anni più bui di quella ‘emergenza rifiuti’ che ha devastato la Campania. Un disastro pilotato e creato ad arte, come mostrano numerose prove della più disparata natura, al fine di drenare nelle casse di politici e imprenditori privati milioni e milioni di euro di soldi pubblici.

Le finte ‘eco-balle’ (molto balle e poco eco, dal momento che si tratta semplicemente di rifiuto tal quale impacchettato) sono state stoccate a Giugliano illegalmente in quanto questa tipologia di ‘combustibile’ non può, per legge, essere stoccato ma andrebbe immediatamente incenerito. Ciò per evitare quello che invece a Taverna del Re è, alla fine, successo: il percolato, prodotto dai rifiuti solidi urbani non differenziati, è colato verso il terreno penetrando nelle falde acquifere ed inquinandole in maniera probabilmente irreversibile.

Un disastro ambientale e sanitario a cui i dispositivi di governance emergenziali sono stati funzionali. Ancora restano impresse nella mente di migliaia di campani le parole dell’allora commissario Guido Bertolaso: “A Giugliano posso fare quello che voglio”. E così è stato. Tumori e malattie non si contano, la produttività della terrà è stata devastata.
Oggi, coloro che si sono macchiati di evidenti responsabilità rispetto a quanto accaduto si ripresentano come i risolutori di ogni problema e propongono (ma che fantasia!) l’edificazione di un nuovo inceneritore per bruciare al più presto quelle eco-balle oramai divenute metafora del fallimento delle istituzioni e della classe politica tutta, oltre che fonte di continue sanzioni da parte dell’Unione Europea.

Il motivo per cui quelle eco-balle sono state stoccate a Taverna del Re, derogando alla legge, è legato al finanziamento necessario per la realizzazione dell’inceneritore di Acerra. Le banche (tramite l’ABI) chiesero che il combustibile da rifiuto venisse messo a ‘garanzia’ del prestito da erogare per la sua realizzazione. Infatti, gli inceneritori generano profitto solo se finanziati con soldi pubblici (non riescono a produrre energia stando sul mercato) quindi lo Stato italiano si è inventato il Cip6. Si tratta di un costo che ogni italiano paga sulla propria bolletta dell’energia elettrica ed è motivato dalla necessità di finanziare le fonti rinnovabili. Il CDR (combustibile da rifiuto, che si presenta nella forma delle ‘eco-balle’) è stato inserito nell’elenco di tali fonti. Così, ogni volta che paghiamo la bolletta finanziamo gli inceneritori.

Tornando alle eco-balle di Giugliano: i finanziamenti Cip6 vengono concessi in proporzione alla quantità di rifiuto incenerito, stoccandole a Taverna del Re, esse hanno rappresentato una sicura e sostanziosa fonte di finanziamento per l’inceneritore di Acerra che le avrebbe poi dovute bruciare. Una montagna di veleni che agli occhi di qualcuno aveva il colore dei soldi. Peccato che, nel frattempo, hanno subito un processo di mummificazione e ad Acerra non è stato più possibile incenerirle. Sono rimaste lì ferme tanto di quel tempo da essiccarsi completamente.

Così, le banche, Fibe, la Regione Campania, gli amministratori locali, i prefetti, i questori e i vertici della Repubblica hanno avvelenato le popolazioni di Giugliano e di Acerra con due eco-mostri che in molti hanno pagato prima con le bollette e poi con la stessa vita.
Quella di mercoledì è stata solo una prima tappa di quest’ennesima battaglia che i campani si apprestano a combattere. Dopo quindici anni di avvelenamenti, sconfitte, resistenza e qualche vittoria importante ci si appresta probabilmente a dover affrontare un scontro cruciale. La sollevazione delle comunità, a partire da quelle che in più occasioni, con fierezza e determinazione, hanno respinto le aggressioni della speculazione è l’unica vera arma nelle mani di tutt* noi. Ecco perché anche il movimento NoGas è stato e sarà presente alle iniziative, portando sempre la solidarietà delle comunità casertane in lotta ovunque sia necessario, fino alla vittoria.

@teleprop (csoa Tempo Rosso, Terra di Lavoro)

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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