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Sabato 5 Aprile marcia popolare ad Arquata Scrivia

Denunciamo da anni con assemblee, manifestazioni e iniziative sempre molto partecipate l’inutilità del progetto del Terzo Valico e l’impatto devastante che avrà sulla nostra terra.

Abbiamo detto che non esisteva uno studio sul rapporto costi/benefici e recentemente gli stessi Sindaci hanno ammesso di non averlo mai visto.
Abbiamo detto che il traffico merci del porto di Genova non giustificava la costruzione dell’opera e nel 2013 i Teu movimentati sono stati addirittura meno di due milioni (in calo rispetto al 2012 del 3,7%) e solo duecentomila hanno preso la strada ferrata verso la valle padana.
Abbiamo detto che ci sarebbe stato il rischio di respirare fibre di amianto e oggi, dopo averci deriso, sono gli stessi sostenitori dell’opera a scrivere che fra Voltaggio e Arquata c’è il 50% di probabilità di incontrare pietre verdi potenzialmente contenenti amianto.
Abbiamo detto che gli appalti avrebbero stimolato l’appetito delle organizzazioni criminali ed è arrivata la prima interdittiva antimafia nei confronti di una ditta proprietaria di una cava di Tortona scelta per ospitare lo smarino di risulta degli scavi.
Abbiamo detto che i soldi del Terzo Valico dovessero essere utilizzati per la cura del territorio ed oggi assistiamo impotenti alle continue frane in Liguria e in Basso Piemonte.
Abbiamo detto che fossero altre le priorità da affrontare, ma continuiamo ad assistere ai tagli al trasporto pubblico locale, al ridimensionamento e alla chiusura di ospedali, agli incidenti all’interno delle scuole per la mancanza di manutenzione, all’aumento della disoccupazione, alla crescita della povertà.
Abbiamo detto e continuiamo a dire le motivazioni per cui siamo contrari alla costruzione del Terzo valico e oggi, davanti all’evidenza, sono sempre di più le persone ad aver capito dove sia la ragione.

Nei prossimi mesi, come dichiarato dal Commissario per il Terzo Valico Walter Lupi, il Governo dovrà decidere se rifinanziare l’opera e stanziare i soldi necessari al proseguimento dei lavori, già in fortissimo ritardo sulla tabella di marcia anche grazie alle iniziative di opposizione del movimento.

E’ il momento giusto per tornare a manifestare.
In Valle Scrivia, ad Arquata.

Ad Arquata, dove vorrebbero portare “la talpa” per scavare il tunnel di valico ed estrarre da Radimero oltre due milioni di metri cubi di smarino contenenti amianto. Dove i due acquedotti rischiano di essere distrutti, centinaia di camion ogni giorno percorreranno le strade del paese e dove lavora la ditta Lauro Spa, recentemente accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Ad Arquata, con una marcia popolare che percorrerà le strade del paese e arriverà fino al cantiere di Radimero. Per riportare la vita dove Cociv ha portato morte e distruzione, per dimostrare ancora una volta che fermare il Terzo Valico è possibile, per chiedere di rinunciare alla costruzione dell’opera e investire quei soldi nella cura del nostro territorio e nella messa in sicurezza delle aree in dissesto idrogeologico.

Tutti insieme, donne e uomini, liguri e piemontesi, giovani e anziani. Perché insieme siamo più forti, insieme possiamo fermarli, insieme non possiamo essere fermati.

Movimento No Tav – Terzo Valico


www.notavterzovalico.infowww.noterzovalico.org

 

Alla fine della marcia popolare concerto gratuito con la partecipazione di Inoki, Teppa Bros (Lo Stato Sociale dj set), The Inspector, The Bluebeaters (showcase).

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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