InfoAut
Immagine di copertina per il post

Una riflessione sul mio sciopero della fame

In questi primi giorni fuori dalle mura di una casa divenuta carcere, camminando per le vie della mia piccola cittadina, molti mi fermano e si complimentano della mia determinazione, della Forza nell’aver portato avanti lo sciopero della fame per oltre 20 giorni. E della Libertà ritrovata. Mi necessita rompere il silenzio che mi ero imposto dopo tanto parlare, per cercare di comprendere, e in questa mia ricerca coinvolgere coloro che mi hanno supportato, dove abbia attinto la Forza e la determinazione che mi ha permesso questa azione, oltretutto senza causare danni al mio corpo.
Il signor Caselli, può dire tutto ciò che vuole, ma quando si apre una indagine, considerato che sussiste la “presunzione d’innocenza” e considerato che “la giustizia è uguale per tutti” (almeno il Caselli ci dice), dovrebbe avere un atteggiamento un po’ meno repressivo e punitivo nei confronti di persone solo indagate.
Il rifiuto totale e assoluto manifestato in questi quattro mesi di ACCANIMENTO GIUDIZIARIO, ancorché di provvedimenti cautelari, contro persone sottoposte a indagini, denota che la Procura di Torino è comandata da teorie ben diverse dalla ricerca della sola verità. Dopo sei mesi dai fatti contestati nessuna Procura affermerebbe che sussista il pericolo di fuga, e non lo può fare neppure quella di Torino.
Quando le prove sono semplicemente alcuni video, e solo questi, già in possesso della Procura, quale sarebbe il pericolo di “inquinamento delle prove”? La reiterazione del reato, considerato che trattasi di Manifestazioni di opposizione ad un progetto che riguarda una specifica zona territoriale. E’ sufficiente impedire il frequentare tale zona agli indagati. E questo ci è dimostrato anche da diversi provvedimenti che sta prendendo una diversa istanza del Tribunale di Torino. Il signor Caselli può affermare tutto ciò che vuole, ma non può negare che non sussiste alcuno degli elementi che determinano la necessità della detenzione. Ma è ovvio che il signor Caselli interpreta la Legge come meglio gli aggrada, e soprattutto la plasma per i suoi obiettivi. Di essere garantista è evidente non gli importa assolutamente niente. Per lo meno per quanto riguarda il Movimento No Tav. Ma questo lo sapevamo già: ci vogliamo dimenticare di Sole e Baleno? Assolti…ma dopo che li hanno “suicidati”! Ma si limitasse solo a non essere garantista, ancora si potrebbe discutere. No! Il signor Caselli e la sua Procura vanno ben oltre. Respingono ogni richiesta, senza neppure valutare la situazione specifica del soggetto che la richiede. Non gli serve sapere il motivo per cui una persona, che seppure No Tav, rimane pur sempre un cittadino di questo paese (di maniche larghe verso politicanti mafiosi, loro amici e amici degli amici, pardon: siamo garantisti e sussiste la “presunzione d’innocenza”), che, tuttora, ci dicono garantista. La Procura di Torino semplicemente ha creato intorno a questa indagine un muro di negazione. E non solo, ma ha coinvolto in questa operazione anche l’ ufficio delGIP.
Il GIP nel suo rigetto alla richiesta dei miei avvocati non si era limitato, anzi proprio non lo ha fatto, a dare un parere sulla consistenza delle prove  che la Procura gli ha presentato. Che questo, sarebbe il suo ruolo Istituzionale: valutare le necessità di misure cautelari o altre forme di controllo in virtù della consistenza del reato e soprattutto delle prove addotte. L’Ufficio GIP non si è basato sulla valutazione delle prove, ma si è sempre poggiato, nei suoi rigetti, al solo fatto che l’indagato, e sottolineo: ancora indagato, non si sia pentito di “quanto commesso”. E qui subentra una vera e propria “ILLEGALITA’” dell’ufficio GIP: il voler affermare la colpevolezza dell’indagato, cosa che non è nella sua competenza istituzionale. Inoltre la pretesa di un Pentimento, nel momento che si tratta di reati (presunti!!) legati a delle Opinioni e delle Idee, reati (presumibilmente) commessi durante una manifestazione per la tutela del territorio. Si vuole forse dimostrare che in questa Società non vi possono essere persone che dissentono dal loro Potere?  Che la loro repressione deve farci arretrare dalla nostre IDEE? Si guardi bene! La GIP vuole il Pentimento non di un reato, che solo il giudice deciderà se veramente commesso, ma dalle proprie Opinioni e Idee. Il mio e il nostro rifiuto del Pentimento, molto enfatizzato dall’ufficio GIP è preso, con ILLEGITTIMITA’, quale motivazione di rigetto di ogni istanza di alleggerimento dei provvedimenti cautelari o alla stessa richiesta di permessi per recarsi a lavorare. Se vuoi riprendere il tuo lavoro che ti permette di mantenere la tua famiglia, devi rinnegare le tue Idee. Mi pare di sentire la GIP.
Inoltre devo anche partire dal triste comportamento della Procura di Torino che ha enfatizzato il mio (presunto)essere ex-terrorista (dico: MARCHIATO come ex-terrorista), e su questo, invitare i loro strumenti della disinformazione ad imbastire una schifosa campagna d’infamità, basata solo sul fango che a piene mani riescono, solo loro, a tirare in faccia al “mostro”. Su questa mia MARCHIATURA vorrei riportare una non piccola vicenda, non tanto per ripulire la mia persona, che di questo non vi è necessità, data la mia Militanza lunga quarant’anni, e tutta alla luce del sole e basata, e non cesserò mai di ripetermi, sulla sola e grande FORZA delle IDEE. Ma piuttosto  per chiarire quanto ingiustificato e illegittimo sia stato il comportamento di Procura e GIP torinesi. Venni arrestato (una prima volta) il 23 aprile 1981. Dopo un primo interrogatorio in cui non potevo fare altro che dichiarare la mia Innocenza, ma soprattutto, in questo frangente, i Sostituti Procuratori della Repubblica sig. Vigna Pierluigi e sig. Chelazzi Gabriele si dimostrarono per quello che erano,  affermando spudoratamente il falsoallorché così si espressero (verbale d’interrogatorio):“..facendo anche presente che numerose persone imputate di fatti anche assai gravi, hanno reso ampie e dettagliate dichiarazioni.” Il 7 luglio successivo vengo interrogato dal Giudice Istruttore (dott.Vincenzo Tricomi) il quale, il giorno 21 dello stesso mese, firma la “ORDINANZA di SCARCERAZIONE per MANCANZA di INDIZI”.
In questa Istanza possiamo leggere:“rilevato che gli elementi a carico di Ginetti sono costituiti dalle dichiarazioni di Marco Donat Catin, che riferisce genericamente della sua conoscenza…risalente a diversi anni fa…”(dove sono finite le “numerose persone”?) e più oltre: “Questi però per la loro genericità e indeterminatezza non sono tali da giustificare il mantenimento dello stato di carcerazione preventiva.” (dove sono le ”ampie e dettagliate dichiarazioni”?) Ed ancora: “Nessun altro elemento circa la concreta partecipazione alla Banda Armata emerge dagli atti non potendosi ritenere prova la generica affermazione “egli poi faceva parte del gruppo intorno al Gianluca e uscì da P.L. con lui” in quanto non emerge concretamente la prova che il Ginetti abbia svolto un qualche ruolo nell’ambito della Banda Armata tale da qualificarne la partecipazione.” Come si vede, in un periodo (primi anni 80) di “emergenza nazionale”, un periodo in cui si svilupparono leggi speciali, in un periodo in cui per condannare erano sufficienti “generici indizi” e pur mancando alcunché da “qualificarne la partecipazione”, si condannava solo e solamente per necessità di “Marchiare”  i Militanti. Nonostante il periodo, ripeto “Speciale”, il Giudice Istruttore comunque si guarda bene da dare suoi giudizi sui reati imputati e si limita, secondo i suoi obblighi istituzionali, alla sola valutazione delle prove e se in virtù delle medesime vi sia la  necessità di provvedimenti cautelari.
Cosa che non ha fatto l’Ufficio GIP di Torino, pur essendo in diversa situazione politica, magari per mandarci a dire che per il Movimento NoTav si è in “emergenza”. Come dirà più tardi il Ministro della Giustizia: i NO Tav sono la madre di tutte le preoccupazioni. Nell’istanza di rigetto in mano al sottoscritto, ma vale per tutti i miei coindagati, da parte dell’Ufficio del GIP non vi è alcuna valutazione delle prove presentate. E sostiene il suo rigetto sulla sentenza che illegittimamente emette; cioè  che avrei commesso i reati imputatimi. Trasformando così il suo parere sulla validità delle prove in vera condanna e pertanto ritenendosi nel giusto, trasforma e utilizza le misure cautelari (che in quanto tali devono rispondere a ben precise e definite esigenze, che come detto sopra non sono mai esistite), in vera e preventiva pena detentiva.
Da questo utilizzo spregiudicato della Giustizia, da questo ILLEGITTIMO utilizzo delle misure cautelari, da questo ACCANIMENTO GIUDIZIARIO e REPRESSIVO è nata in me l’esigenza di non subire passivamente e di voler dare a questa pretesa Giustizia una qualche, nonché adeguata risposta. Se vogliamo neppure tanto presa in riflessione, ma piuttosto spintovi da quella mia repulsione dei soprusi, dell’arroganza, della sopraffazione che mi ha sempre guidato nella vita e nella Militanza. Non avevo altro strumento che lo sciopero della fame. La forma più pacifica e non violenta, almeno se si considera la violenza contro altri, ma autolesiva, dunque violenta contro se medesimi. Eppure la GIP ha avuto modo di esprimermi il suo disprezzo pure di questa forma di lotta, apponendo a questo un brutto c.d. (cosiddetto). Non perdendo occasione di dimostrarmi/ci il suo totale disprezzo contro chi esprime dissenso, o chi intenda Lottare e Resistere.
In una riflessione tranquilla e dopo aver percorso questa esperienza devo dire che i risultati sono andati ben oltre le mie aspettative, forse anche perché non ne avevo.  Con questo mio piccolo gesto, seppur nella sua modestia e semplicità, penso (e spero) di aver dato un  contribuito al Movimento No Tav. Ricordando, che non le grandi gesta di pochi, ma il piccolo contributo di milioni di formiche possono abbattere la Grande Quercia, gloria dell’Imperatore.
Antonio Ginetti

Pistoia  4 giugno 2012-06-04

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La frana in Molise e il prezzo della speculazione sui territori

Nonostante le aspettative tragiche del nostro governo, che prevedeva mesi e mesi di lavori per ripristinare la viabilità della costa adriatica, l’autostrada e la ferrovia nei pressi di Petacciato sono state riaperte entro 5 giorni dalla frana. Questo, tuttavia, fa emergere forti contraddizioni circa il monitoraggio e la tutela dei territori a rischio idrogeologico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Torino-Lione, Delmastro: No Tav come la Mafia.

Ai prossimi politicanti di passaggio: continuate pure a parlare e ad accusare, ma fate attenzione, perché poi tutto torna indietro.
Voi passate. Vi bruciate, vi riciclate, sparite. Il movimento No Tav dovrete per sempre metterlo in conto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tratta Avigliana-Orbassano. Il “Comitato di supporto” e il gioco delle tre carte: interramento, illusioni e rimozioni

Mercoledì 18 marzo in Regione Piemonte è partito il “Comitato di supporto” per la tratta nazionale Avigliana-Orbassano.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Herrenknecht: dalla Germania alla Val di Susa, passando per l’occupazione israeliana

L’11 marzo 2026, nello stabilimento Herrenknecht in Germania, è stata “consegnata” la prima delle due gigantesche talpe destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio.

Da Notav.info

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Brasile: Vittoria indigena nell’Amazonas

Quanto successo nell’Amazonas in quest’ultimo mese rappresenta un chiaro e contundente trionfo dell’umanità che resiste, non si arrende e non si vende. Quattordici popoli che abitano le rive del fiume Tapajós sono riusciti a ribaltare la decisione del governo brasiliano di Lula, che privatizzava tre importanti flussi d’acqua: Tocantins, Madera e Tapajós.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Jesus Trump e i suoi vassalli.

Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione von der Leyen, nota per i suoi endorsement all’invio di armi in Ucraina e in generale votata alla sedicente necessità di riarmo per difendersi da qualche fantomatica minaccia all’Europa, prende parola anche sullo scenario bellico in Asia Occidentale. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 2

Mencius Moldbug è lo pseudonimo di Curtis Guy Yarvin, un informatico, teorico politico e blogger statunitense. È il fondatore di Urbit finanziato tra gli altri da Peter Thiel stesso, oltreché essere un suo grande mentore (come il CEO di Palantir lo è di JD Vance).

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Processo “Sovrano”: al via l’appello tra ombre e contraddizioni

Ripubblichiamo il resoconto comparso su notav.info a seguito della prima udienza dell’appello voluto dalla Procura di Torino per il processo che ha visto l’assoluzione in primo grado per il capo di associazione a delinquere. Per ripercorrere le tappe tortuose del percorso che ha portato fino a qui consigliamo di consultare il sito ASSOCIAZIONE A RESISTERE.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Militarizzazione della ricerca: il Politecnico e il suo ruolo nella fabbrica della guerra

Il 24 novembre 2025, a Torino, un incontro pubblico ha messo al centro una domanda sempre più difficile da eludere: che ruolo stanno giocando le università nella nuova fase di riarmo? 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

25 Aprile in ogni città

Una raccolta di indizioni delle giornate di mobilitazione che in tutto il Paese vedranno iniziative e manifestazioni per il 25 aprile: il tema è la contrapposizione alla guerra, alla crisi energetica ed economica, per unirsi dal basso e organizzarsi a partire dai territori.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La flottiglia del “Sumud” sfida di nuovo il blocco di Gaza: 70 imbarcazioni in mare

Ripubblichiamo questo articolo della redazione di PagineEsteri nell’ottica di dare visibilità e diffondere il più possibile la nuova missione della Flotilla per Gaza. Rompere l’assedio con un gesto collettivo come questo rimane un’iniziativa non scontata e a cui va data importanza nonostante il livello mediatico sia al momento disinteressato da questa missione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“Cuba non è una minaccia”: a Roma manifestazione nazionale contro il bloqueo Usa

Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60.