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E’ morto un assassino: Mike Harari

E’ morto un killer di intellettuali, poeti ed artisti.
E’ morto, purtroppo di vecchiaia, uno dei più grandi assassini, teorizzatore dell’assassinio mirato della classe intellettuale palestinese.
Mike Harari, passaporto israeliano, era alla guida dell’operazione “Ira di Dio”, nata per vendicare l’attacco palestinese durante le olimpiadi di Monaco nel 1972, dove l’intera squadra di atleti israeliana rimase uccisa durante il maldestro tentativo della polizia tedesca di liberare gli ostaggi.

Da quel momento iniziò l’operazione “Ira di Dio” (מבצע זעם האל, Mivtza Za’am Ha’el) che ebbe inizio proprio a Roma, con l’assassinio a freddo del poeta Wael Zwaiter, in Piazza Annibaliano, nel palazzo dove viveva e lavorava come traduttore, con 12 colpi di pistola.
L’operazione Ira di Dio, controfirmata direttamente da Golda Meir, aveva scritti tra i 25 e i 35 nomi e non terminò praticamente mai, per due decenni, colpendo in ogni stato europeo e non come se niente fosse e sbagliando anche l’obiettivo, come nel caso di Ahmed Bouchiki, cameriere marocchino ucciso in Norvegia, scambiato dal commando del Mossad per Ali Hassan Salameh, capo di Forza 17.

L’obiettivo non era il commando che fece e organizzò l’attacco alle Olimpiadi di Monaco, tutt’altro: l’obiettivo era il terrore, il far sentire i palestinesi vulnerabili in ogni luogo, uccidere i loro intellettuali.
Una storia mai completamente raccontata, che ha portato ad un impressionante numero di giustiziati… il solito 1 a 10 minimo che piace tanto allo stato ebraico d’Israele.

Tutto questo per dirvi, che malgrado i nuvoloni e quest’improvviso freddo autunnale,
oggi c’è un buon motivo per sorridere e per brindare stasera:
la morte di un assassino spietato, pluridecorato, che anche Repubblica oggi tratta come un eroe.

da Baruda

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