InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lucca. Decreti penali per la contestazione a Renzi

 

 

Dietro quella rete c’eravamo tutti. Non ci piegherete mai!

Nella giornata di venerdì 30 settembre sono state notificate 10 denunce per aggressione e minaccia a pubblico ufficiale a diversi manifestanti colpevoli di aver contestato Renzi a Lucca lo scorso 10 giugno, in occasione del festival della crescita (della repressione poliziesca, evidentemente). Come in ogni città d’Italia in cui il premier osa mostrare la sua faccia tosta, le sue chiacchere e le sue promesse fasulle, anche a Lucca Renzi si è trovato davanti la realtà di una popolazione sofferente e impoverita, capace di riversare legittimamente rabbia e odio contro il partito responsabile di questo stato di cose, il Partito Democratico. Di fronte a una realtà che preme contro la finzione, il potere ha bisogno di trincerarsi dietro decine di poliziotti schierati, pronti a respingerla col manganello, con la criminalizzazione mediatica e con la repressione giudiziaria.  

Basta vedere l’età delle persone colpite dai decreti penali, tutti giovani lucchesi sotto i 30 anni più un compagno di Massa e uno di Viareggio, per accorgersi che quella generazione su cui si era imperniata la narrazione del premier (“rottamiamo il vecchio, l’innovazione, l’Italia che riparte”) gli ha definitivamente voltato le spalle. Perché la nostra non è solo la generazione Erasmus, è la generazione dei voucher, del precariato infinito, del lavoro gratuito, dell’impossibilità materiale di fare figli e di costruirsi una famiglia in autonomia, di una pensione che non vedremo mai.  E allora scusateci se una volta tanto non ci piangiamo addosso, se non ci rassegniamo all’idea di dover per forza andare all’estero per farci una vita, se non crediamo più alla favola dei sacrifici oggi per un benessere che non arriverà mai più, finché non si imprime un cambio radicale allo stato di cose presente.

C’erano duecento persone in quella piazza, in un corteo convocato con pochissimo preavviso. C’erano gli studenti medi in lotta contro l’alternanza scuola-lavoro e lo sfruttamento della manodopera giovanile, c’erano gli studenti universitari che devono fare i conti con sempre meno borse di studio e con delle tasse sempre più alte, c’erano i giovani precari, i lavoratori vessati dal Jobs Act, i cittadini che rifiutano una riforma costituzionale autoritaria. E c’erano anche persone venute da fuori Lucca apposta per contestare il premier, come avevano precedentemente fatto in altre città.

Dietro quella rete, a spingere sotto la violenza della polizia (l’unica che si è vista in quel giorno, checché ne dicano fantasiose ricostruzioni che parlano di lancio di oggetti. Dove sono i filmati? Aspettiamo con ansia di rivedere un film così avvincente!), c’eravamo tutti.

Queste denunce sono rivolte a tutti coloro che covano rabbia e odio contro il governo Renzi e che considerano giusto ribellarvisi. Per questo prendere posizione, sostenere pubblicamente e aiutare materialmente i compagni denunciati significa difendere il diritto di sollevarsi di tutti gli sfruttati e gli impoveriti, di quel mondo di sotto che non vuole più essere schiacciato dal mondo di sopra.

Abbiamo rovinato la passerella del governo e ne siamo orgogliosi. Lo abbiamo fatto mettendo in gioco i nostri corpi, sapendo che i diritti si conquistano a spinta, che la storia non si cambia chiedendo il permesso, lo abbiamo fatto sapendo che il riscatto che cerchiamo non arriverà con i per favore, gli ascoltateci o una petizione su internet. Arriverà se riusciremo a massificare il rifiuto e il conflitto. Per quanto ad oggi, nella nostra città, le forze di destra trovino ampio spazio sui giornali al punto di sembrare la vera opposizione al governo del PD, queste forze non hanno mai portato avanti una reale conflittualità contro quelli assetti di potere responsabili del nostro impoverimento. La loro demagogia invece è funzionale al sistema, non rompe le compatibilità istituzionali e additando nel migrante il capro espiatorio, si pone al servizio degli interessi delle classi più ricche, molto contente che i poveri si facciano la guerra tra loro, invece di farla a chi sta in alto.

In questi anni, pur con le difficoltà, i limiti e il costante bisogno di migliorare,  siamo stati l’unica forza a Lucca, a partire dai cortei studenteschi del 2012, capace di portare centinaia di persone in piazza contro le politiche del PD. Gli attestati di solidarietà che abbiamo ricevuto in quei giorni per la nostra azione dalle tante realtà e individualità che hanno condiviso quella piazza e che hanno gridato vergogna alla polizia, ci fanno ben sperare. Il valore di quella giornata va quindi ricercato secondo noi nella capacità di quella composizione sociale di mettere in campo una forma adeguata di dissenso e di esercitare l’insubordinazione.

Pensiamo che quella giornata possa essere un esempio di ricomposizione sociale, l’inizio di un fronte cittadino comune contro le politiche neoliberali del governo Renzi e dei successivi governi fantocci dell’UE che seguiranno. Ci impegneremo nei prossimi mesi a continuare questo percorso articolando quel rifiuto nelle singole lotte da condurre sul territorio: dall’antifascismo, al contrasto dell’alternanza scuola-lavoro, alla lotta per la casa. Ci impegneremo inoltre, con le nostre parole d’ordine, nell’organizzare la campagna referendaria contro la modifica della Costituzione voluta dallo stesso Renzi e nel promuovere la partecipazione della Lucca ribelle al corteo nazionale del 27 novembre prossimo per un No sociale al referendum.

A questa nuova ondata repressiva che ci colpisce risponderemo come abbiamo sempre fatto, organizzando eventi di solidarietà e raccolta fondi attraverso la campagna Io Sto Con La Lucca che Lotta, creando aggregazione consapevole contro chi ci aggredisce perché vorrebbe disgregarci.

Oggi la stabilità è la messa a regime della nostra sottomissione e accettazione passiva di un orizzonte di miseria. Noi organizziamo l’ingovernabilità.

 

Antagonisti Lucchesi

 

 

da Il tafferuglio

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Bussoleno, 16 e 17 Maggio 2026: 15° edizione del Critical Wine

Il Movimento NO TAV ha fatto del motto Terra e libertà coniato da Luigi Veronelli, ispiratore del Critical Wine, un suo slogan, personalizzandolo in Terra è libertà, come sa bene chi ha deciso di opporsi, a costo della vita, contro chi della terra e della libertà lo vorrebbe privare.

Immagine di copertina per il post
Culture

Blackout Fest 2026

In molti cercano di rubare le briciole di energia che cadono dal nostro tavolo per appropriarsene, svuotando gli spazi che abitiamo, o rendendo costoso ed invivibile qualsiasi tempo. Per fortuna non abbiamo bisogno di approvazione per dirvi che vi aspettiamo quest’anno a Manituana dal 12 al 14 di giugno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Festival Alta Felicità 2026

Ritorna anche quest’anno il Festival Alta Felicità.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Culture

Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

A volte ritorniamo, anche in presenza, fuori da questi schermi. Il 18 aprile prossimo, a Roma, si svolgerà Carmillafest 2026. La data non è casuale perché quattro anni fa, proprio in quel giorno, veniva a mancare il fondatore della nostra testata: lo scrittore e militante rivoluzionario Valerio Evangelisti. Questa seconda edizione di Carmillafest – la prima si tenne a Bologna insieme a Valerio nel 2019 – sarà quindi dedicata alla poetica politica del nostro amico e compagno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ligéra, batterie, rapine, rapimenti e sparatorie all’ombra del Duomo: 1963-1993

Da Carmilla on line: Laura Antonella Carli, Nicola Erba ( a cura di), Atlante storico della mala milanese 1963-1993, Milieu edizioni, Milano 2025, pp. 512, 36 euro Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,A San Vittur a ciapaa i bott,dormì de can, pien de malann!…Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,sbattuu de […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin. A cura del disegnatore e fumettista Gioele Reginato

La prima pubblicazione riguarda il racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Attacco in Mali e venti di guerra nel Sahel

Dedichiamo questa puntata di Black In ad analizzare ciò che sta succedendo in Mali nelle ultime settimane.

Immagine di copertina per il post
Contributi

La grammatica del vuoto

Da Kamo Modena
0. Sabato pomeriggio la nostra città è stata ferita.

1. Su quel pavimento della via Emilia che conosciamo bene non è stato lasciato solo del sangue di persone innocenti. Insieme ad esso, un terrore già visto come modus operandi, e l’orrore che la sua insensatezza comporta. Ma anche il coraggio di pochi, e la solidarietà popolare di tanti. Senza distinzioni. Odio, amore, vita, morte: tutto mischiato. Nella consapevolezza che su quella strada, in quel momento, ci poteva essere chiunque di noi. Dei nostri amici, dei nostri affetti.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dentro il nuovo spirito etico-politico

Genocidio, guerra, crisi. È dentro un contesto internazionale sempre più pesante, segnato dallo stravolgimento degli equilibri politici degli ultimi anni, che questo autunno si sono riaperte anche possibilità di mobilitazione di massa. Piazze attraversate da soggettività spesso disorganizzate, non sempre politicizzate in senso tradizionale, ma capaci di rompere la passività di fronte alla guerra e alla complicità occidentale nel genocidio in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump a Pechino da Xi Jinping

MercoledìTrump è volato in Cina per un vertice di alto profilo con il leader cinese Xi Jinping, accompagnato da diversi amministratori delegati: una delegazione di imprenditori di spicco provenienti da diversi settori, tra cui agricoltura, aviazione, veicoli elettrici e chip per l’intelligenza artificiale. Dopo due giorni, il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato Pechino affermando di aver concluso “accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i paesi”, ma sono emersi pochi dettagli su ciò che le due superpotenze hanno concordato dal punto di vista commerciale.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Flotilla sotto attacco! Non lasciamola sola!

I meccanismi al rialzo che determinarono l’esplosione delle piazze autunnali attorno allo slogan “Blocchiamo Tutto” non sembrano essersi innescati, ma rimane fondamentale continuare a supportare la missione della flottilla in queste ore e giorni. Inoltre rimane comunque importante mantenere la continuità e lo sforzo di costruire nuovi momenti di mobilitazione, e costruire le condizioni perché chi oggi con determinazione non abbandona la lotta, sia la scintilla capace di infiammare nuovamente la prateria.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sovrano, seconda udienza d’appello tra forzature e vecchi teoremi

Si è svolta ieri la seconda udienza del processo d’appello dell’inchiesta Sovrano.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Opuscolo: strumenti e piste di inchiesta a partire dal convegno di Livorno /pt.2

Seconda parte dell’opuscolo “Strumenti e piste di inchiesta” a partire dal convegno di Livorno.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Rompere il silenzio. Noi non abbiam paura del bosco la notte 

Breve reportage della due giorni di mobilitazione nell’Appennino Mugellano per una transizione popolare, ecologica e sovrana.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Semestre filtro: un successo per il governo, un nuovo disagio per le student3

Ripubblichiamo un contributo del CUA Torino, Zaum Sapienza e collettivo Sumud.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Cosa pensano l3 giovan3 della guerra: un’inchiesta radiofonica a cura della trasmissione “I saperi maledetti”

Ripubblichiamo le tre puntate-inchiesta svolta dalle redattrici e redattori del programma “I sapere maledetti” in onda gli ultimi due lunedì del mese su Radio Blackout.