InfoAut
Immagine di copertina per il post

Manifestazione del 10Maggio “Colpevoli di resistere”

Un bel fumetto di Laura Spianelli sulla manifestazione notav del 10 maggio

parte 1

Io e Simone arriviamo a Torino intorno alle 13:00 circa e, una volta usciti dall’autostrada, invece di proseguire per la tangenziale, usciamo a Santena percorrendo la strada statale.
Al casello già si vedono macchinate di compagne e compagni diretti in quel di Torino. Provo una bella sensazione, in qualche modo le manifestazioni mi ricaricano d’energia 🙂
Arrivati in città, Simone mi lascia all’angolo tra C.so Vittorio e C.so Peschiera perché i vigili hanno già chiuso C.so Vittorio, appunto… ma il bello deve ancora arrivare!

Ed eccomi in p.zza Adriano, la piazza del raduno di sabato 10 Maggio!

Non perdo tempo e comincio subito a disegnare sulle pagine del mio diario, salutando qui e là persone amiche e persone conosciute in altre occasioni che mi si avvicinano. Per quel che posso vedere siamo davvero tanti.
Ma ciò che mi lascia senza parole e mi fa cadere la mascella è l’enorme barricata di ferro e cemento eretta tra i manifestanti e il proseguimento di C.so Vittorio dove c’è il tribunale di Torino, barricata presidiata da innumerevoli mezzi delle forze dell’ordine… una muraglia lunga e stupida, nella sua immobile inutilità. Quasi quasi mi sento in gabbia. Ma che ci sta a fare tutta quella roba lì? Devono mica difendersi da un’orda di zombies mutanti? Che diamine, siamo in Italia, un paese democratico, patria della pizza, un paese civile, mica in Palestina! Dico bene?!

I poliziotti, costantemente in tenuta antisommossa, oltre la griglia metallica ci guardano impassibili e temerari, manganelli alla mano.

Raggiungo un banchetto del movimento NoTav dove acquisto due foulard (uno per me e uno per Simo che arriverà più tardi) ed un fischietto per Simone. Ho il tempo di ritrarre il signore che lavora presso il minuscolo e fornitissimo banchetto, sono 14:30 passate.
Trascorrono altri minuti e, come rappresentato nella vignetta disegnata sul mio diario, vengo a conoscenza del motivo per cui il corteo non si è ancora messo in marcia: dei gruppi NoTav provenienti da fuori Torino hanno difficoltà a raggiungere la città per via delle forze dell’ordine che si prodigano, da una parte, fermando massicciamente i manifestanti nella stazione di P.ta Nuova, dall’altra parte, controllando/rallentando i pullman in uscita dall’autostrada.

Il gruppi di Milano e di Roma arrivano rumorosi e pieno di canti, sparando piccoli fuochi d’artificio. I giornalisti, che fino ad allora si erano camuffati nella folla, escono allo scoperto e cominciano a fotografare come selvaggi in cerca di uno scoop. Fotografano anche me intenta a disegnare.

alt
alt

Cammino veloce per vedere il più possibile del lunghissimo corteo, i visi dei presenti, gli striscioni, i canti, è tutto così pieno di vita e aspettative che i barricamenti della polizia passano in netto secondo piano. Ad un certo punto mi affianco ad una signora dell’età di 80 anni circa, ha uno sguardo risoluto e una riservatezza educata. E’ seduta su una sedia a rotelle spinta dal figlio. Chiedo gentilemnte alla signora se posso disegnarla e lei accetta: non le chiedo null’altro anche se mi piacerebbe sapere di più sul suo conto.
Spero di rincontrarla.

Fine prima parte.
parte 2

alt

Come scritto sul diario, mi fermo a disegnare in mezzo a C.so Francia tra il vociare dei manifestanti, le canzoni, i passeggini e l’aria di resistenza. Mi ripeterò in quel che scrivo, ma c’è un che di magico nell’aria, di unico, un’energia che solo così tante persone tutte insieme possono creare.
Mentre disegno vengo ripresa da un giovane barbuto e capellone, molto bello, che lavora per la Tv e mi è impossibile non notare come si camuffi perfettamente tra la folla. Mi chiedo se vengano scelti apposta da una testa coordinatrice oppure se non si tratti di naturale selezione 🙂

Una nota: rimango ferma a disegnare almeno 15 minuri e all’orizzonte ancora non si vede la fine del corteo.

Dalle finestre del corso, mute persone ci guardano sfilare, qualcuno le invita ad unirsi al corteo ma faccio fatica ad individuarlo, siamo troppi.

alt
alt

Tutti i cestini della spazzatura sono stati chiusi da un’inquietante griglia metallica; oltre che zombies feroci aggrediamo anche le pattumiere? Ad ogni modo, noto che l’immondizia viene diligentemente sistemata di lato
al cestino o ancora, nella maggior parte dei casi, i/le presenti mettono in borsa o nello zaino ciò che non riescono a buttare grazie alla griglia metallica.

A fine giornata verrò a sapere che nel corteo sono presenti volontari che, con tanta pazienza, raccolgono ciò che il Comune di Torino non ci ha permesso di gettare negli appositi cestini.

alt

A Porta Susa le camionette dei carabinieri sono tantissime.
Ritraggo una delle tante famigliole che silenziose seguono il corteo.

alt

Poco prima di piazza Solferino sento della musica e vengo a sapere che al corteo si è aggiunta una banda e si fanno chiamare: “Banda No Tav”. Intonano subito “Bella Ciao”.

In piazza ci fermiamo e anche qui, grazie al passaparola, ne scopro il motivo: la parte di corteo precedente alla mia, si ferma davanti allo schieramento militare per lasciar passare il tronco palesemente anarchico ed i/le giovani dei centri sociali, perché il sospetto è che proprio in questo posto le forze dell’ordine potrebbero manganellare. Insomma, quale momento migliore per screditare ancora di più i NoTav e gli anarchici? Perchè si sà bene che al suo interno il movimento copre frange violente e anarchiche capaci di fare chissà quali azioni indicibili!
Le idiozie sono sempre le stesse: negli anni ’30 c’erano i comunisti mangiabambini, i russi che portavano via sui loro barconi frotte di inermi pargoli da divorare, ed ora ci sono gli anarchici, i centri sociali, gli immigrati… tutti violenti, tutti ladri e tutti terroristi. Tutti da mettere dietro sbarre e reti di ferro, insomma.

“Bella ciao” questa volta viene cantato in faccia a carabinieri, polizia e guardia di finanza.

alt

In piazza Castello lascio il mio diario in mano a Simone per andare a bere alla fontanella e lui comincia a disegnare il “forno errante” NoTav, un’invenzione geniale capace di sfornare buonissime pizzette con le olive. Peccato (solo per me, ovvio) che l’attesa sia lunga, perché ne avrei assaggiata volentieri una!

Anche il “Forno Errante” è libertà NoTav 🙂 

 


Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

notav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ligéra, batterie, rapine, rapimenti e sparatorie all’ombra del Duomo: 1963-1993

Da Carmilla on line: Laura Antonella Carli, Nicola Erba ( a cura di), Atlante storico della mala milanese 1963-1993, Milieu edizioni, Milano 2025, pp. 512, 36 euro Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,A San Vittur a ciapaa i bott,dormì de can, pien de malann!…Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,sbattuu de […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin. A cura del disegnatore e fumettista Gioele Reginato

La prima pubblicazione riguarda il racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Per realizzare un sogno comune”: programma dell’incontro del 21-22 febbraio a Livorno

A partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra

Immagine di copertina per il post
Culture

La lunga frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto»

Da oggi La Lunga Frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto» è disponibile sul sito di Derive Approdi e nel tuo Infoshop di fiducia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Terra e dignità

Si tratta di un documento bilingue, in arabo e francese, sul neocolonialismo in Tunisia per il pubblico tunisino e francese, ma anche di lingua araba e francese.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Una poltrona per due” e il Natale violento del capitale

Perché ogni anno, Una poltrona per due (Trading Places, 1983), di John Landis, viene puntualmente trasmesso dalla televisione italiana in occasione della vigilia di Natale?

Immagine di copertina per il post
Culture

Emilio Quadrelli, un comunista eretico contro la guerra

Non vi può essere alcun dubbio che tutto il percorso intellettuale e politico di Emilio Quadrelli, scomparso nel 2024, si situi interamente nella scia dell’eresia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Le guerre del Nord e il futuro degli equilibri geopolitici ed economici mondiali

A ben guardare, però, lo scontro apertosi ormai da anni, per il controllo delle rotte artiche e delle materie prime custodite dal mare di ghiaccio che corrisponde al nome di Artico ricorda per più di un motivo la saga della corsa all’oro del Grande Nord che l’autore americano narrò oppure utilizzò come sfondo in molti dei suoi romanzi e racconti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il PM Padalino, il finanziere magnaccia e le fatture

Ieri abbiamo visto una vecchia conoscenza del movimento No Tav, il Pm Padalino, andare in televisione a piangere miseria per fine della sua infausta carriera, da PM anti-notav al trasferimento di forza come giudice civile all’Aquila.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Tav, I media e I voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto in Italia la capacità di dare una continuità trentennale alle ragioni della propria lotta, e la recente e partecipata manifestazione dell’8 dicembre, ventennale dall’epico sgombero popolare nel 2005 del cantiere nella piana di Venaus, ne è la dimostrazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bentornata Nicoletta!

Nella giornata di ieri è stata scarcerata Nicoletta Dosio, dopo più un anno di detenzione domiciliare scontato presso la propria abitazione di Bussoleno finalmente è libera!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia in marcia per salvare la piana di Susa

Ripubblichiamo di seguito il comunicato uscito in occasione della marcia popolare No Tav tenutasi ieri, 10 maggio, a tutela della piana di Susa.