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Studenti milanesi in piazza vs Berlusconi

 

Oggi i collettivi studenteschi sono scesi in piazza perchè non tolleriamo i continui attacchi da parte del governo alla scuola pubblica, in favore di quella privata (che addirittura in Lombardia viene finanziata con l’80% delle risorse regionali per il diritto allo studio!). Rispondiamo al premier che ci vorrebbe ignoranti, controllabili e sottomessi, che invece ci ribelliamo al modello di scuola che ci vorrebbero imporre: tagli, controriforme, smantellamento sistematico della formazione pubblica.

Per questo costruiremo assieme a tutti coloro che hanno a cuore la scuola pubblica due settimane di mobilitazione dentro alle nostre scuole fino al grande corteo del 25 Marzo. Faremo assemblee, appenderemo striscioni, organizzeremo lezioni alternative e riempiremo la didattica di tutto quello di cui ci interessa parlare: i popoli del Maghreb che si stanno liberando dei loro Rais, i magna magna delle cricche dei Berluscones, la scandalosa distribuzione delle risorse che cancella il futuro per i giovani, i diritti e la libertà delle donne e non solo.

Se la scuola pubblica ha qualche difficoltà… di chi sarà la colpa?! Forse di chi governa praticamente ininterrottamente da 17 anni?! Pretendiamo le dimissioni immediate della Gelmini, e proponiamo l’esilio del Berlusca e la redistribuzione delle sue ricchezze.

Infatti, mentre il paese tira la cinghia, le cassaforti della famiglia del Cavaliere ingrassano inesorabilmente: nel ’94 161,9 milioni di euro, oggi 1.194 milioni di euro. Per un patrimonio complessivo di 6 miliardi e 500 milioni di euro, con cui potremmo garantirci: 1.300 nuovi asili nido, 13.000 scuole messe in sicurezza e oltre 220.000 assunzioni di docenti precari.

Questo abbiamo denunciato oggi appendendo uno stiscione sotto alla sede Fininvest di via Paleocapa, protetta da un notevole schieramento delle forze dell’ordine come sempre utilizzate dal governo come guardia personale a protezione dei propri interessi.

Inoltre noi studenti non dimentichiamo i forti legami tra i dittatori nordafricani e Berlusconi, infatti davanti alla sede Unicredit e alla sede Enel di via Carducci abbiamo srotolato uno striscione con scritto: “Gheddafi & Berlusconi: soci per gli affari, le armi e il bunga bunga… Que se vayan todos”.

Le facciate sono state bersagliate di vernice rossa, come il sangue dei massacri di cui il nostro governo è complice materiale, visto che hanno matrice italiana gli aerei e i razzi usati da Gheddafi per reprimere la rivolta.

Quella di oggi era solo una tappa, ci vediamo venerdì 25 Marzo, alle 9.30 in piazza Cairoli, in una data che fa parte della tre giorni di mobilitazione europea e non solo del 24 25 e 26 Marzo contro i tagli all’istruzione e le politiche economiche. La nostra generazione dall’Europa al Maghreb non vuole accettare di vedersi rubare sold diritti e futuro dalla casta di ladri che ci governa: a Londra hanno occupato le banche mentre in Nord Africa hanno fatto cadere i Rais, insieme continueremo a farci sentire.

Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia

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