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Firenze: dopo 30 ore sul ponte di Via Baracca il comune trova una soluzione per i rifugiati

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30 ore di rigidità, di resistenza, di chiarezza verso le istituzioni da parte dei 79 rifugiati e rifugiate somale, sgomberate ieri dalla loro casa in via Baracca…

Giovani e meno giovani, chi in Italia da dieci anni e chi da due, lavoratori delle campagne, della logistica, delle cooperative, quasi sempre sfruttati e sottopagati e per questo esclusi dal mercato degli affitti… hanno dimostrato con la loro lotta che, tanto più durante una pandemia globale, se il Comune decide di buttare in strada quasi cento persone per assecondare gli interessi di banche e assicurazioni come Unipol Sai, proprietaria dell’immobile sgomberato, deve assumersene la responsabilità.

Nel pomeriggio di oggi i servizi sociali del Comune di Firenze hanno trovato una sistemazione provvisoria per tutte e tutti: 45 persone all’albergo popolare, 21 divise tra tre appartamenti tra Scandicci e Prato, e 16 in albergo a Firenze.

Una soluzione, appunto, provvisoria, per cui se il Comune non si impegnerà a trovare una prospettiva tra due settimane la situazione sarà la stessa…

Intanto però, in queste due giornate di resistenza, i rifugiati e le rifugiate somale di via Baracca con la propria determinazione hanno spinto le istituzioni a fare la loro parte. E a smetterla di considerarli invisibili. La forza che hanno espresso era impossibile da non vedere.

Da IAM

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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