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Crollo di Firenze: la destra diventa europeista quando si tratta di deregolamentare il lavoro

Cinque operai morti e tre feriti, questo è il tragico bilancio del crollo avvenuto venerdì 16 febbraio nel cantiere del supermercato Esselunga in via Mariti, a Firenze, morti che si aggiungono alla lunga lista di una strage silenziosa.

Solo nel 2023 il dato complessivo parla di 1485 morti, più di 4 ogni giorno. Il crollo del cantiere Esselunga di Firenze ha portato per ora il numero dei lavoratori morti in Italia nel 2024 già a quota 145 che salgono a 181 considerando quelli scomparsi in itinere, solo conteggiando i lavoratori regolari e in meno di cinquanta giorni.

A quanto pare nei lavori del cantiere di Firenze erano coinvolte ben 61 ditte di cui almeno 30 aziende in subappalto. Spuntano nomi di grosse realtà come Vangi, la Rdb di Pescara per i prefabbricati e tante piccole ditte individuali. I sindacati hanno puntato il dito contro il nuovo Codice degli Appalti firmato da Salvini che ha reintrodotto di fatto il subappalto a cascata.

La Lega ha risposto che: «Landini pronuncia parole disgustose. Ignora che il nuovo codice degli appalti è stato voluto dall’Europa, tanto che l’Italia era a rischio infrazione. Quelle norme nulla c’entrano con la tragedia di Firenze. Il livore ideologico della Cgil non si ferma neppure davanti alle tragedie».

E’ incredibile questa destra anti-europeista a corrente alterna: quando si tratta di deregolamentare il lavoro e di grandi opere inutili viene rispolverato il vecchio mantra “E’ l’Europa che ce lo chiede”. Eppure ricordiamo bene Salvini celebrare il risultato in pompa magna: “Dal 1° luglio entra in vigore il nuovo Codice degli Appalti, che taglia la burocrazia e accelera cantieri e lavori. […] Fiducia a piccoli comuni, sindaci e imprese, sblocco dei cantieri, norme più snelle e veloci”.

Il crollo di Firenze è purtroppo la sintesi di tutto ciò che non funziona nella giungla dell’edilizia. Secondo le ricostruzioni, a cedere sarebbe stata una trave del quarto piano dell’edificio, che avrebbe poi provocato un crollo a catena e il collasso della zona in cui gli operai stavano lavorando. Due le ipotesi al vaglio: da un lato materiali scadenti nella costruzione della trave che viene prefabricata altrove e portata poi al cantiere, dall’altro errate procedure, vi è la possibilità che la trave non fosse ancora fissata mentre gli operai erano a lavoro. In entrambi i casi si tratterebbe di stratagemmi delle ditte di abbassare i costi/tempi di lavoro.

Inoltre il crollo nel cantiere del supermercato di Firenze potrebbe avere un precedente. Sulla recinzione che percorre il perimetro dei lavori, un cartello segnala che il committente è la ditta La Villata spa, agenzia immobiliare partecipata al 100% dalla catena di supermercati Esselunga e presieduta dall’ex ministro della Giustizia nel governo Berlusconi IV, Angelino Alfano. Non è passato inosservato il nome dell’azienda, già noto per un altro incidente avvenuto in un supermercato della catena Esselunga. Un anno fa (il 10 febbraio 2023), nella zona di San Benigno a Genova, tre operai sono rimasti feriti dopo il cedimento di una delle rampe del parcheggio della nuova struttura del supermercato in costruzione. Ad assicurare ad Alfano il ruolo di rilievo sarebbero stati i buoni rapporti con Marina Sylvia Caprotti, la figlia di Bernardo Caprotti, il fondatore di Esselunga, e della moglie Giuliana Albera. Esselunga ha acquisito la società per intero alcuni mesi fa, comprando da Unicredit per 435 milioni di euro il 32,5% della quota. Dunque si tratta di una ditta interna all’impero Caprotti: per chi non conoscesse la storia della dinastia a capo della catena di supermercati rimandiamo a questo articolo, basti sapere che Esselunga è più volte finita al centro di critiche per lo sfruttamento dei lavoratori, i suoi comportamenti antisindacali e la cementificazione dei territori.

A quanto pare almeno due degli operai morti nel crollo erano privi di permesso di soggiorno e dunque lavoravano in nero all’interno di un cantiere di questa portata. Inoltre, secondo le denunce dei sindacati, molti lavoratori non erano inquadrati con contratti del settore edile, ma con quello previsto per i metalmeccanici, in tal modo le aziende pagherebbero un minore costo del lavoro. L’Asl di Firenze ha dichiarato di aver più volte condotto ispezioni all’interno dei cantieri senza riscontrare anomalie, il che ha dell’incredibile alla luce di tali e tante criticità emerse dopo il crollo.

I punti oscuri di questa vicenda sono molteplici, ma non vi è dubbio che le vite di Luigi Coclite, Taoufik Haidar, Muhamed Toukabri, Mohamed El Farhane e Bouzekri Rahimi siano state spezzate dallo sfruttamento e dal profitto. Che ce lo chieda l’Europa importa poco, chiunque favorisce questo lavoro mortifero è complice.

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