InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lost in Translation: i processi contro il soccorso in mare ed il loro uso politico

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo secondo articolo sulla vicenda processuale dell’equipaggio della nave Iuventa.

Il 2 agosto 2017 avviene il sequestro della nave SAR Iuventa segnando l’inizio della guerra tra governo italiano e ONG impegnate in missioni di soccorso nel Mediterraneo Centrale. Dal 2 agosto 2017 ad oggi circa 9000 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere le coste italiane, confermando il Mediterraneo come la frontiera più mortale del mondo. Cambiano i governi, i colori dei governanti, ma il paradigma per affrontare il fenomeno migratorio in Europa rimane sempre lo stesso: repressione, criminalizzazione e morte.

Dopo anni di indagini lo scorso 21 maggio è iniziata la prima udienza preliminare del più grande processo di sempre contro la solidarietà in mare. Tra gli imputati 21 soccorritori di tre diverse ONG: Save the Children, Medici senza Frontiere e quattro membri dell’equipaggio della Iuventa. In assenza di prove concrete, e mettendo alla sbarra soccorritori che di male hanno fatto solamente di salvare naufraghi dalla morte certa in mare, pare chiaro a tutti che il disegno repressivo rimane quello di trovare una scusa per sequestrare le navi di soccorso, intimorire gli equipaggi con accuse pesantissime, rallentare in ogni modo la fase processuale per prolungare un eventuale rientro delle imbarcazioni in zona SAR.

Foto di Janna Heiß

Dopo lo scorso 21 maggio, si sono continuati a verificare vari errori procedurali che hanno portato a ripetuti rinvii delle udienze preliminari nonché dell’interrogatorio volontario di uno degli imputati data la mancanza di un interprete adeguato e di una traduzione in lingua madre di circa il 97% degli atti dell’accusa, una cosa assurda per un caso in cui gli imputati rischiano fino a 20 anni di carcere. La mancanza di interpreti e traduttori nelle aule di giustizia è una violazione strutturale che si verifica nella maggioranza dei processi che vedono coinvolte persone di lingua straniera, che molto spesso non hanno a disposizione le risorse dei membri dell’equipaggio della Iuventa e vivono situazioni di marginalità e ostracismo sociale. A questo proposito due settimane fa è stata lanciata da Iuventa-crew la campagna europea #NoTranslationNoJustice, per denunciare quello che è un grave problema strutturale nei paesi dell’UE.  

Dopo 5 anni di indagini e una situazione che in prospettiva lascia ben poco a sperare rispetto alla durata della fase processuale, Dariush Beigui, ex capitano di iuventa, ha deciso di rilasciare una dichiarazione volontaria per accelerare i tempi della giustizia, su cui ha commentato: “Stiamo correndo il rischio di un interrogatorio volontario che potrebbe essere usato contro di noi per poter finalmente andare avanti nel caso. Riteniamo che il soccorso in mare e la fuga non siano reati e pertanto non abbiamo nulla da nascondere”. Lo scorso 29 ottobre però all’interrogatorio di quello che ricordiamo essere il più grande processo contro le ONG impegnate in missioni SAR, la questura di Trapani non ha saputo fornire di meglio che una guida turistica come interprete, in una situazione che rasenta l’assurdo dove le stesse forze dell’ordine hanno dovuto interrompere l’interrogatorio per impossibilità a continuare.

Foto di Federico Sutera

In un secondo tentativo, oggi (ieri ndr), due settimane dopo, Dariush Beigui si è recato di nuovo da Amburgo a Trapani per svolgere l’interrogatorio. Questa volta come interprete è stato fornito un ex poliziotto in pensione, di nuovo palesemente incompetente nel ruolo di traduttore. Dariush ha rilasciato la seguente dichiarazione al riguardo: “È ridicolo! La stessa procura che si è coordinata con successo con cinque diverse agenzie di polizia, comprese le unità antimafia e i servizi di intelligence, per fermare una nave di soccorso che sarebbe necessario impiegare nel soccorso, ha ripetutamente fallito nel garantire il diritto fondamentale a un processo equo. Mi sembra che non vogliano nemmeno sapere cosa ho da dire. La procura è interessata a chiarire i fatti?”

Se in Italia gli interpreti e i traduttori impegnati nei procedimenti penali guadagnano solo il 10% rispetto alla media europea, non c’è da stupirsi della grande carenza di queste figure professionali. L’Italia, insieme a Bulgaria e Romania, ha il budget più basso d’Europa per i servizi linguistici giudiziari. La stessa direttiva europea non specifica a sufficienza i suoi requisiti, dando consapevolmente agli Stati la possibilità di non agire nell’interesse degli indagati e imputati e di un processo equo.

A questo proposito Nicola Canestrini, il legale di iuventa crew ha dichiarato: “L’assistenza linguistica deve essere tale da consentire all’imputato di essere a conoscenza delle accuse contro di lui e di difendersi, in particolare permettendogli di presentare la sua versione dei fatti in tribunale: questo diritto fondamentale, garantito dal 1950 dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, è stato ripetutamente negato dall’accusa.”

Continua Kathrin Schmidt “Abbiamo il privilegio di condividere le lingue con gli avvocati. Ma è molto importante sottolineare che ci sono migliaia di persone accusate di reati simili. Le persone in fuga sono criminalizzate in Italia, Grecia e Malta. Quando vengono arrestati e detenuti, spesso non hanno un interprete, una difesa e i mezzi per contattare le loro famiglie.”

Il recente intensificarsi della repressione da parte dell’Italia nei confronti delle ONG che mostrano solidarietà verso le persone in movimento, fa parte di una lunga e ingloriosa storia di criminalizzazione nei Paesi dell’UE.  Sebbene le indagini contro le organizzazioni civili di soccorso siano sempre oggetto di grande attenzione da parte dei media, nessuno dei procedimenti si è finora concluso con una condanna.

“Qual è il valore dei blocchi, dei sequestri e delle incriminazioni? Sembra risiedere più nello sfruttamento politico delle falsità e della creazione di un clima d’odio che nella ricerca della giustizia. Prendere di mira le ONG serve a giustificare le vergognose decisioni politiche di oggi e a scatenare nuovamente un attacco che criminalizza le persone in movimento e quelle in solidarietà con loro.” dice invece Sascha Girke, ex capo missione di Iuventa.

Dopo che l’equipaggio della Iuventa aveva denunciato queste circostanze inaccettabili, anche gli osservatori internazionali del processo ed EULITA, l’Associazione europea degli interpreti e traduttori legali, avevano condiviso questa valutazione. Nonostante tali critiche, anche il tentativo di oggi è fallito. Anche in questo caso non è stata fornita un’interpretazione adeguata. Sia in mare che nelle aule di tribunale, l’Italia non è in grado di garantire i diritti fondamentali dell’uomo.

Iuventa Crew

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

Iuventamigrantisoccorso in maretrapanitribunale

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Trieste: in Via Gioia uno spazio di accoglienza negato a due passi dal Silos

A Trieste, città di frontiera che non si riconosce tale, vogliamo mostrare che trovare uno spazio dove accogliere le persone migranti è possibile.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Assemblea nazionale di Non Una di Meno a Bologna. Sabato la “passeggiata arrabbiata”

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2024 due giornate di Assemblea Nazionale organizzate dalla realtà transfemminista Non Una di Meno, presso le aule universitarie di Bologna.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Aborto: il convegno promosso dalla Lega a Montecitorio e’ “l’ennesimo tentativo di normalizzare l’antiabortismo nel nostro paese”

Martedì 23 gennaio, nella sala conferenze della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno antiabortista organizzato dal Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli e promosso dalla Lega.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Mai più zitte, mai più sole!

Non una di Meno torna in piazza.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Non Una Di Meno rilancia: mai più sole mai più zitte

Il 16 dicembre Non Una di Meno invita nuovamente a scendere in piazza contro la violenza sulle donne e di genere.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Firme false e assistenza inesistente per i reclusi: la Procura indaga sul Cpr di Milano

Il primo dicembre la Guardia di Finanza ha perquisito la struttura per acquisire documentazione. Il reato ipotizzato per l’ente gestore Martinina è frode in atto pubblico. Un’inchiesta di Altreconomia aveva svelato le “false promesse” della società alla prefettura di Milano

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Una marea in tutta Italia contro la violenza di genere.

Ieri, 25 novembre giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, oltre ai due cortei nazionali indetti dalla rete di Non Una Di Meno a Roma e a Messina tantissime piazze della penisola si sono riempite di decine di migliaia di persone, come a Milano e Torino, iniziative e cortei anche a Genova, Parma, Perugia, […]

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

La marea transfemminista inonda Roma. Non Una Di Meno: “Siamo almeno 500 mila”

Con in testa un grande striscione “Transfemministe ingovernabili” è partito questo sabato pomeriggio dal Circo Massimo di Roma l’imponente corteo di Non Una Di Meno contro la violenza sulle donne e la violenza di genere, in occasione della giornata del 25 novembre.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Se domani non torno, distruggi tutto.

Anche a Torino appuntamento per una manifestazione contro la violenza patriarcale sabato 25 novembre alle ore 15 da piazza Carlo Felice.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Oltre la denuncia: considerazioni sul “risarcimento” agli stupri delle donne congolesi.

La notizia di qualche settimana fa rispetto alle donne abusate sessualmente in Congo nel quadro di un intervento dell’OMS per la battaglia contro l’ebola e il conseguente risarcimento di 250 dollari ciascuna ha rotto una serie di tabu sui quali abbiamo voluto approfondire insieme a Simona Taliani, docente dell’università di Torino del dipartimento Culture, Politiche e Società.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

L’accusa si basa su testimoni compromessi – Il processo Iuventa si sgretola!

L’audizione ha contribuito a far emergere i secondi fini e la assoluta mancanza di credibilità dei testimoni su cui l’accusa ha costruito l’intero caso.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

“In cella con il guinzaglio”. Lettera di Ilaria Salis dal carcere di Budapest

Dal carcere di Budapest, dove soggiorna ormai da undici mesi, Ilaria Salis è tornata a scrivere ai suoi avvocati.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La quadratura della rete: criminalizzazione e sorveglianza tecnologica

Analiziamo alcuni dei passaggi chiave che hanno attraversato la societa’ francese a partire dagli attentati di Parigi del 2015 per capire come hanno influenzato il sistema di sorveglianza tecnologica fino ad arrivare ai piu’ recenti processi a carico di attivist*.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

L’anomalia giudiziaria modenese

Alla luce delle centinaia di imputazioni che nel giro di pochi anni hanno coinvolto militanti, lavoratori e lavoratrici nel modenese, pubblichiamo la segnalazione ricevuta di una iniziativa pubblica che si terrà sabato 25 novembre a Modena per richiamare l’attenzione sul livello repressivo a cui si è giunti in città.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Processo agli studenti per i fatti dell’Unione Industriale: emessa la sentenza

Si è concluso ieri il processo di I grado che vedeva imputati 11 giovani per gli scontri davanti all’Unione Industriale nel febbraio 2022, durante una manifestazione contro l’alternanza scuola-lavoro e per protestare contro le morti di 2 giovani studenti vittime nello svolgimento dei loro stage.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stati Uniti: 57 oppositori alla “Cop City” a giudizio

Circa sessanta persone sono state convocate in tribunale ad Atlanta il 6 novembre. Il loro crimine: essersi battuti contro la costruzione di Cop City, un enorme centro di addestramento per agenti di polizia che avrebbe distrutto la foresta.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Una prigione per migranti in Albania

Ieri la presidente del consiglio dei ministri Meloni ha sottoscritto con il primo ministro albanese Rama un protocollo per la gestione in territorio albanese dei migranti ripescati in mare dalla Marina Militare e dalla Guardia di Finanza.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Mimmo Lucano: la Corte d’Appello sconfessa la sentenza di primo grado e le richieste dell’accusa

Crollano in appello le accuse contestate all’ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano.