InfoAut
Immagine di copertina per il post

Opporsi al ponte sullo Stretto costa: 340mila euro!

La storia del Ponte sullo Stretto si arricchisce di una nuova, incredibile pagina.

di Peppe Marra, da Volere la Luna

Presentato come un’opera strategica, il Ponte è in realtà un grande inganno (https://volerelaluna.it/controcanto/2024/02/15/messina-linganno-del-ponte/), tali e tante sono le criticità legate alla sua realizzazione. In sintesi: il territorio dello Stretto è una zona ad alto rischio sismico e costruire una struttura di queste dimensioni su un’area così instabile potrebbe avere conseguenze disastrose. Inoltre, la spesa prevista per il progetto supera i 14 miliardi di euro, fondi che potrebbero essere destinati a potenziare infrastrutture esistenti, come le reti ferroviarie e stradali, o a migliorare i servizi pubblici per i cittadini. E invece, nonostante le promesse di fantomatici investimenti privati, i soldi li stanno prendendo proprio dai Fondi di Coesione e Sviluppo di Calabria e Sicilia! A queste preoccupazioni si aggiunge l’impatto ambientale: il Ponte modificherebbe in modo irreversibile un ecosistema unico, mettendo a rischio la flora e la fauna dello Stretto, oltre a compromettere la bellezza paesaggistica di un’area di straordinario valore naturale e culturale. La realizzazione dell’opera comporterebbe anche la demolizione di interi quartieri e lo spostamento di famiglie per dei cantieri che, una volta aperti, non si chiuderebbero mai. Infine, ma non ultimo per importanza, da quando si parla di Ponte il traffico nello Stretto si è notevolmente ridimensionato, grazie alle autostrade del mare e alle nuove rotte aeroportuali, e un investimento di tale portata serve solo ed esclusivamente a progettisti e ditte costruttrici, non certo al popolo italiano (https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2023/10/04/quel-fantomatico-ponte-tra-scilla-e-cariddi-resuscitato-da-matteo-salvini/).

In questa situazione, considerato che il progetto va avanti a colpi di decreti legge e approvazioni “politiche”, piuttosto che grazie all’evoluzione tecnologica e alla scienza (https://volerelaluna.it/commenti/2023/03/24/il-ponte-di-messina-una-balla-ad-alto-impatto-mediatico/), a giugno dello scorso anno 104 cittadine e cittadini dello Stretto hanno proposto un’azione inibitoria collettiva al Tribunale delle Imprese di Roma per chiedere«la cessazione immediata da parte della società Stretto di Messina, di ogni atto o comportamento pregiudizievole dei diritti e degli interessi collettivi» e «di ogni attività tendente all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo» e di accertare «la responsabilità della società e il danno ingiusto causato per la violazione del dovere di diligenza, correttezza e buona fede».

Ma il Tribunale delle imprese ha ritenuto l’azione prematura, non essendo stato ancora approvato il progetto definitivo, rigettando così il ricorso e condannando i ricorrenti al pagamento di oltre 340mila euro di spese legali (sì, avete letto bene, 340mila euro!). La portata della sentenza è evidente. Non si tratta solo di una questione economica, ma di un atto che rischia di scoraggiare future azioni collettive di cittadini preoccupati per le conseguenze ambientali, sociali ed economiche di grandi opere.

Per sostenere i 104 cittadini coinvolti (e, insieme, per dare una risposta politica alla condanna) il Movimento No Ponte ha lanciato una campagna di crowdfunding (sulla piattaforma produzionidalbasso.com). L’obiettivo è di raccogliere i fondi necessari a coprire le spese legali, ma anche di mantenere viva l’attenzione su una vicenda che riguarda il diritto alla partecipazione democratica e alla difesa dei beni comuni. L’iniziativa, dunque, non è solo un aiuto economico: è un atto di solidarietà verso chi ha scelto di mettersi in prima linea per il bene collettivo. Per questo, oltre a contribuire alla raccolta, è importante far conoscere la vicenda e diffondere l’appello a contribuire al crowdfunding. Ogni contributo economico, anche piccolo, e ogni attività diretta ad accrescere la conoscenza è un segnale di supporto e di partecipazione attiva, a dimostrazione che la società civile non resta indifferente di fronte a decisioni che minacciano il futuro del territorio e dei suoi abitanti. La mobilitazione andrà avanti fino al 30 giugno, data in cui è fissata l’udienza per la decisione sul ricorso.

La storia dei 104 è la storia di una lotta civile per la giustizia e la trasparenza. Ma, in un momento storico in cui le grandi opere vengono spesso imposte senza un reale dibattito pubblico e senza considerare le esigenze delle comunità locali, la vicenda del Ponte sullo Stretto assume un significato ancora più profondo. È il simbolo di una lotta per la tutela del territorio, per l’uso responsabile delle risorse pubbliche e per la difesa dei diritti dei cittadini. Sostenere il Movimento No Ponte significa anche schierarsi contro un modello di sviluppo che privilegia gli interessi economici di pochi a scapito del bene comune. È un’opportunità per dimostrare che un’altra idea di futuro, fondata sulla partecipazione, sul rispetto dell’ambiente e sulla giustizia sociale, è possibile.

Questo il link per accedere alcrowdfundinghttps://sostieni.link/37455.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Messinano pontereggio calabriasalvinitribunale

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”.Blocchi e identificazioni ma il movimento rilancia e ribadisce “La lotta rende giovani”

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

25 luglio: in marcia verso i cantieri della devastazione

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tre giorni in Basilicata a Luglio su energia, territori e resistenze

Riceviamo e pubblichiamo un invito a partecipare a tre giorni in Basilicata a Luglio: “Spinoso Piazza di Energia Civica: Petrolio, Salute, Democrazia”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt

Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Crisi climatica: il peso del consumo di suolo e il costo umano delle isole di calore. Intervista a Paolo Pileri

Ancora caldo estremo in Europa, soprattutto in Spagna, alle prese oggi con temperature fino a 44 gradi tra Aragona, Catalogna e Valencia.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Faida: alcune tesi sulla crisi (definitiva?) della Lega-Parte 2

In una minuscola frazione dell’Aspromonte un giovane sulla trentina viaggia a dieci km orari a bordo del suo Jimny scalcagnato. Sono le 22, l’aria gelata dell’inverno sta sferzando le cime degli ulivi. I finestrini dell’auto sono appannati. Lui non deve andare da nessuna parte, non deve raggiungere parenti o amici: molti di loro si sono trasferiti in città, altri sono al Nord, forse torneranno per le ferie di Natale. Una grande cappa di solitudine lo avvolge, lo opprime. Si chiede, quando è solo, sempre più solo, se il resto del mondo sappia cosa vuol dire vivere così, abitare in un paese morente senza la possibilità, l’intenzione o la forza di andarsene.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Faida. Alcune tesi sulla crisi (definitiva?) della Lega – Parte 1

Faida è una delle parole germaniche che è sopravvissuta nell’italiano odierno. La sua sopravvivenza è dovuta probabilmente al fatto che per lungo tempo ha rappresentato un istituto giuridico preciso nelle culture germaniche. Infatti, mentre noi usiamo comunemente faida come la definizione di uno scontro brutale e prolungato tra due gruppi di persone (si pensi alle “faide familiari”, o quelle tra le cosche mafiose), il suo significato originale indica il diritto, per un privato, di ottenere soddisfazione per un torto subito ricorrendo all’uso della forza. Una sorta di “giustizia privata”.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Sul Generale

Ad una settimana dal raduno nazionale del partito fondato dal Generale proviamo a ragionare attorno alla sua figura e alla traiettoria politica di Futuro Nazionale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La frana in Molise e il prezzo della speculazione sui territori

Nonostante le aspettative tragiche del nostro governo, che prevedeva mesi e mesi di lavori per ripristinare la viabilità della costa adriatica, l’autostrada e la ferrovia nei pressi di Petacciato sono state riaperte entro 5 giorni dalla frana. Questo, tuttavia, fa emergere forti contraddizioni circa il monitoraggio e la tutela dei territori a rischio idrogeologico.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: SUD e GIÙ!

È molto più efficace porsi le domande giuste che trovare risposte consolatorie.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: migliaia in manifestazione contro il progetto del Ponte sullo Stretto

Migliaia di persone hanno partecipato nel pomeriggio del 29 novembre 2025 alla manifestazione contro il ponte sullo Stretto a Messina.  

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Sud unito contro il ponte. Vogliamo casa, lavoro, ambiente e sanità

La mobilitazione contro il ponte sullo Stretto è, oggi, uno spazio politico cruciale per la resistenza e il riscatto del Sud.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno: pratiche di lotta, agibilità politica e repressione

Riflessioni a margine della doppia visita di Salvini a Livorno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salvini contestato a Livorno per il suo sostegno allo stato sionista

Dopo due settimane di mobilitazioni, in una data simbolica come quella del 7 ottobre, Salvini è arrivato a Livorno.