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I conflitti del lavoro Ai. Una grossa vittoria sindacale dei lavoratori dei chip in Asia Orientale

Riprendiamo da Acta questa importante traduzione di un articolo di Joyce Lee e Brenda Goh sulle lotte sindacali sudcoreane dentro le aziende big tech.

L’articolo originale in inglese non parla direttamente di IA, ma è comunque utile nel rintracciare il lavoro umano in ciò che è apparentemente inumano, come viene già descritto dalla redazione di Acta nella loro di introduzione.

Riteniamo che l’IA costituisca una sfida per l’interpretazione della legge del valore e del ruolo soggettivo del lavoro vivo. Il punto di vista materialista deve saper cogliere gli anelli deboli di una tecnologia che appare come imponente, eterea e distante, ma che in ultima istanza è più vicina e più concreta di quanto possa sembrare. Misurarsi con l’analisi della  nuova composizione tecnica è un passo importante per la lotta contro la striscia di devastazione che porta con sé l’IA.

Allora questa traduzione si inserisce nell’ottica di una mappatura globale delle lotte interne alla produzione dell’Intelligenza Artificiale generativa, che vanno dalle proteste negli USA contro la costruzione dei data center fino all’approvazione da parte della regione Lombardia alla costruzione del primo data center italiano dedicato ai Large Language Model; una decisione da tenere più che mai d’occhio.
Buona Lettura!

da Actamedia

Abbiamo tradotto l’articolo “L’accordo sui pagamenti Samsung segna un cambiamento epocale per la Corea del Sud, rafforzando i sindacati” di Joyce Lee e Brenda Goh uscito il 27 maggio su Reuters, che ricostruisce la vertenza sviluppatasi dentro Samsung e conclusasi con una vittoria del sindacato mediata da un intervento del governo di fronte alla minaccia di uno sciopero di settimane che avrebbe potuto bloccare e danneggiare gravemente un pezzo cruciale dell’industria dell’Intelligenza Artificiale. Oltre alle specificità del contesto nel quale è avvenuta la lotta, l’articolo è utile perché ci ricorda che dietro alla “magia” dell’AI ci sono sempre enormi quote di lavoro umano, spesso estremamente sfruttato, sottopagato, esposto a gravi costi per la salute. Che, tuttavia, si può ribellare e organizzare, e dunque influenzare l’evoluzione di questa tecnologia.

SEOUL, 27 maggio (Reuters)

L’accordo che Samsung Electronics ha raggiunto con il suo sindacato evita uno sciopero di massa e garantisce ai lavoratori dei chip di memoria bonus molto elevati. Inoltre, apre un vaso di Pandora per le aziende della Corea del Sud, paese noto per le dure trattative salariali.

I lavoratori sindacalizzati di Samsung hanno votato a favore dell’intesa mediata dal governo mercoledì, segnando la prima grande vittoria per un sindacato dell’azienda. Ancora più significativo, è solo la seconda volta che una grande impresa sudcoreana accetta formalmente di riconoscere ai lavoratori una percentuale fissa dell’utile operativo.

Con i profitti in forte aumento grazie al boom dell’intelligenza artificiale e sotto pressione per ridurre il divario nei bonus con la rivale produttrice di chip SK Hynix, Samsung ha accettato di destinare il 10,5% del proprio utile operativo nel settore dei semiconduttori a bonus straordinari per i lavoratori. Alcuni dipendenti del settore memoria riceveranno bonus complessivi fino a 416.000 dollari.

È stato inoltre abolito un tetto che limitava i bonus speciali legati alle performance di un’unità al 50% dello stipendio del lavoratore. L’accordo copre inoltre 10 anni di remunerazioni.

UN NUOVO INCENDIO MENTRE CADONO LE CERTEZZE

Queste decisioni di Samsung – un punto di riferimento per l’industria sudcoreana -potrebbero irrigidire le posizioni di altri sindacati nazionali, che chiedono anch’essi che i lavoratori partecipino agli utili operativi, e potrebbero incoraggiarne altri a fare lo stesso.

“Potrebbe innescare un nuovo incendio in altre grandi aziende coreane”, ha dichiarato Kim Keechang, professore di diritto presso la Korea University. “Potrebbe essere solo l’inizio.”

Ha osservato che l’accordo va contro norme globali consolidate sulla distribuzione degli utili aziendali. I bonus di solito vengono calcolati dopo il pagamento delle tasse, e di fatto i lavoratori dei chip Samsung hanno “saltato la fila” nel rivendicare la loro quota della ricchezza aziendale.

Persino il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, tradizionalmente vicino ai sindacati, aveva espresso preoccupazione prima della conclusione dell’accordo.

“Condividere istituzionalmente una certa proporzione dell’utile operativo prima di detrarre le imposte, che potrebbe essere definita la quota comune del pubblico — è qualcosa che nemmeno gli investitori possono fare”, ha detto Lee durante una riunione di governo la scorsa settimana. “Anche gli investitori ricevono dividendi dall’utile netto dopo le tasse, non è così?”

I gruppi imprenditoriali sono in allarme.

“Questo accordo riflette circostanze particolari di Samsung Electronics e i gruppi sindacali non dovrebbero generalizzarlo né diffondere richieste eccessive di bonus nell’industria”, ha dichiarato la Korea Enterprises Federation.

ALTRI SINDACATI VOGLIONO ACCORDI SIMILI

Samsung potrebbe non aver avuto altra scelta che cedere, con i lavoratori dei chip di memoria furiosi per il divario nei bonus con SK Hynix e, secondo il sindacato, in fuga massiccia verso la concorrente. Senza l’accordo, meno generoso rispetto a quello di SK Hynix, 48.000 lavoratori avrebbero scioperato per 18 giorni.

Secondo i media, SK Hynix lo scorso anno ha destinato il 10% dell’utile operativo ai bonus, modificando il tetto precedente. Con la nuova struttura retributiva, i lavoratori dei chip avrebbero ricevuto bonus pari a quasi il 3.000% del loro stipendio base nell’ultimo esercizio.

SK Hynix non ha risposto a una richiesta di commento sulla propria struttura salariale.

Il dilemma dei bonus, si potrebbe pensare, dovrebbe riguardare solo Samsung e SK Hynix – i principali beneficiari sudcoreani degli enormi investimenti nell’IA. Tuttavia, anche altri sindacati stanno avanzando richieste simili.

In una disputa presso il gigante di internet Kakao, una delle opzioni discusse con il management è la distribuzione del 10% dell’utile operativo in bonus, ha dichiarato il sindacato. I lavoratori dell’azienda e di quattro affiliate hanno minacciato lo sciopero se le loro richieste non saranno soddisfatte.

I sindacati dell’operatore telecom LG Uplus e del grande costruttore navale HD Hyundai Heavy Industries hanno dichiarato di volere almeno il 30% dell’utile operativo destinato alla remunerazione legata alle performance, tra le altre richieste. Le trattative salariali in LG Uplus sono in corso, mentre quelle in HD Hyundai Heavy dovrebbero iniziare il mese prossimo.

Alla Samsung Biologics, i lavoratori hanno scioperato per cinque giorni questo mese chiedendo, tra le altre cose, il 20% dell’utile operativo come bonus. Il management non ha ceduto e la disputa continua, con i dipendenti che rifiutano straordinari e lavoro nei giorni festivi.

UNA NUOVA LEGGE PROMETTE PIÙ ATTIVITÀ SINDACALE

Circa il 13% della forza lavoro sudcoreana era sindacalizzata nel 2024, secondo i dati governativi – una percentuale leggermente inferiore alla media OCSE. Tuttavia, i sindacati scioperano molto più frequentemente rispetto, ad esempio, ai lavoratori del vicino Giappone – un fattore citato da aziende straniere come deterrente agli investimenti.

La militanza dei sindacati sudcoreani affonda le radici nel risentimento storico della popolazione verso i potenti chaebol(conglomerati) che dominano l’economia e che i lavoratori percepiscono come troppo autoritari per ascoltare richieste che non siano accompagnate da azioni energiche.

L’attività sindacale tradizionale è aumentata quest’anno, con 113 richieste di mediazione depositate a febbraio rispetto alle 105 dello stesso mese dell’anno precedente.

Inoltre, il nuovo Yellow Envelope Act – così chiamato per le buste usate dai cittadini per inviare fondi a un sindacato coinvolto in una disputa nota – è entrato in vigore a marzo e dovrebbe alimentare tensioni nelle relazioni industriali.

La legge estende le tutele ai subappaltatori e rende più difficile per le aziende reagire finanziariamente contro lavoratori in sciopero.

Infatti, il giorno stesso dell’entrata in vigore, circa 400 gruppi sindacali di subappaltatori, con un totale di 81.600 membri, hanno richiesto negoziati salariali con il management, secondo il Korea Labor Institute.

I diritti dei subappaltatori a una maggiore quota degli utili potrebbero aprire un nuovo fronte nelle trattative salariali per Samsung, che deve anche affrontare il malcontento in altre divisioni e tra gli azionisti.

“La crescita e la produzione di Samsung Electronics sono il risultato del lavoro congiunto di molte aziende partner e lavoratori”, ha dichiarato la Federation of Korean Trade Unions dopo l’accordo. Ha chiesto misure per garantire che “i frutti delle performance possano essere equamente distribuiti ai lavoratori delle aziende partner”.

In risposta a questo malcontento, Samsung ha annunciato mercoledì la creazione di un fondo da 3 miliardi di dollari per investire in un ecosistema a supporto dei fornitori e delle fasce svantaggiate in Corea del Sud, oltre che nello sviluppo di talenti futuri.

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