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Bergamo, corteo antifascista contro Forza Nuova e Casapound

Mentre in città da poco è stata autorizzata l’apertura della nuova sede dell’organizzazione fascista di Casapound, le reti cittadine che si oppongono quotidianamente a fascismo e razzismo si sono unite per far sentire forte e chiaro il loro dissenso e il desiderio che le diverse sezioni dell’estrema destra in città vengano immediatamente chiuse: a poco è servito dunque il divieto arrivato dalla questura a pochi giorni dalla manifestazione (già autorizzata nel suo percorso originario fino a piazzale Oberdan), che ha imposto l’arrivo in piazza Santo Spirito, adducendo come motivazione i disagi al traffico.

Il corteo è partito nel primo pomeriggio dal piazzale della Malpensata, per poi attraversare il quartiere meticcio di via Quarenghi, punto in cui si è dichiarata solidarietà a tutti i cittadini extracomunitari lì residenti e si sono prese invece le distanze dalle retoriche razziste e xenofobe che le organizzazioni fasciste propongono come schema da seguire.

Successivamente la manifestazione è arrivata in Porta Nuova: qui è stato denunciato il fatto che il Cral, il Circolo Culturale e Ricreativo dei Lavoratori ATB Bergamo, ha organizzato dei pullman per recarsi a Predappio, cosa che ha ovviamente suscitato sdegno tra diversi lavoratori.

In Porta Nuova si è tenuto anche l’intervento di Angelo Bendotti dell’Isrec, che ha ribadito l’importanza di praticare i valori dell’antifascismo oggi, scagionandoli, se mai ce ne fosse bisogno, da ogni accusa di anacronismo. Poi, passando davanti alla sede di Italcementi, ha voluto ricordare l’attuale situazione dell’azienda, ceduta mesi fa da Pesenti al colosso tedesco Heidelberg Cement, lasciando di fatto centinaia di persone in una situazione d’incertezza riguardo i loro posti di lavoro. Infine il corteo si è concluso in piazzetta Santo Spirito, vicino alla lapide per Ferruccio dell’Orto.

Si è inoltre voluto ricordare come ancora Bergamo “vanti” tra i suoi cittadini onorari Benito Mussolini e la raccolta firme – promossa dall’Isrec e a cui varie realtà bergamasche hanno aderito – che da mesi sta cercando di fare in modo di revocare tale cittadinanza. La rete di realtà antifasciste Aldo dice 26×1 era presente in piazza e ha ribadito l’importanza e la necessità di questo gesto, che non vuole e non può cancellare né modificare la storia, come invece il sindaco Gori aveva dichiarato in opposizione a questa richiesta.

La manifestazione è stata comunicativa, e ha dimostrato che la città di Bergamo è ancora una volta sensibile e reattiva alle ciance dei gruppi neofascisti quali Forza Nuova e Casapound, che con le loro azioni e il loro operato non fanno altro che diffondere un messaggio d’odio e di intolleranza, senza però dare risposta ai problemi concreti del territorio.

da bgreport.org

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