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Assedio, cariche, occupazioni: Bologna si solleva contro l’austerità!

Corteo selvaggio e meticcio quello di oggi, con le prime file del corteo a raccontare la reciprocità tra i facchini in lotta contro il sistema mafioso delle cooperative e gli occupanti di case, tra gli studenti in lotta nei licei e all’università e i comitati contro la costruzione di grandi opere inutili, tra i militanti del sindacalismo conflittuale e quelli dei centri sociali.

Una giornata di Sollevazione, come scritto nell’appello che invitava a scendere in piazza oggi. Una giornata che ha visto più di un migliaio di persone scandire con forza slogan contro le politiche di austerità delle quali è assolutamente promotrice e complice anche l’amministrazione Merola. Una giornata che poneva una domanda forte, quella sul Chi decide? in merito alla gestione delle risorse pubbliche.

Laboratorio Crash, Usb, collettivi studenteschi come Cua Cas e Hobo, AsiaUsb, lo studentato Occupato Taksim, il progetto Social Log occupato da ieri in Viale Masini 10/B, il comitato No People Mover..tanti soggetti politici quotidianamente in prima fila per i diritti sociali hanno oggi contribuito al manifestarsi di una piazza davvero forte.

Davanti all’occupazione di AsiaUsb in via Irnerio si sono ribadite ancora una volta le cifre drammatiche dell’emergenza abitativa bolognese, scandite con forza anche dagli interventi effettuati dagli occupanti di Social Log. Davanti invece allo studentato occupato Taksim fuochi d’artificio e uno striscione srotolato dal tetto con scritto “Questa università non è un albergo, alloggi libri mensa li paghi l’Er.Go.”

Una volta arrivati di fronte alle porte del Comune, ovviamente serrate come da prassi delle istituzioni di fronte alle richieste popolari, la violenza della polizia si è mostrata l’unica risposta capace di allontanare i manifestanti che assediavano l’entrata al grido di : “Casa, reddito, dignità!”. Ma nemmeno le manganellate sono riuscite a smorzare la rabbia di chi era in piazza e ha poi voluto simbolicamente prendersi uno spazio pubblico centrale come la biblioteca comunale per portarvi contenuti di rottura alle sofferenze del presente, ma anche le tende per accamparvisi per tutta la notte.

L’assessore comunale al Welfare Frascaroli (in quota SeL) ha provato in maniera ipocrita a rimanere in Sala Borsa occupata, venendo poi immediatamente scacciata fuori dagli occupanti che hanno testimoniato per l’ennesima volta la loro completa mancanza di fiducia nei confronti di istituzioni assenti di fronte alle emergenze sociali che vivono in città.

E’ in corso intanto un’assemblea pubblica in Sala Borsa Occupata che farà il punto sulle ragioni della mobilitazione e per tornare a scandire ancora una volta l’unica grande opera che chi è sceso oggi in piazza a Bologna vuole vedere realizzata: Casa, Reddito, Dignità! Emergono intanto le prime date di rilancio: la 3 giorni di UniverCity Uprising a Roma che vedrà partire un pullman di studenti da Bologna per raggiungere la capitale, l’8 dicembre una giornata di lotta al fianco dei lavoratori precari costretti a non riposare neanche in occasione delle festività, il 12 dicembre con la giornata di boicottaggio nazione della Granarolo e lo stesso 12 dicembre con una nuova assemblea delle lotte sociali delle città.

L’impressione è che anche a Bologna ormai si sta consolidando quel metodo di reciprocità e iniziativa collettiva capace di aprire uno spazio ampio e antagonista di conflitto sociale proprio come accaduto a Roma il 18-19 ottobre. Non è un caso che un solo striscione apriva il corteo “una sola grande opera: casa, reddito e dignità” che gli antagonisti e le antagoniste promettono di portare presto al palazzo della regione Emilia Romagna… per cingerla in assedio!

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