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Bianco e nero. Storia dell’identità razziale degli italiani

Giovedì 20 febbraio h 18


Vogliamo confrontarci sulle origini e le radici del razzismo e dell’identità razziale degli italiani, a partire dal libro “Bianco e nero. Storia dell’identità razziale degli italiani” di Gaia Giuliani e Cristina Lombardi-Diop.
 

Il volume ricostruisce la storia culturale e politica dell’identità razziale degli italiani dal periodo unitario al boom economico, passando per il fascismo e il dopoguerra. Esso unisce la ricerca e le competenze di due studiose italiane di formazione diversa e complementare: muovendo entrambe dagli studi culturali, dagli studi critici su razza e bianchezza e dagli studi di genere, Gaia Giuliani esamina le teorie scientifiche e politiche sulla razza al fine di tracciare i processi di identificazione razziale in atto nel discorso pubblico dall’Unità al 1936; Cristina Lombardi-Diop prende in considerazione le pratiche discorsive medico-scientifiche, la letteratura coloniale e l’iconografia legata ai consumi e alle pratiche del quotidiano allo scopo di mappare i processi di razzizzazione che dal 1936 al 1965 si affermano nella cultura diffusa e di massa. L’obiettivo del volume è quello di fornire uno strumento interpretativo fondamentale per la comprensione delle radici storiche e culturali e delle forme attuali del razzismo in Italia.

Ne parleremo con:

Gaia Giuliani
Liliana Ellena
Gabriele Proglio
 

Gaia Giuliani ha conseguito il dottorato all’Università di Torino, proseguendo la propria carriera accademica prima presso l’Università di Bologna e poi presso la University of Technology of Sydney. Il suo campo di ricerca coniuga una serie di discipline tra cui la filosofia politica, gli studi critici sulla razza e gli studi di genere. Ha pubblicato una monografia e una serie di saggi sul razzismo nell’India britannica, in Australia, nell’Italia fascista e nell’Europa contemporanea.

Liliana Ellena si occupa di studi coloniali e postcoloniali, con particolare riferimento al periodo fascista, alla memoria del colonialismo nel cinema europeo, e alla storia dei movimenti delle donne in prospettiva transnazionale. Ha curato la nuova edizione di Frantz Fanon, I dannati della terra, Torino, Einaudi, 2007, e con Elena Petricola Donne di mondo. Percorsi transnazionali dei femminismi, numero monografico della rivista «Zapruder», 13 (2007), oltre a numerosi saggi tra cui Spazi e frontiere della storia dei movimenti delle donne, in «Quaderno di Storia Contemporanea», 40 (2006). Tra i lavori più recenti è l’autrice di “White Women Listen!” La linea del genere negli studi postcoloniali, in Gli studi postcoloniali: un’introduzione, Firenze, Le Lettere, 2010 ed è co-curatrice con Alexander Geppert e Luisa Passerini del volume New Dangerous Liasons. Discourses on Europe and Love in the Last Century, Oxford-New York, Berghahn Books, 2010. Collabora con il Cirsde e fa parte del comitato scientifico dell’associazione Archivio delle Donne in Piemonte.

Gabriele Proglio attualmente è dottorando in Storia Culturale presso l’Univesità di Torino e l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Si occupa di immaginari coloniali e postcoloniali, di memorie collettive e di storia orale. Ha pubblicato saggi e articoli sul periodo coloniale, sulla francofonia e sugli studi postcoloniali. Coordina presso l’Ateneo torinese il laboratorio interfacoltà “Le città (in)visibili”. E’ autore del libro “Memorie oltre confine. La letteratura postcoloniale in prospettiva storica”.

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