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Bologna: Nella gioia e nella rabbia. 3 giorni di università ribelle per Francesco e le lotte di oggi

 

► 10 marzo @ via Zamboni 32

• ore 15: Dibattito con Bifo “Tecnologizzazione del lavoro: tra disoccupazione di massa e rifiuto del lavoro, tra espulsioni e nuove possibilità di liberazione”

• Ore 18: Inaugurazione mostra “Beat Hippy Autonomi Punk: la storia delle quattro controculture che hanno rivoluzionato il modo di leggere e vivere il mondo”

• Dalle 19.30: Aperitivo con reading di Philopat & Duka

• Ore 21: Discussione con Tano d’Amico: “Nella gioia e nella rabbia. Lo sguardo, la fotografia, le immagini, nella costruzione della realtà dei movimenti sociali dagli anni Settanta a oggi”
“Foto in movimento”: durante tutta l’iniziativa saranno proiettate le foto di Tano d’Amico.

► 11 marzo @ via Zamboni

• Dalle 13: Reclaim the streets! Pranzo sociale, live painting by Aladin (Roma) e Volkswriterz (Milano), restauro dei murales di Kobane e Lorusso, stand radio Infoaut con musica e voci ed esposizione della mostra fotografica “movimenti e lotte a Bologna 2014 -2015” fotografie di Michele Lapini.

• Ore 18 @ piazza Verdi: Corteo “Francesco vive nelle lotte”

• Ore 20.30 @ via Zamboni 38: Presentazione libro “Curre curre guagliò, storie dei 99 Posse” con l’autore Rosario Dello Iacovo e Zulù

• A seguire Dj Set su via Zamboni
ore 22:00 Tenko e Scriba (from Bari)
ore 23:00 Zulù (from 99 posse)

► 12 marzo @ via Zamboni 38
• ore 16: Incontro con Valerio Romitelli sul ruolo della memoria storica nella costruzione del presente, a partire dal suo libro “L’odio per i partigiani”

• ore 18: Dibattito “La casa: un diritto da conquistare da sempre! La lotta per l’abitare dagli anni ’60 ai giorni nostri.” Introduzione di Radio Infoaut. Intervengono: Archivio Lorusso – Giuliani e Social Log Bologna.

• ore 19: Aperitivo con reading teatrali da Bologna fatti nostri.

• ore 21: presentazione del libro e del video “Pedro vive nelle lotte” insieme al collettivo Scatenati di Padova. Nel trentesimo anniversario dell’omicidio poliziesco di Pedro la memoria è viva più che mai!
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La memoria vive nelle strade, nelle piazze, nelle lotte.

Bologna è una città in continua trasformazione. Le sue strade e i suoi quartieri sono da anni investiti da progetti che ne mutano la fisionomia, le funzioni, la memoria. Una città sempre più vetrina, che cerca di nascondere dietro la sua immagine di metropoli moderna i conflitti di ieri e di oggi.
Ma Bologna non è come ce la descrivono, non è la piatta socialità della domenica fatta di pedonalizzazione e shopping in via Indipendenza, non è l’università pacificata e meritevole che si vuole simboleggiare tramite il progetto Staveco, non è la città delle periferie vuote appannaggio dei progetti delle potenze economiche cittadine come Unipol e Unicredit.

Dietro questa scenografia di facciata una lunga storia, fatta di conflitti, occupazioni e lotte, sopravvive e continua a caratterizzare la città. L’11 Marzo del 1977 è una data fondamentale nella storia dei movimenti e delle lotte sociali, non solo cittadina. Alla repressione, all’uccisione a freddo del compagno Francesco Lorusso, giovani, studenti, militanti rivoluzionari danno una risposta insurrezionale, occupano piazza Verdi, che da allora diventa la piazza simbolo dei movimenti cittadini e della resistenza al potere.
La Bologna del ’77 era una Bologna viva, sempre in movimento; i muri della zona universitaria parlavano, comunicavano, rispondevano ai bisogni e ai desideri di chi vi passava accanto ogni giorno; le periferie, tramite le occupazioni e i centri sociali, erano luoghi dove si sperimentavano forme diverse di stare insieme.

A quel periodo storico, in cui i movimenti sociali esprimevano tutta la loro forza, non vogliamo guardare con nostalgia, non vogliamo porre paragoni tra la forza di allora e la debolezza di oggi. Perchè nonostante i tentativi di cancellare tutto questo, ripetuti da quell’11 Marzo sino ad oggi, Bologna è rimasta una città sempre caratterizzata dai movimenti, dalle lotte, dai conflitti.
Per questo l’anno scorso lo abbiamo detto a gran voce: non c’è nessuna memoria condivisa! Chi oggi piange l’assassinio di Francesco per parlare di una nuova pace, di una città che ha ormai superato lotte e conflitti, prova a uccidere Francesco, la sua memoria e le sue idee, ancora una volta.

Negli ultimi anni i movimenti studenteschi, le rivolte di piazza Verdi del 23 e 27 Maggio, le occupazioni abitative si stanno riappropriando sempre di più non solo del presente, ma anche della momoria storica della città, delle sue lotte e dei sui conflitti. Di nuovo si ha voglia e si prova a costruire gli spazi,le periferie, le relazioni sociali e un modo di vivere a partire dai nostri bisogni e desideri.
Per questo diciamo che la memoria di Francesco, non solo non può essere condivisa con chi oggi osteggia le lotte e i movimenti, ma che può sopravvivere ed essere tramandata solo nelle lotte stesse.

Riappropriamoci delle strade, delle piazze, delle facoltà, per costruire un corteo che sappia far emergere in città quei soggetti che oggi come ieri lottano per cambiare lo stato di cose esitenti.
Dal 10 al 12 Marzo riprendiamoci la Zona Universitaria, con iniziative culturali, artistiche, politiche; l’11 Marzo tutti e tutte in piazza per dimostrare come la grande storia dei conflitti in questa città, le memoria di quei conflitti, riviva ancora nelle strade, nelle piazze, nelle lotte di oggi!

 

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