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#EmilioResisti! Un 19 gennaio antifa in tutta Italia

 

Oltre alla denuncia dell’infamia di CasaPound, obiettivi delle tante manifestazioni di ieri era stato anche sottolineare le connivenze di questi con la polizia, che ne permette l’agibilità politica, e soprattutto evidenziare le strette relazioni che l’opzione della nuova Lega di Salvini in salsa lepenista tiene con questi soggetti capaci solamente di recitare il ruolo di servi armati del potere, alla caccia di qualche appoggio nei palazzi.

 

Intanto arrivavano i primi gesti di solidarietà, come quello dei 99 Posse che suoneranno al Dordoni il 29 gennaio per sostenere lo sforzo dei compagni e delle compagne di Cremona. Il Dordoni ieri è stato promotore di un primo momento di agitazione cittadina, con un presidio cittadino trasformatosi in corteo dove più di 300 persone che ha saputo comunicare la rabbia per quanto successo, iniziando a smontare le teorie vergognose che narrano l’accaduto come di uno “scontro tra ultras” o tra “teste calde” e andando a chiedere conto all’amministrazione cittadina, mai critica nei confronti della presenza fascista in città, delle sue responsabilità in quanto accaduto.

 

Ma tante altre città hanno effettuato momenti di comunicazione verso il 24 gennaio e al grido di “Emilio Resisti!”. A Torino il presidio convocato a Palazzo Nuovo si è poi mosso per le vie del centro, andando a sanzionare la Prefettura (simbolo della connivenza tra fascisti e polizia anche nell’aggressione di sabato, dove le forze dell’ordine hanno di fatto permesso la fuga ai fascisti) e concludendosi poi in piazza Castello. A Brescia il corteo cittadino chiamato dal Magazzino47 ha attraversato i luoghi più centrali e simbolo della tragica storia fascista italiana come Piazza della Loggia, concludendosi poi nel quartiere del Carmine.

 

A Bologna il corteo partito da piazza Verdi ha visto diverse centinaia di persone riprendersi le vie del centro effettuando blocchi stradali in serie, e abbellendo i muri con scritte e attacchinaggi di massa di materiale antifascista e di rilancio alla giornata di manifestazione di sabato. Anche a Modena e Pisa ci sono stati presidi solidali, con la città emiliana che ha visto un breve corteo muoversi per le vie del centro e quella toscana effettuare un presidio in Logge dei Banchi. Stesso scenario a Roma, dove il presidio di piazzale Tiburtino si è evoluto con blocchi della circolazione, ha poi attraversato San Lorenzo e ha impostato la sua comunicazione politica soprattutto nell’opposizione alla marcia fascio-leghista di Salvini e CasaPound prevista per fine febbraio nella Capitale. Altri momenti di solidarietà ci sono stati in città come Bergamo, Cosenza, Livorno, Mantova, Viareggio.

 

Significativa la scelta di annullare a Livorno il corteo per la commemorazione della nascita del Partito Comunista d’Italia, prevista per sabato 24, per poter partecipare alla manifestazione di Cremona. Il consueto appuntamento, che rinnova l’identità comunista nella città labronica, tende quest’anno un filo di continuità storica ideale “dal Goldoni al Dordoni“.


Una serie composita di iniziative tutte convergenti verso la manifestazione del 24 gennaio, per un corteo nazionale antifascista, determinato, autodifeso e militante con una parola d’ordine: chiudere subito tutte le sedi fasciste! Nuove iniziative sono già state annunciate per oggi in solidarietà ai compagni, ad esempio a Cagliari, Cuneo e Viareggio, domani a Roma, Parma, Milano, Giovedì a Bari e Bergamo,  verso una manifestazione nazionale che si annuncia partecipatissima e a cui speriamo si possa arrivare con notizie ancora migliori sullo stato di salute di Emilio, di cui trovate un breve aggiornamento qui.

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