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#hagamoscomoislandia (per non far la fine della Grecia)

L’hashtag che sta girando su twitter è “#hagamoscomoislandia” facendo riferimento alla ribellione del popolo della piccola isola contro i piani di salvataggio delle banche. Un movimento che ha spinto alle dimissioni di banchieri e governo.

A innescare la rivolta online sono le voci del salvataggio pianificato dal governo dell’istituto di credito Bankia, per il quale verrebbero stanziati tra i 7 e i 10 miliardi di euro, entro l’11 maggio. La Spagna sta infatti studiando un piano per nazionalizzare Bankia, il terzo maggiore istituto per numero di asset, in una misura che prevede anche l’iniezione di miliardi di euro di soldi statali nell’istituto. In un Paese martoriato dalla piaga della disoccupazione e sull’orlo del baratro per gli eccessi della speculazione immobiliare, la risposta non può che essere assolutamente contro gli aiuti alle banche. Aiuti che tra l’altro nel caso di Bankia superano di quasi il doppio i fondi stanziati dal governo per istruzione e salute.

Invocare l’Islanda per non finire come la Grecia sembrano le nuove parole d’ordine degli indignados spagnoli. Ricordando come la Grecia sia finita nel baratro proprio grazie alle misure di rigore e i piani di aiuto della BCE. Una piazza, quella spagnola, che può di nuovo essere produttrice di conflitto nonostante il fastidioso meccanismo repressivo messo in atto dal governo dopo lo sciopero generale del 29 marzo, e che continua a opporsi fortemente al concetto di austerity e all’aiuto dei governi alle banche produttrici soltanto di disagio economico e responsabili della crisi mondiale.

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