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Legalità e impunità di Stato in Spagna: assoluzioni per potenti, guardie e stupratori

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Che il potere giudiziario in Spagna fosse eminentemente politico e improntato a mostrare tutta la sua intrinseca politicita’, lo si è visto chiaramente in questi mesi al cospetto del conflitto catalano.

Ma quello che è accaduto in queste ultime ore non può certamente passare inosservato e non balzare agli occhi di molti spagnoli. In primis, il famigerato giudice Llarena ha assolto il plurimiliardario Florentino Perez, presidente del Real Madrid, ed esponenti politici del Pp e del Psoe, dalle accuse di frode e malversazione inerenti al caso Castor.

Qualche manciata di minuti dopo è giunta l’incredibile notizia della messa in libertà con pagamento di una cauzione per gli stupratori della “Manada”, fatto che ha scatenato l’indignazione delle piazze, convocate prontamente nella serata di ieri, e in vista delle manifestazioni chiamate per domani nei princiapli centri cittadini del Paese oltre che a Pamplona. Peraltro, in quest’ultima vicenda si inserisce la sconcertante opinione dei giudici riguardo all’insussistenza della gravità dell’accaduto in quanto sia la Guardia Civil che il militare coinvolto non si trovavano in servizio (!). Eppure non lo erano nemmeno gli agenti della Guardia Civil coinvolti nella rissa con i giovani ad Altsasu, i quali però si trovano ora condannati alla prigionia con pene altissime e perfino aggravate rispetto alle richieste iniziali. Impunità per i potenti e le guardie, pene esemplari per chi è in odor di ribellione o comunque vicino agli ambienti indipendentisti.

Ma non solo. La sostanziale assoluzione degli stupratori di Pamplona arriva per mano di un giudice fortemente maschilista e tradizionalista. Questi avvicendamenti giudiziari e politici hanno radici ben profonde. Sorgono da un passato in cui alla caduta del franchismo è seguita una gigantesca operazione di maquillage politico istituzionale che ha fatto sì che buona parte della struttura franchista si riciclasse sotto nuove vesti.

O addirittura mantenere quelle che aveva, come nel caso del corpo della Guardia Civil, mai destituito nonostante la sua natura franchista. Così come gli alti apparati giudiziari, che aldilà dei momenti storici e delle correnti politiche, agiscono in funzione della cristallizzazione del potere monarchico e della imprescindibile impunità delle sue emanazioni.

Anche qui, pesa la sostanziale riesumazione del Tribunale dell’Ordine franchista nel primo periodo della transizione post-dittatoriale e la ricolloocazione di molte delle sue figure chiave. Fatti che, per quanto paiono essere lontani decenni, informano la realtà attuale della Spagna dell’austerity nelle sue recrudescenze nazionaliste, così come nella gestione dei movimenti sociali e delle rivendicazioni indipendentiste e antimonarchiche. In questo senso, è maggiormente intuibile l’impostazione quasi guerracivilista dello stato borbonico nei confronti della questione catalana come per le mobilitazioni anti-austerity.

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